{"id":44,"date":"2021-10-19T10:08:52","date_gmt":"2021-10-19T08:08:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/?page_id=44"},"modified":"2023-05-24T16:11:46","modified_gmt":"2023-05-24T14:11:46","slug":"burattini","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/burattini\/","title":{"rendered":"Burattini"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">UN MAESTRO BURATTINAIO<\/mark><br><br><\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:44% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/FOTO-Gianfranco-con-burattini-stampati-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1628 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/FOTO-Gianfranco-con-burattini-stampati-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/FOTO-Gianfranco-con-burattini-stampati-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/FOTO-Gianfranco-con-burattini-stampati-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/FOTO-Gianfranco-con-burattini-stampati-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/FOTO-Gianfranco-con-burattini-stampati.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p><strong>I burattini e la scuola di <a href=\"http:\/\/www.sorrivoli.it\">Sorrivoli<\/a>. <\/strong><br>Sono arrivato nella scuola materna di Sorrivoli nel 1984 e avevo gi\u00e0 fatto esperienza con i burattini. <br>Ho iniziato nei primi tempi a costruirmi tutta una serie di burattini di gommapiuma e cartapesta, realizzati con il riutilizzo di materiali. Ancora oggi uso questi burattini con i bambini quando, come direttore didattico, vado in visita nelle scuole. <br>Devo premettere che ho sempre creduto molto al discorso delle fiabe ed in particolare alle fiabe tradizionali, dove trovo molto significativa l\u2019interpretazione di Bruno Bettelheim.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:25px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Le fiabe tradizionali, secondo me, sono strumento per la risoluzione dei conflitti interiori del bambino. Ho iniziato, quindi, la mia esperienza didattica e teatrale raccontando attraverso i burattini le fiabe della tradizione. Non ho portato il burattino tradizionale, che pure fa rivivere conflitti, ma ho presentato il burattino delle fiabe, quindi \u201cCappuccetto Rosso\u201d, \u201cHansel e Gretel\u201d, \u201cBiancaneve e i sette nani\u201d. I burattini, infatti, hanno la capacit\u00e0 di esteriorizzare tutta una serie di conflitti interiori, di renderli ancora pi\u00f9 evidenti cos\u00ec da facilitarne il superamento. <br>Vorrei ora precisare cosa intendo con il termine di burattino tradizionale. In italiano esistono maniere diverse per definire i burattini.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come si definiscono.<\/strong> <br>Si chiamano marionette quelle mosse e animate coi fili dall\u2019alto, si dicono fantocci o pupazzi quelli che s\u2019infilano da sotto o che vengono tenuti e manovrati da delle stecche. Si dice burattino il pupazzo a guanto, che viene animato dalle mani infilate nel cosiddetto \u201cburatto\u201d. Poi ci sono le ombre. <br>Nell\u2019accezione di burattino, io intendo tutte queste realt\u00e0. Infatti, secondo il mio punto di vista, burattino \u00e8 in italiano l\u2019elemento che unisce tutte queste realt\u00e0, anche se \u201cburattino\u201d \u00e8 quello mosso a guanto. Per questo motivo i bambini della scuola materna di Sorrivoli chiamano burattini praticamente tutti i personaggi animati. <br>Nell\u2019ultimo periodo della mia esperienza di maestro di scuola materna ho utilizzato molto i burattini a vista. Quando ero solo in sezione, senza la compresenza della collega, facevo i burattini su di un tavolo con pupazzetti di cartoncino o di compensato che muovevo a vista. I bambini chiamano anche questi burattini. <br>Per il bambino, burattino \u00e8 un termine \u201connicomprensivo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I burattini a scuola: angoli, spazi e momenti specifici. <\/strong><br>Dopo diversi anni di esperienza, abbiamo realizzato un vero contenitore, si potrebbe dire un armadio, dove vengono riposti tutti i burattini. I burattini sono di diverso tipo. Analizzando i burattini della tradizione, abbiamo dei personaggi che possono intervenire in pi\u00f9 storie (il carabiniere, la morte, il giudice, Fagiolino, Sandrone &#8230;). Nelle fiabe tradizionali, invece, ogni storia deve avere la sua compagine di burattini. <br>Il lupo di \u201cCappuccetto Rosso\u201d non pu\u00f2 essere quello della storia dei \u201cTre porcellini\u201d o di \u201cZio Lupo\u201d. Usando lo stesso lupo-burattino, i bambini finiscono per confondere gli eventi delle diverse fiabe. In realt\u00e0, ogni fiaba presenta un\u2019immagine particolare di lupo: in \u201cCappuccetto Rosso\u201d abbiamo un lupo cattivo, in \u201cZio Lupo\u201d, invece, un lupo buono, che alla fine \u00e8 quasi un eroe. Per questo, abbiamo caratterizzato i burattini di fiabe differenti in modi diversi, creando per ogni fiaba un gruppo particolare di pupazzi. Per quanto riguarda la realizzazione delle attivit\u00e0 con i burattini occorre precisare che la risposta \u00e8 molto variegata. <br>A Sorrivoli e successivamente a Saiano, abbiamo ricavato la baracca da una sorta di corridoio e poi da una piccola stanza. <br>Quelli erano gli spazi dove generalmente noi insegnanti facevamo spettacolo. I bambini, invece, vivono i loro spettacoli anche in altre situazioni non specificatamente da teatro (ad esempio sul tavolino) ed in forma ludica. Parlando poi dei momenti e dei tempi per la realizzazione delle attivit\u00e0 con i burattini, abbiamo visto, durante l\u2019anno scolastico, che i burattini servono moltissimo all\u2019inizio della mattinata come introduzione alle attivit\u00e0 di sezione. \u00c8 una di quelle cose che riesce a creare unione fra i bambini e ad attirare la loro attenzione verso un determinato argomento. In altre circostanze, come in occasione di feste importanti (ad esempio per quella locale dell\u201911 novembre, festa di San Martino), lo spettacolo dei burattini realizzato da noi adulti ben s\u2019inserisce nel clima festoso di tali ricorrenze. In realt\u00e0, non abbiamo mai voluto marcare un momento specifico per fare teatro dei burattini. <br>Cerchiamo al contrario di cogliere le occasioni pi\u00f9 opportune e di rispondere alle richieste dei bambini.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il teatro dei burattini come momento ludico e spettacolo teatrale. <\/strong><br>\u00c8 importante sottolineare che i bambini non devono essere forzati a realizzare uno spettacolo con una precisa storia da riprodurre fedelmente in tutti i suoi passaggi. Generalmente i bambini di tre, quattro anni amano giocare con i burattini; le vicende da loro rappresentate sono pertanto brevi e molto semplici. Solo i pi\u00f9 grandicelli talvolta eseguono tutta la storia, ma solamente quando l\u2019hanno vista varie volte, portata in scena da noi adulti. Il burattino, quindi, diventa per il bambino essenzialmente uno strumento per i suoi giochi di rappresentazione simbolica, del \u201cfar finta di\u2026\u201d. Se vogliamo, mentre nella situazione teatrale di gioco drammatico il bambino \u00e8 un elemento di questa rappresentazione imitativa di vicende a lui familiari, nel burattino si attiva un aspetto in pi\u00f9, ossia la possibilit\u00e0 di poter facilmente esteriorizzare eventuali conflitti interiori. Il burattino, infatti, proprio perch\u00e9 \u00e8 un personaggio \u201cvivo\u201d crea la situazione in cui il bambino pu\u00f2 esprimersi interamente attraverso di lui. Inoltre generalmente, oltre a giocare con i burattini, i bambini li vogliono anche costruire. Ritengo, allora, che i burattini debbano essere realizzati con cura, con materiali resistenti e caratterizzati in modo evidente secondo le loro peculiarit\u00e0. Con i bambini pi\u00f9 grandi la fase della costruzione \u00e8 molto importante. <br>Di certo per i bambini di scuola materna \u00e8 indispensabile l\u2019intervento e l\u2019appoggio continuo dell\u2019adulto. La struttura finale del burattino implica una manipolazione tale che il sostegno dell\u2019insegnante \u00e8 inevitabile; si dice allora \u201cfacciamo insieme burattini!\u201d. <br>Anche nella fase della costruzione, come in quella dell\u2019animazione, vengono rispettate e stimolate le capacit\u00e0 reali di questa et\u00e0. Ricordo, ad esempio, un bambino dotato di una spiccata teatralit\u00e0 e di una enorme passione per i burattini. Si distinse talmente per questa sua predisposizione naturale che ricevette da noi adulti la tessera di \u201capprendista burattinaio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le risposte psicologiche dei bambini di fronte al teatro dei burattini. <\/strong><br>Ho sempre usato, senza alcuna remora, anche personaggi spaventosi. Non amo le storie sdolcinate, preferisco mettere in scena quelle con situazioni conflittuali e con personaggi marcatamente cattivi: \u201cCappuccetto Rosso\u201d, \u201cBiancaneve\u201d, \u201cPollicino\u201d. La prima reazione emotiva, nei bambini con alcune difficolt\u00e0, \u00e8 quella di una grande paura. \u00c8 importante che, in questi primi approcci al teatro dei burattini, sia presente anche un altro adulto o bimbi pi\u00f9 grandi, capaci di tranquillizzare quelli pi\u00f9 piccoli. Si distingue molto chiaramente la fase di \u201caffronto del conflitto\u201d: prima la paura, poi il pianto, infine la risoluzione finale collegata all\u2019esito della storia stessa che vede il cattivo soccombere, avere la peggio per la vittoria dell\u2019eroe. Anche il corpo dei bambini \u00e8 coinvolto dalle reazioni emotive: inizialmente prevalgono le espressioni di paura e di tensione; alla fine, con la sconfitta del cattivo, si osservano quelle di una raggiunta tranquillit\u00e0 e di una evidente contentezza. Posso descrivere un caso significativo. Susy, una bambina particolarmente serena, manifest\u00f2 tardivamente la crisi d\u2019inserimento, e, mentre i primi giorni assisteva agli spettacoli dei burattini tranquillamente, in seguito arriv\u00f2 persino a rifiutarli. <br>Decisi, allora, di permettere a Susy di assistere agli spettacoli in una forma molto velata, lasciandola \u201cimpegnata\u201d nelle sue attivit\u00e0. In questo modo, aveva la possibilit\u00e0 di vivere il proprio conflitto in modo meno evidente, in una sorta di distacco dallo spettacolo, che lei poteva vedere anche se \u201coccupata\u201d dal suo disegno. Successivamente, Susy, ha superato il suo disagio emotivo ed \u00e8 tornata agli spettacoli dei burattini. A commento di questo episodio, posso affermare che il burattino fa emergere i conflitti interiori. In realt\u00e0 Susy riversava sul burattino del lupo la sua paura di essere abbandonata dalla madre. Non era il lupo a spaventarla, ma il timore di essere separata dalla figura materna. <br>Pian piano, per\u00f2, Susy ha potuto scaricare tali tensioni ed \u00e8 riuscita a controllarle e a superarle. Di esperienze simili ce ne sono tante. Terzo, un bambino di tre anni, manifestava un\u2019evidente paura verso il lupo di Cappuccetto Rosso. Noi adulti, per\u00f2, eravamo al corrente di una sua precisa difficolt\u00e0 ad accettare la futura nascita del fratellino. Il lupo, quindi, risvegliava in lui tali sentimenti. Alla fine Terzo ha superato questo conflitto attraverso la costruzione di un suo burattino, si \u00e8 reso, cio\u00e8, protagonista di una creazione, di una nascita. Anche Giovanni risultava un bambino in difficolt\u00e0. Un familiare profondamente malato, gli aveva limitato notevolmente i contatti fisici (baci, abbracci\u2026). <br>Cos\u00ec emotivamente bloccato, Giovanni riusc\u00ec ad esprimere la sua affettuosit\u00e0 solo attraverso una lupa, di lui innamorata. L\u2019abbiamo visto, pertanto, modificarsi radicalmente, aprirsi agli altri mediante l\u2019attaccamento a questo burattino. Il burattino, infatti, \u00e8 per me un \u201coggetto transizionale\u201d con la possibilit\u00e0 di essere animato, capace di mediare la comunicazione con i bambini. Inoltre il teatro dei burattini ha la peculiarit\u00e0 di favorire anche la socializzazione. Durante i miei spettacoli osservo sempre l\u2019attenzione dei bambini pi\u00f9 grandi verso quelli pi\u00f9 piccoli al fine di tranquillizzarli. Assisto anche all\u2019atteggiamento di solidariet\u00e0 che s\u2019instaura fra il gruppo-spettatore, che prende posizione contro il personaggio cattivo della storia (non di rado sono divenuto il bersaglio di insulti, di provocazioni, di attacchi verbali&#8230;). Se un bambino \u00e8 offeso dal pupazzo, gli altri subito lo difendono e cos\u00ec si viene a consolidare lo spirito amicale e sociale dei bambini.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lo spettacolo dei burattini e le competenze d\u2019animazione degli insegnanti. <\/strong>Credo che per fare i burattini occorra un apprendistato che dura negli anni. Il mio \u00e8 stato un tirocinio quotidiano: tutti i giorni ho avuto un potenziale pubblico. Avere un pubblico di bambini \u00e8 utilissimo. Ed anche se all\u2019inizio ho realizzato spettacoli semplici, mi sono accorto che, per questa et\u00e0, erano sempre ed egualmente interessanti. E soprattutto c\u2019\u00e8 stata, a mio parere, una crescita del rapporto dei bambini di Sorrivoli con le arti drammatiche. <br>A partire dalla mia esperienza didattica con i burattini, nel 1988 \u00e8 stato organizzato a Sorrivoli il \u201cFestival dei Burattini\u201d: una occasione per il mondo infantile locale di potersi incontrare con le arti drammatiche e in particolare con l\u2019arte burattinesca. Il teatro dei burattini \u00e8 risultato, quindi, una valida alternativa alla televisione. Il burattino \u00e8 un elemento che richiama l\u2019epoca in cui, mancando la televisione, tali spettacoli erano destinati anche all\u2019infanzia. Durante il \u201cFestival\u201d, tanti bambini, oggi come allora, vengono a vedere gli spettacoli, vengono per\u00f2 accompagnati dai genitori con una sorta di aggregazione familiare che molto spesso non c\u2019\u00e8 nemmeno davanti alla televisione. Al \u201cFestival dei Burattini\u201d si va con il nonno, con i genitori, mai da soli. Praticamente il \u201cFestival dei Burattini\u201d \u00e8 nato dall\u2019incontro del mondo della scuola materna di Sorrivoli con i burattinai, ed in tale contesto \u00e8 sorta la Universit\u00e0 dei Burattini, centro per la ricerca e la didattica sul teatro d\u2019animazione, momento di incontro e confronto fra burattinai e insegnanti che intendono utilizzare le tecniche dei burattini nell\u2019ambito delle loro professioni.<br><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:auto 15%\"><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-right\"><em><strong><br>Foto di <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/zavallonigianfranco\/sets\/72157612564619034\/\" target=\"_blank\">burattini e burattinai<\/a><br>Festival dei burattini di Sorrivoli<br><\/strong><\/em><\/p>\n<\/div><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"145\" height=\"143\" src=\"http:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/burattini03.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-856 size-full\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"521\" height=\"712\" src=\"http:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/burattini05.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-860\" srcset=\"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/burattini05.png 521w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/burattini05-220x300.png 220w\" sizes=\"(max-width: 521px) 100vw, 521px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<div style=\"height:19px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">Compagnia teatrale Baracca &amp; burattini<\/mark><\/strong><br><br><\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"280\" height=\"294\" src=\"http:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/burattini04.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-862 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p><strong>I burattinai romagnoli della nuova tradizione.<\/strong><br>Dal 1987 la compagnia teatrale Baracca &amp; Burattini, di Flavio Tontini e Gianfranco Zavalloni, portava sulle piazze, nei teatri e nelle scuole i nuovi burattini della tradizione romagnola.<br>Realmente esistiti nel cesenate, nella prima met\u00e0 del &#8216;900, Pitin, Mangan (o Manacca) e Galina sono oggi conosciuti da bimbi, bimbe e adulti come personaggi del teatro dei burattini, portati in scena insieme alla prorompente Gapona, metafora della tipica &#8220;azdora&#8221; romagnola.<br>Autoironia, filosofia popolare, gag comiche sono lo stile teatrale dei nuovi burattini della tradizione che vivono avventurose vicende umane nella tipica baracca della compagnia, autocostruita in legno.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p>Ad introdurre gli spettacoli il presentatore Pur\u00e8, un burattino nato dalla fantasia dei bambini della scuola d&#8217;infanzia e Tappo, comico aiutante di teatro, nato dalla esperienza del Festival dei Burattini di Sorrivoli. <br>Gli spettacoli erano portati in scena con la tecnica teatrale del canovaccio. <br>Gli attori seguivano una traccia, un itinerario, con una sorta di appuntamenti fissi. <br>E qui veniva dato spazio all&#8217;incontro con lo spettatore, col quale nasceva una relazione di battuta e risposta. <br>L&#8217;indispensabile risata era cos\u00ec assicurata sia a piccoli che a grandi ed era elemento essenziale alla riuscita dello spettacolo.<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">Il repertorio. <\/mark><\/strong><br>La compagnia Baracca&amp;burattini ha realizzato diversi spettacoli di burattini tradizionali, rivolti ad un pubblico misto, di adulti e bambini.<br>Il repertorio prevedeva, diversi spettacoli, fra cui:<br><br><strong>Fiabe della tradizione popolare<\/strong><br>&#8211; <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=NBJr1yV3l6I\">Cappuccetto Rosso<\/a><br>&#8211; Zio Lupo<br>&#8211; Amici per la pelle<br>&#8211; La cantina dei miracoli<br>&#8211; Diavolerie in casa Manacca<br>&#8211; La cassapanca della Gapona<em><strong><br><\/strong><\/em><br><strong>Repertorio Fotografio > <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/zavallonigianfranco\/sets\/72157612564619034\" target=\"_blank\">http:\/\/www.flickr.com\/photos\/zavallonigianfranco\/sets\/72157612564619034<\/a><\/strong><em><strong><br>(qui si ritrovano foto della Compagnia Baracca &amp; Burattini o collegate)<br><\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-accent-2-color has-text-color has-large-font-size\"><strong>Meglio burattinai che &#8230;. burattini.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>di Flavio Tontini<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:39% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"325\" height=\"305\" src=\"http:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/burattini02.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-855 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/burattini02.png 325w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/burattini02-300x282.png 300w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/burattini02-320x300.png 320w\" sizes=\"(max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p><strong>La creativit\u00e0<\/strong><br>\u201cPerch\u00e9 non mi dai una mano con i burattini, qui siamo come in famiglia, i bambini ne sono appassionati, vedrai sar\u00e0 facile e divertente.\u201d Aveva ragione. Non c&#8217;\u00e8 nulla da temere ed \u00e8 davvero divertente. Mi piace a tal punto che la collaborazione con Gianfranco nella baracca fissa della scuola di Sorrivoli si ripete con altre rappresentazioni nelle settimane e nei mesi successivi. Le storie che portiamo in scena sono il semplice adatta- mento di fiabe della tradizione: Zio lupo, Cappuccetto rosso, o piccoli sketch nei quali il lupo finisce sempre per avere la peggio, tra le grida e per la gioia di tutti i bambini. I burattini sono quelli autocostruiti negli anni precedenti da Gianfranco e ci si limita a storie brevi, in genere adatte prevalentemente ad un pubblico di bimbi e bimbe dei primi anni. Non abbiamo ancora una nostra vera baracca con scenografie e accessori specifici e soprattutto, storie pi\u00f9 complete. Di pari passo a queste occasionali esperienze scolastiche per\u00f2, cresce in entrambi la \u201cpassione\u201d per questa forma di teatro che offre la possibilit\u00e0 di dare libero sfogo alla creativit\u00e0 e alla fantasia.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il teatro di figura \u00e8 teatro completo, richiede a chi lo frequenta di saper mettere in campo un vastissimo repertorio di competenze sia intelletti- ve che pratiche. Occorre saper adattare o inventare testi, elaborare una precisa tipologia del \u201ccarattere\u201d di ogni burattino, assegnando ad ognu- no di loro una propria vocalit\u00e0 e allenando a tale scopo la nostra voce per caratterizzare i diversi personaggi. Per la loro realizzazione poi \u00e8 necessaria una grande manualit\u00e0. Scolpitura del legno, sartoria, uso della cartapesta, intaglio della gommapiuma, pittura, concorrono all&#8217;allestimen- to degli spettacoli. Un vasto repertorio di manualit\u00e0 che Gianfranco utilizza con naturalezza, senza alcun timore. Tutto per me \u00e8 invece pi\u00f9 complicato. Per la mia formazione mentale, l&#8217;approccio alle novit\u00e0 deve esse- re sempre preceduto da un&#8217;attenta analisi delle possibili variabili. Ho sempre bisogno di un progetto. Gianfranco no, lui si muove come se avesse sempre fatto le cose. Come se conoscesse gi\u00e0 i trucchi del mestiere. E&#8217; questa una sua caratteristica che si manterr\u00e0 sempre nelle tante cose che faremo nel tempo. Naturalezza e istinto da parte sua, prudenza e calcolo da parte mia.<\/p>\n\n\n\n<p>Due condizioni le nostre, che serviranno a consolidare il sodalizio anzich\u00e9 61 dividerlo, portandoci a vivere insieme esperienze di animazione, formazione e organizzazione di eventi, di grande soddisfazione per entrambi.<\/p>\n\n\n\n<p>La scuola materna di Sorrivoli e lo stesso paese, diventano cos\u00ec il nostro laboratorio di sperimentazione. Cresce infatti nel tempo un intenso rapporto con i genitori dei bimbi della scuola materna, quasi tutti del paese, molto disponibili a seguirci nelle diverse proposte ludico-formative e con diversi giovani sorrivolesi, con i quali iniziamo a progettare alcune iniziative. Sorrivoli \u00e8 entrato rapidamente nel nostro cuore al punto che Gianfranco vi andr\u00e0 ad abitare ed anch&#8217;io, a lungo, culler\u00f2 lo stesso desiderio. Entrambi ritroviamo in questo piccolo borgo tra le meravigliose colline di Romagna un clima di accoglienza e di collaborazione che in quei tempi, ci fece sentire di essere noi stessi del posto.<\/p>\n\n\n\n<p>Le occasioni per fare spettacoli rivolti non pi\u00f9 solo ai bimbi ci viene dalle occasioni di qualche festa scolastica allargata alle famiglie o dalle ricorrenze paesane. Decidiamo cos\u00ec di fare il salto e uscire all&#8217;esterno con una nostra identit\u00e0 artistica. Progettiamo e autocostruiamo la nostra prima baracca. Ci troviamo di sera in alcune stanze presso la casa di Molino Cento a Cesena, dove vive la famiglia d&#8217;origine di Gianfranco. E&#8217; in gran parte vuota in quei giorni perch\u00e9 ancora da completare ed \u00e8 priva di finestre e di riscaldamento per cui la sera \u00e8 alquanto freddo, ma questo non ci impedisce di lavorare con impegno e piacere. All&#8217;amico Vittorio Belli chiediamo di disegnarci un paio di fondali per l&#8217;ambientazione delle nostre storie, ovvero un interno di casa colonica e la piazza di un paese, mentre noi ci occupiamo del resto: la progettazione delle luci, i suppor- ti per i burattini, gli attacchi dei microfoni, il sipario e le quinte, il saliscendi per il fondale. Lavoriamo d&#8217;istinto come se avessimo gi\u00e0 in testa ogni dettaglio. Alla fine il lavoro soddisfa entrambi e non vediamo l&#8217;ora di partire con il primo spettacolo. Gianfranco \u00e8 pi\u00f9 alto di me e cos\u00ec per evi- tare di dover tagliare un pezzo delle sue gambe decidiamo che io lavorer\u00f2 allungando le braccia il pi\u00f9 possibile e lui si metter\u00e0 scalzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto \u00e8 pronto, manca solo il nome per la nostra compagnia. Non abbiamo dubbi, sar\u00e0 \u201cBaracca e Burattini\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sorrivoli e il Festival<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 il 1987 e siamo nella \u201cCasa nel bosco\u201d. E una piccola vecchia casa di campagna che Gianfranco ha acquistato e che un poco alla volta, alme- no in parte, abbiamo assieme rimesso a nuovo. E&#8217; un luogo speciale per- ch\u00e9, pur essendo vicinissima a Sorrivoli e poco lontana da Cesena, pare sperduta in un posto lontano immersa com&#8217;\u00e8, a mezza costa all&#8217;interno di un bosco di querce e rubini. Sar\u00e0 per anni il luogo dove verranno pensate, decise e organizzate gran parte delle nostre attivit\u00e0 didattico-ludiche. Siamo sotto al portico della casa a goderci il fresco di un pomeriggio gi\u00e0 caldo di mezza primavera. Beviamo rilassati una tisana alle erbe con biscottini rigorosamente integrali e lasciamo che il tempo ci scorra addosso, oziando.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuest&#8217;estate a Sorrivoli, in occasione delle giornate per la Festa della Madonna, perch\u00e9 non organizziamo una rassegna di burattini al Castello?\u201d Ecco ci risiamo, Gianfranco non riesce a stare un minuto senza<\/p>\n\n\n\n<p>pensare ad organizzare qualcosa. \u00c8 pi\u00f9 forte di lui, \u00e8 nella sua natura. E<\/p>\n\n\n\n<p>io come sempre freno, sollevo perplessit\u00e0, dubbi. Come facciamo, non abbiamo una lira. Chi far\u00e0 gli spettacoli? Lui invece \u00e8 sempre possibilista. 63 \u00c8 semplice, coinvolgiamo i ragazzi per la gestione di un ristoro con piadina, affettati, formaggi e vino. Un po&#8217; di offerta libera all&#8217;ingresso e su, nel piazzale del castello in quel meraviglioso teatro naturale con le colline e le stelle per fondale, facciamo noi un paio serate, una serata la dedichiamo ad un lavoro che organizzeremo con i bambini della scuola e per l&#8217;ultima sera, una compagnia vera.<\/p>\n\n\n\n<p>Non serve discutere, conosco ormai bene Gianfranco e non serve perdere tempo in ragionamenti. Quando butta l\u00e0 una proposta, cos\u00ec come se gli fosse venuta in mente in quel momento, in realt\u00e0 l&#8217;ha gi\u00e0 pensata e a te rimane solo da decidere se ci vuoi stare o no.<\/p>\n\n\n\n<p>E come sempre, io ci sto&#8217;. Per la pubblicit\u00e0 dell&#8217;evento, pensiamo ad un piccolo depliant disegnato magistralmente e ovviamente \u201cgratis\u201d dall&#8217;amico Maurizio Montalti e poi, il passaparola, economico ed efficace.<\/p>\n\n\n\n<p>Se qualcuno conosce Sorrivoli solo come \u00e8 oggi, non pu\u00f2 avere idea di cosa fosse allora. Non solo il \u201cCastello\u201d, ancora tutto da ristrutturare, con una miseranda vecchia cucina mal messa, i locali decrepiti e forse malsani, ma anche gli stessi rapporti con i paesani erano completamente diver-<\/p>\n\n\n\n<p>si da quelli odierni. Fatta eccezione per i giovani del paese e i genitori dei bimbi della scuola materna, il resto del borgo, diffidava ancora di questi strani maestri e di questo tipo che a volte li accompagnava e che faceva- no fare ai bimbi attivit\u00e0 incomprese ai pi\u00f9. Per non parlare poi di quelle iniziative su al Castello vissute, allora, come potenziali fastidi da tenere a distanza. Ci\u00f2 nonostante si decide di procedere. I giovani si rendono disponibili a collaborare cos\u00ec come le famiglie dei bimbi e si parte. Comincia in questo modo, con naturalezza e come sempre per gioco, quello che diventer\u00e0, negli anni successivi, anche grazie all&#8217;ingresso di altre forze collaboratrici, il \u201cFestival dei grandi Burattinai di Sorrivoli\u201d al quale per anni, Gianfranco ed io abbiamo dedicato, con convinzione e vero amore, le nostre energie e il nostro tempo libero, ahim\u00e8 non sempre ricompensati da una riconoscenza attesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Le teste di legno<\/p>\n\n\n\n<p>Fino a questo momento abbiamo fatto spettacoli utilizzando i burattini in<\/p>\n\n\n\n<p>cartapesta costruiti da Gianfranco per la scuola. Non \u00e8 in realt\u00e0 un problema. Il teatro d&#8217;animazione, infatti, offre la possibilit\u00e0 di servirsi dei pi\u00f9 disparati materiali e qualsiasi strumento pu\u00f2 essere utilizzato per fare animazione. Chi non ricorda, la breve, ma intensa animazione che Charlot inventa per far \u201cballare\u201d due pezzi di pane infilati in due forchette nel film<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa febbre dell&#8217;oro\u201d.<br>Se abilmente utilizzati, gli strumenti pi\u00f9 disparati, permettono di creare una situazione magica che rapisce e incanta il pubblico. Ogni oggetto davvero, pu\u00f2 essere animato al fine di creare una relazione empatica ed emozionale fra l&#8217;animatore e gli spettatori.<br>Quanta magia in quel fantoccio di cartapesta e stracci capace di trasformarsi per incanto in un vero e proprio personaggio animato, dotato di una sua autonoma personalit\u00e0.<br>In ogni caso, Gianfranco ed io, cominciamo a sentire il bisogno di offrire al pubblico al quale vogliamo proporci, un tipo di spettacolo pi\u00f9 completo. Non pi\u00f9 solo brevi sketch ma vere e proprie storie, con una trama organizzata e personaggi tipizzati.<br>Si rende perci\u00f2 necessario arricchire la nostra compagnia con burattini pi\u00f9 \u201cartistici\u201d, burattini con teste di legno scolpito.<\/p>\n\n\n\n<p>Flavio nella lavorazione della testa di legno<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;occasione ci viene offerta dal- l&#8217;organizzazione e dalla partecipazione ad un corso di scolpitura lignea condotto dal maestro Natale Panaro durante il festival dei Grandi Burattinai a Sorrivoli. E&#8217; un corso pratico che si prefigge l&#8217;obbiettivo di insegnare le tecniche di lavorazione del legno; dalla sgrossatura del pezzo, alla realizzazione della testa di un burattino, finita di colorazione e capelli, mani comprese. Siamo perplessi, Gianfranco ed<br>io, di poter riuscire a realizzare, nel breve tempo di un corso, un prodotto apprezzabile. <sub><\/sub>Ci\u00f2 nonostante, partecipiamo con impegno. Le capacit\u00e0 di Natale, vero maestro di creati- vit\u00e0 nel trasferire competenze agli altri, sono talmente vaste che incredibilmente, pi\u00f9 o meno tutti i partecipanti al corso, riescono a realizzare una testa finita. In questa prima occasione, Gianfranco realizza la testa di Pitin io, quella della Gapona; due dei futuri protagonisti di tutte le storie della nostra compagnia. Nelle settimane successive, lavorando alacremente nella casa nel bosco, entrambi presi da una \u201cfoga\u201d creativa inimmaginata, realizziamo altre teste per nuovi personaggi. Nascono il presentatore Pur\u00e8, l&#8217;aiutante di scena Tappo, la Minghina (la morte), il Carabiniere Calogero, Il Giudice, Il Cavalier Cipolla e poi Manaca che diventer\u00e0 il mattatore delle nostre storie. Per la vestizione delle nuove teste ci avvaliamo della collaborazione di Pina, moglie di Raffaele, uno dei fratelli di Gianfranco, la quale realizza veri e propri mini abiti per i nostri burattini. Ora occorre progettare gli spettacoli e partire.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tratto dal libro <\/strong><em><strong>Disegnare la vita. I mondi di Gianfranco Zavalloni<\/strong><\/em><em><strong>.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>FULMINO Ed.2013<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:42px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-accent-2-color has-text-color has-large-font-size\">A Pennabilli<\/p>\n\n\n\n<p>di Gigi Mattei<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Istituto Comprensivo di Pennabilli \u00e8 sempre stato una scuola periferica e questo comporta un alternarsi annuale o quasi di dirigenti. Quell\u2019anno, eravamo nel 2003, dal provveditorato agli studi di Pesaro, da cui allora dipendevamo, arriv\u00f2 la notizia che il nuovo dirigente si chiamava Zavalloni e sarebbe arrivato dalla scuola di Carpegna. Mai sentito. Incontrai una maestra di Pennabilli che aveva insegnato a Carpegna. Le chiesi che tipo fosse questo nuovo dirigente. Alla mia domanda lei s\u2019illumin\u00f2 di un bel sorriso e mi rispose: \u201cBeati voi\u201d. La risposta mi sembr\u00f2 non avesse bisogno di ulteriori approfondimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno del suo arrivo a Pennabilli poco prima dell\u2019inizio dell\u2019anno scolastico, aspettavo Gianfranco nell\u2019atrio della scuola. Attraverso i vetri vidi arrivare e fermarsi davanti alla scuola una Pandina verdognola. Da quella piccola auto non finiva pi\u00f9 di scendere un omone alto e robusto, era il nuovo dirigente Zavalloni Gianfranco: laureato in economia e commercio, maestro di scuola dell\u2019infanzia per sedici anni, pittore, capo Scout, ci teneva a sottolinearlo, burattinaio, poeta, scrittore e dirigente scolastico. Una persona dai modi diretti e semplici, decisamente innamorata del suo lavoro. Il secondo giorno di scuola convoc\u00f2 alunni, insegnanti e tutto il personale nell\u2019atrio della palestra dell\u2019istituto, che fungeva da aula magna. Si notava davanti alla parete di fondo un baldacchino coperto di stoffa. Ci aspettavamo un saluto, un\u2019autopresentazione, un augurio per il nuovo anno scolastico appena iniziato.<br>Invece a un certo punto in quel misterioso baldacchino si apr\u00ec un sipario, nel silenzio e nella curiosit\u00e0 generale apparvero quattro marionette che vestivano le mani abili e divertite di Gianfranco e di un suo amico bravo burattinaio. Al di l\u00e0 di ogni discorso e di consuetudini consolidate in questo modo Gianfranco si \u00e8 presentato. Gli alunni si sono ovviamente divertiti e hanno molto gradito l\u2019exploit del loro nuovo dirigente, una sorpresa che prometteva molto bene. Tra gli insegnanti ci fu chi colse il messaggio con entusiasmo: si sentiva un\u2019aria nuova e fresca. Altri rimasero confusi e un po\u2019 disorientati. Quell\u2019aria nuova era un vento forse un po\u2019 troppo forte che scompigliava i capelli e qualche certezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Tratto da I Quaderni della Lumaca amano<\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a> Fulmino Ed. 2020<\/p>\n\n\n\n<p><strong><br><\/strong><a href=\"mailto:manaca@alice.it\"><\/a><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UN MAESTRO BURATTINAIO I burattini e la scuola di Sorrivoli. 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