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L’esperienza emigrante del nonno marchigiano di Catin Nardi, il marionettista di Mariana

L’esperienza emigrante del nonno marchigiano di Catin Nardi, il marionettista di Mariana

Dalle Marche al Sud America e ritorno…fra nostalgie e lutti

Belo Horizonte, 19 aprile 2009. C’è un aspetto che difficilmente noi teniamo in considerazione quando trattiamo il tema della emigrazione e dello spostamento dei popoli su questa grande mela che chiamiamo terra. È la questione della definitiva lontananza e quindi della impossibile vicinanza materiale ai propri familiari nei momenti di lutto. Il 15 novembre 2008 mi trovavo, insieme a Stefania, a Mariana, una storica cittadina brasiliana dello stato del Minas Gerais.
Qui, nelle profonde miniere d’oro, dopo l’abolizione della schiavitù, sono venuti a lavorare anche molti emigranti italiani.
E qui, mentre ci stavamo dirigendo in taxi alle antiche miniere d’oro, Stefania intravede una scritta pubblicitaria e mi dice: “guarda che ho visto l’entrata di un Museo delle Marionette”.

ornati dalla Miniera cerchiamo il museo. Ci troviamo davanti ad un locale piccolo ma delizioso. Il museo è gestito da una bella e dolce signora brasiliana che (saputo della mia passione per i burattini) ci accoglie con entusiasmo e da suo marito Catin Nardi, un marionettista trasferitosi in Brasile dalla Argentina.
Un minuscolo bar, un laboratorio per la costruzione dei pezzi, un teatrino di marionette da 50 posti, un museo con personaggi stupendi costruiti dallo stesso Catin. Ci porta nel teatro e ci rappresenta dal vivo tre pezzi di un suo spettacolo.
Lui è figlio di italiani e suo nonno emigrò nel 1923 dalla campagna italiana. Catin vorrebbe ritrovare le origini della famiglia che ricorda d’essere di Francavilla d’Avila, capire se ci sono parenti in Italia, andarli a conoscere.
La nostalgia della terra d’origine della famiglia è una delle problematiche più sentite dagli italo discendenti figli di emigranti. Parlando scopriamo che non è Francavilla d’Avila il piccolo paese della provincia di Ascoli Piceno da cui è partito il nonno, bensì Francavilla d’Ete, dove Stefania, prima di trasferirsi in Romagna, è stata maestra 4 anni e ha avuto fra i bambini un certo Nardi.
Bene, ritornati a Belo Horizonte iniziamo i contatti con il Comune.
Ma è tramite il collega di Stefania, il maestro Peppe, che, spulciando negli archivi della Parrocchia di Francavilla d’Ete, si ritrovano i dati della famiglia Nardi. E scopriamo che, del nonno del marionettista Catin, è ancora viva la sorella Vittoria, di 97 anni. Tornati per alcune settimane in ferie in Italia, con in mano alcune foto, andiamo a cercare l’anziana signora, nonché i figli e i nipoti. L’emozione e la sorpresa è indescrivibile quando la signora e i parenti scoprono di avere dall’altra parte dell’oceano, nipoti, cugini, pronipoti. Vittoria aveva ricordato spesso nella sua vita in fratello Giulio, che all’età di 17 anni, 86 anni fa, si imbarcò dal porto di Genova per cercare fortuna in America. Vittoria non ha sentito più la voce di suo fratello. Aveva solo ricevuto due foto del matrimonio. Ma poi più nulla. Non sa se aveva avuto figli, non sa quando è morto. Sa solo che era partito per l’America e l’America poteva significare Canada, Stati Uniti, Centro America, Brasile, Uruguay, Argentina.
Catin sicuramente tornerà nei prossimi mesi nelle Marche, a Francavilla d’Ete, e porterà con sé, nella valigia, le marionette. Ho saputo nel frattempo che è reputato uno dei più bravi marionettisti brasiliani (http://www.youtube.com/watch?v=ZlEro6EWeyM). Nel repertorio del suo Teatro di marionette c’è uno spettacolo da titolo “La giornata di Peppino”. Peppino è un contadino italiano, emigrante in Sud America, che si sposa una donna di colore e coltiva la terra rossa del Brasile, così come aveva imparato da piccolo nelle dolci colline del Sud delle Marche.
A Mariana, quella notte, mi sono svegliato e non sono riuscito più ad addormentarmi. Ero agitato, ma non sapevo il perché. Poi poche ore dopo ho saputo che, nelle stesse ore, è morto mio zio Pippo di Brescia… fratello di mia mamma. Pippo era grande lettore e incredibile raccontatore di storie e vicende autobiografiche della mia famiglia. C’era anche lui quando sono partito da Cesena per il Brasile, alcuni mesi fa. Ho capito in quel momento cosa vuol dire vivere da emigrante, lontano da casa, e non essere vicino ai familiari in occasione di un lutto. Ho ripensato a quando nelle nostre scuole ci lamentiamo che un bambino straniero se ne ritorna a casa per lungo tempo perché nella sua famiglia è morto qualcuno.

Catin è tornato in Italia il 26 maggio del 2009 e dall’Italia mi ha scritto. Ecco la sua lettera in spagnolo!!
Mi querido amigo Gianfranco
Me disculpe por no haber escrito antes mas el tiempo aqui esta andando muy rapido.
Esto es insdescriptible, Francavilla es linda, la familia me a reciido con mucho carino y el encunentro con mi tia fue y esta siendo bellisimo.
No imaginaba que todo fuese tan bello.
Ahora estoy en Francavilla Dète, pensaba que la ciudad era en un valle y es en lo alto de una colina, este lugar e LINDO!, los familiares que conocí  son muy buena gente y muy atentos.
Llegué bien de viaje , muy cansado como es lógico (viajé casi 24 horas y no habia dormido de nerviosismo) pero muy feliz , los campos de aquí se parecen con los de Santa Fe mi tierra natal argentina, ahora entiendo por que mi nono se identifico con Santa Fe
hè llegado hasta aquí y creo que no es por acaso,
La magia de las marionetas a comenzado a darle un sentido mas contundente a mi vida.
Muchisimas gracias una y mil veces al nono Julio!
La nostalgia que el sentía es inevitable al ver un lugar tan fantástico como Francavilla Déte.
El hielo se quebró, el encanto se transformo en realidad!

La gente de la ciudad se enterò de mi llegada aquí e me están saludando como si viviese aquí desde siempre.
Me están matando con la comida , me están dando de comer 3, 4 o 5 platos diferentes, yo por educación estoy comiendo pero no me lo soporto , todo es muy rico , muy parecido con la comida en Santa Fe ecepto la receta típica de acá que las aceitunas rellenas a la milanesa!
El encuentro con la hermana del nono fue sublime, la vieja es un personaje exactamente igual al nono, me reí muchisimo por que me acordaba del nono en cuanto halábamos , ella se expresa exactamente igual al nono, se habla todo y tiene esa onda de alegría que el viejo tenia. A pesar de la emoción charlamos un montón, yo cuando la vi le estreche su mano y me quede mudo, no salia nada, ella no me soltó la mano en ningún momento.
Ella està muy lucida y bien de salud, camina con un bastón y se ríe de todo, almorcé en su casa (yo estoy hospedado en lo de Pietro (otro personaje) y Maria padres de Alberto ,la tia nona comió muy bien en cuanto charlábamos y me contaba historias.
La RAI internacional vino a hacer una entrevista se me gravaron con la tía y pasaron 6 horas gravando, monté el escenario y ya hice una primera función (como deseaba ) en Francavilla.
Mi italiano esta fluyendo con facilidad, me recuerdo de muchos terminos que el nono me parlaba, mas de lo que imaginaba wque me recordaba!
Yo no se como agradecerle este momento de tanta felicidad, espero retornar para el pueblo Itliano como mi espectaculo todo el carino y la hospitalidad que estan brindando.
La oportunidad de revisar mi historia me hace creer que estamo revisando la historia de este pais.
agradesca ENORMEMENTE a Stefani, la grande persona que tambien a posibilitado mi reencuentro con la familia.
Ayer de manana estube en el despacho de la comuna y encontere la acta de nacimiento de mi abuelo!
estoy muy feliz por todo , graias y eternamente gracias.
Un abrazo
Catin
PD.: agradesca de mi parte al consul y a todas las personas del consulado.
Atenciosamente!
Catin