{"id":198,"date":"2022-11-07T17:14:25","date_gmt":"2022-11-07T16:14:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/?page_id=198"},"modified":"2023-05-24T16:01:35","modified_gmt":"2023-05-24T14:01:35","slug":"creativita","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/creativita\/","title":{"rendered":"Creativit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">EDUCARE ALLA CREATIVITA\u2019<\/mark><br><br><\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:46% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"689\" src=\"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/scuola_creativa-1024x689.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1625 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/scuola_creativa-1024x689.jpg 1024w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/scuola_creativa-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/scuola_creativa-768x517.jpg 768w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/scuola_creativa-1536x1034.jpg 1536w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/scuola_creativa-2048x1379.jpg 2048w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/scuola_creativa-446x300.jpg 446w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p><strong>SEMPLICEMENTE E NATURAL-MENTE CREATIVI<\/strong><br>Un bimbo e una bimba sono capaci di giocare per ore con pochi fili d\u2019erba, con un po\u2019 di sabbia, con alcuni bastoncini, con gli affascinanti sassi del greto di un fiume, in un verde prato. <br>A volte non servono neppure grandi attrezzature o giocattoli. <br>Sono sufficienti uno spazio all\u2019aria aperta, qualche semplice oggetto che l\u2019ambiente naturale ci regala, un po\u2019 d\u2019acqua e una situazione serena.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:23px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>In questa semplicit\u00e0 emerge un grande messaggio educativo per il mondo adulto: i bimbi e le bimbe ci insegnano che non servono giochi e giocattoli complicati ed elaborati, ma piccole e semplici cose in un ambiente accogliente Questo ci spinge ad un\u2019altra considerazione: se un bimbo o una bimba sono adeguatamente stimolati, sicuramente saranno capaci di far volare la loro fantasia e la loro creativit\u00e0 e cos\u00ec l\u2019incontro con i tanti piccoli aspetti dell\u2019ambiente di vita diverr\u00e0 ben presto assai fecondo e creativo. Noi adulti tendiamo ad una visione eccessivamente razionalistica, spesso distaccata, cognitivista e poco creativa. I bambini sono invece emotivamente ed affettivamente coinvolti da un mondo che considerano animato, un mondo che parla alla fantasia e che facilmente fa scattare la molla della creativit\u00e0 e dell\u2019inventiva. Da questo simpatico rapporto fra bambini e la creativit\u00e0\u2026che la si pu\u00f2 coltivare prima di tutto con il cuore, poi con la mente e con tutti i sensi del corpo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>QUALI POSSONO ESSERE LE STRATEGIE MINIME PER EDUCARE ALLA CREATIVIT\u00c0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come si possono costruire strategie didattiche per favorire le potenzialit\u00e0 espressivo-creative dei bambini e delle bambine?<\/p>\n\n\n\n<p>Concretamente ritengo necessario dichiarare cosa significa per noi &#8211; operatori del mondo della scuola &#8211; nel vivo delle attivit\u00e0 didattiche, educare alla creativit\u00e0. Ecco alcuni spunti\u2026 tratti dalla esperienza del Collegio Docenti della Scuola dell&#8217;Infanzia dell&#8217;Istituto Comprensivo Statale di Sogliano al Rubicone (vedi LA SCUOLA CREATIVA Macro Edizioni, Cesena 1995).<\/p>\n\n\n\n<p>1) Usare gli oggetti e i giochi in modo creativo, che significa utilizzare in modo impertinente gli oggetti, costruendo e inventando giochi e giocattoli.<\/p>\n\n\n\n<p>2) Presentare responsabilmente le proprie idee, che implica la possibilit\u00e0 per il bambini e le bambine di esprimere in maniera chiara e spontanea un proprio vissuto davanti a tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>3) Relazionare in maniera spontanea con gli adulti e i compagni e aver la capacit\u00e0 di aprirsi affettivamente al dialogo con gli adulti (senza attendere da questi uno stimolo) o con altri compagni<\/p>\n\n\n\n<p>4) Muoversi e orientarsi liberamente nei locali della scuola e la padronanza nel gestire con sicurezza gli spazi interni ed esterni alla scuola<\/p>\n\n\n\n<p>5) Stimolare l&#8217;originale curiosit\u00e0 dei bambini e delle bambine attraverso l&#8217;esplorazione e la ricerca significa 1&#8217;incontro con nuove situazioni, problemi, formulazioni di ipotesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Elaborazione di schemi logici attivando tutta una serie di strategie del pensiero<\/p>\n\n\n\n<p>6) Accettare gioiosamente la scuola, cio\u00e8 essere felici e sereni nel tempo trascorso a scuola<\/p>\n\n\n\n<p>7) Piacere nel manipolare e nel disegnare e desiderare di utilizzare i materiali in modo gradevole, gioioso e creativo<\/p>\n\n\n\n<p>8) Usare in modo competente le mani e sfruttando capacita dei bambini e delle bambine di utilizzare al meglio le proprie abilit\u00e0 manuali<\/p>\n\n\n\n<p>9) Piacere del giocare e riconoscere nel gioco l&#8217;espressione privilegiare del bambino che usa questa modalit\u00e0 per affrontare contemporaneamente il mondo reale ed il mondo fantastico<\/p>\n\n\n\n<p>10) Usare il il corpo in maniera espressiva, cio\u00e8 gestire il proprio corpo attraverso la mimica corporea; la drammatizzazione, la fantasia nel movimento, il coinvolgimento fisico ed affettivo in attivit\u00e0 grafiche, pittoriche,manuali tali da permettere il superamento di inibizioni, paure, timori (\u2026spogliarsi, \u2026sporcarsi, \u2026imbrattarsi&#8230;)<\/p>\n\n\n\n<p>11) Essere capaci di inventare e capire le maniere per saper inventare storie fantastiche e\/o concluderne altre in modo originale e creativo<\/p>\n\n\n\n<p>12) Usare in maniera appropriata l&#8217;italiano e le lingue locali, cio\u00e8 riconoscere 1&#8217;importanza di usare in maniera giusta i termini della lingua italiana e le espressioni linguistiche locali<\/p>\n\n\n\n<p>13) Utilizzare creativamente i termini linguistici, cio\u00e8 usare in termini fantastici e non convenzionali (giochi, rime, similitudini&#8230;) le parole<\/p>\n\n\n\n<p>14) Usare in maniera appropriata i termini scientifici; cio\u00e8 capacit\u00e0 di attribuire ad ogni elemento e\/o fenomeno l\u2019esatta terminologia<\/p>\n\n\n\n<p>15) Usare in modo ludico e creativo gli spazi realizzando luoghi e situazioni nuove e originali<\/p>\n\n\n\n<p>16) Essere capaci di relazionarsi creativamente, di stabilire relazioni e collegamenti fra elementi di insiemi diversi sia del mondo reale che fantastico<\/p>\n\n\n\n<p>17) Essere capaci di formulare ipotesi e l&#8217;indagine conoscitiva attraverso il calcolo probabilistico<\/p>\n\n\n\n<p>18) Valorizzare le situazioni impreviste e saper cogliere anche nei fatti ed in elementi non programmati, aspetti nuovi utilizzati positivamente.<br><br><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\"><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Creativa \u00e8 quella<br>persona che sa guardare<br>in maniera sempre nuova e originale<br>il mondo in cui vive<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.crescerecreativamente.org\/\">http:\/\/www.crescerecreativamente.org<\/a><\/p>\n<\/div><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"308\" height=\"230\" src=\"http:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/CREATIVITA2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-832 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/CREATIVITA2.png 308w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/CREATIVITA2-300x224.png 300w\" sizes=\"(max-width: 308px) 100vw, 308px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:57px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">UNA SCUOLA CREATIVA \u00c8 POSSIBILE?<\/mark><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">pubblicato nel libro \u201cA Scuola dalla Lumaca. Idee e proposte per una educazione fatta a mano\u201d<br><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:35% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"211\" height=\"323\" src=\"http:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/giannirodari.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-835 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/giannirodari.png 211w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/giannirodari-196x300.png 196w\" sizes=\"(max-width: 211px) 100vw, 211px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p>Intervento in occasione del Convegno <strong>GIANNI RODARI E LA SCUOLA DELLA FANTASIA<\/strong> tenutosi a Cesena il 6 e 7 maggio 2005 in occasione dei 25 anni dalla morte dello scrittore.<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">La politica e la creativit\u00e0. <\/mark><\/strong><br>Grazie dell\u2019invito. Intanto io credo che una scuola possa essere creativa prima di tutto se la societ\u00e0 in generale si pone nell\u2019atteggiamento creativo. <br>Siccome vicino ho il mio amico Gualdi Daniele,che \u00e8 assessore, gli suggerisco una cosa che ho ascoltato questi giorni. Pochi giorni fa ero in un paese del Caribe, in Repubblica Dominicana, e siamo stati invitati a pranzo da un Sottosegretario del Ministero della cultura: il Sottosegretario alla Creativit\u00e0 popolare. <br>Ecco io credo che sarebbe interessante se nei nostri comuni cominciassero ad esserci gli Assessori alla Fantasia, alla Creativit\u00e0.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p>Credo sia importante cominciare anche a capire che questo non \u00e8 solo un degli aspetti marginali, ma pu\u00f2 divenire uno degli aspetti sostanziali del governo del territorio. <br>L\u2019altro giorno mi ha telefonato sempre un altro assessore di un comune del pesarese, di Sant\u2019Agata Feltria. <br>Gli ho chiesto quali erano le sue competenze e le sue deleghe. Sapete che mi ha risposto: \u2013 Mah, sono un tipo molto strano, allora mi hanno messo nei Progetti Speciali. Lui segue i progetti speciali del Sindaco\u2026 in sostanza, una cosa simile all\u2019esperienza centroamericana. <br>A quel punto sarebbe bello che facesse l\u2019Assessore alla Creativit\u00e0, alla Fantasia. <br>Lo dico perch\u00e9 a mio parere \u00e8 interessante introdurre anche questi elementi di riflessione nell\u2019ambito politico. <br>Poi devo aggiungere che non ho studiato pedagogia in termini classici. <br>Come il mio amico Daniele ho studiato Economia e Commercio e quindi non ho certi substrati, certe basi. <br>Per questo quello che racconto in genere lo racconto perch\u00e9 in qualche modo l\u2019ho vissuto io, quindi viene dalla mia esperienza didattica.<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">Il piccolo<\/mark><\/strong>. <br>Io credo che una scuola creativa sia possibile a patto che si dia spazio, e qui uso sei parole chiave e cerco di illustrarle in maniera sinteticissima, un po\u2019 come ha fatto la mia collega Simonetta (che \u00e8 stata anche una collega molto brava perch\u00e9 quando io sono stato un suo maestro sicuramente ha dato spazio a quella che sia lei che io riteniamo importante, cio\u00e8 \u201cuna scuola creativa\u201d) al piccolo . Ecco prima parola chiave: il piccolo. <br>Io credo che anche a livello di politica scolastica dobbiamo tornare a valorizzare tutto quello che \u00e8 piccolo: le piccole scuole, le piccole sezioni. <br>Non dobbiamo vendere le scuole che sono state chiuse negli anni passati, semmai cominciare a riaprirle e spezzare i grandi numeri, quelle che sono attualmente \u201cle grandi scuole\u201d. Io in questo momento faccio il preside in tre grossi istituti, tre scuole medie, e vi garantisco che pi\u00f9 le scuole diventano grandi pi\u00f9 diventano ingestibili, perch\u00e9 sono difficili le relazioni interpersonali. Quindi \u00e8 proprio una questione di numero. Credo che dovremmo ripartire da queste cose, io ultimamente le ho anche esemplificate in un libro che con l\u2019amico Roberto Papetti abbiamo titolato Piccoli gesti di ecologia. Noi tutti, tutti i giorni, in tutte le realt\u00e0 possiamo fare tante piccole cose che diventano grandi nel momento in cui sono condivise. <br>Allora penso all\u2019idea, che ultimamente lancio molto, di usare ad esempio, nella scuola, piccoli quaderni e non quadernoni. In sintesi si tratta di cercare di ridurre il dimensionamento di tutto quello che \u00e8 scuola. Penso all\u2019idea che in una scuola ci stia benissimo un giardino ben curato, anche se piccolo. Due anni fa facemmo questa esperienza, in un corso di formazione: fare dei piccoli giardini zen. L\u2019idea del piccolo ci riporta ad Ernst Fritz Schumacher, e al suo \u2018Piccolo \u00e8 bello\u2019.<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">Il lento. <\/mark><\/strong><br>Poi la seconda parola chiave che io userei. Una scuola creativa \u00e8 possibile a patto che sia lenta. Credo che il problema dei tempi, sia un problema fondamentale. Dobbiamo imparare a rallentare a scuola, io la chiamo la \u201cpedagogia della lumaca\u201d. Si tratta di passare dalla quantit\u00e0 alla qualit\u00e0, cio\u00e8 ridurre la quantit\u00e0 di cose che si fanno e per ridurla bisogna andare pi\u00f9 lenti, perch\u00e9 poi andando pi\u00f9 lenti i bambini ricordano meglio. Sempre in questa esperienza di formazione che facemmo alcuni anni fa io portai in maniera provocatoria, l\u2019ho fatto anche ad altri convegni, la cannetta, il pennino e il calamaio. Erano adulti. Mi \u00e8 rimasto impresso il pensiero di uno psicologo, che all\u2019inizio era molto perplesso su questa cosa, la viveva come una provocazione, e alla fine dei cinque giorni ne \u00e8 uscito con questa considerazione: \u2013 Ho capito che andando pi\u00f9 lentamente ricordo meglio le cose che faccio, che studio e che apprendo.<br>Quindi \u00e8 necessario rallentare, fare di meno e farlo meglio, \u201clavorare sul metodo\u201d e non sul nozionismo, sui contenuti. Facendo il preside mi sono trovato ultimamente, ad esempio, ad andare a fare gli esami di stato e mi accorgo che ci sono delle bellissime ricerche, anche consistenti, fatte dai ragazzi che navigano su internet. Io lo chiamo il metodo del copia e incolla, dove non c\u2019\u00e8 la benche minima elaborazione personale. Preferisco una pagina di proprio pugno, di propria mano, che trenta pagine con le belle immagini scaricate da internet. Allora credo che questo sia proprio un discorso di qualit\u00e0, cio\u00e8 la qualit\u00e0 di fare poco, ma di farlo in prima persona, in maniera originale. Penso all\u2019idea importantissima di disegnare le cose anzich\u00e9 fotocopiarle, cio\u00e8 disegnarle direttamente. Per un bambino, che disegna il corpo umano con tutte le strutture, sicuramente la memoria su quel disegno e sullo schema del corpo umano resta molto pi\u00f9 impressa di un disegno semplicemente colorato e riempito di colori.<br>Quindi &#8211; dicevo &#8211; la lentezza, l\u2019andar piano, il far meno come seconda parola chiave.<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">Il bello. <\/mark><\/strong><br>Terza parola chiave \u00e8 il concetto del bello, cio\u00e8 dell\u2019importanza di avere dei luoghi, delle esperienze di contatto con il bello. In questo convegno, tra i gruppi di lavoro, c\u2019\u00e8 n\u2019\u00e8 anche uno condotto da Claudio Cavalli, che lavora sull\u2019arte. Ma penso anche al grande sforzo che dovremmo fare riguardo all\u2019ambiente della scuola. Me ne rendo conto, io che faccio il preside quando ragioniamo sul mobilio scolastico, sui banchi, sulle sedie. Il primo criterio \u00e8 comunque quello del risparmio e generalmente non si ragiona su un criterio a lunga durata; oggi noi guardiamo, a volte con grande malinconia, i banchi degli anni \u201930, degli anni \u201940, degli anni \u201950, banchi di legno, e diciamo che sono belli. Purtroppo noi abbiamo &#8211; oggi &#8211; banchi ricoperti di formica o di ferro, molto spesso brutti e scomodi. Ecco un argomento significativo quando si parla dell\u2019importanza del bello nella scuola. Io aggiungerei: non sempre il bello vuol dire costoso. Penso all\u2019esperienza, a mio parere di grande insegnamento, che sta vivendo Carlo Cola con l\u2019E.N.A.I.P. di Cesena, quando con ragazzi svantaggiati fa quelle bellissime lampade di legno riciclato, colorate dai ragazzi (<a href=\"http:\/\/www.casine.it\">http:\/\/www.casine.it<\/a>). Chi \u00e8 di Cesena ha visto sicuramente questa esperienza in occasione della mostra che si fa ogni anno; \u00e8 un esempio di bellezza usando materiali semplici. Penso all\u2019importanza di creare dei giardini e degli spazi esterni della scuola che siano accoglienti per i ragazzi. Spesso mi capita di portare l\u2019esempio di questa scuola di Porto San Giorgio dove il cortile della scuola elementare e della Direzione Didattica \u00e8 stato impostato come un luogo di accoglienza per turisti, dove c\u2019\u00e8 un chiosco del gelato durante l\u2019estate e durante la sera o le domeniche. E di giorno, durante la settimana, i bambini ci vanno a scuola. \u00c8 un posto meraviglioso, in pieno centro, gestito in maniera polifunzionale, Un esempio concreto per dire che non sempre il privato interviene in maniera negativa nella scuola. Questo \u00e8 un posto bello, dove i bambini vivono bene, durante il periodo scolastico, perch\u00e9 \u00e8 accogliente, bello esteticamente, e poi \u00e8 un luogo turisticamente interessante perch\u00e9 \u00e8 nel passeggio lungo il mare.<br>Penso a queste bellissime case che ci sono a Vienna del pittore-architetto-ecologista Hundertwasser, che ha costruito tutte queste case con le finestre che hanno le barbe, che ha costruito queste case dove la linea retta, che lui considerava atea, non esiste. \u00c8 tutto in una dimensione che, come tu c\u2019entri dentro, capisci cosa vuol dire quella scienza, il feng shui, che usano i giapponesi per significare l\u2019armonia con l\u2019ambiente, per dimostrare che bisogna essere in armonia con l\u2019ambiente. Quindi, per sintetizzare il terzo elemento, dichiamo: la bellezza.<br><br><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\"><strong>Il semplice. <\/strong><\/mark><br>La quarta parola chiave \u00e8: semplice. Una scuola creativa deve essere una scuola il pi\u00f9 possibile semplice. Qui \u00e8 un discorso complicato, proprio in antitesi. Bruno Munari dice, quando parla di semplificare, che:<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse\">\u201cComplicare \u00e8 facile,<br>semplificare \u00e8 difficile.<br>Per complicare basta aggiungere,<br>tutto quello che si vuole:<br>colori, forme,azioni, decorazioni,<br>personaggi, ambienti pieni di cose.<br>Tutti sono capaci di complicare.<br>Pochi sono capaci di semplificare.<br>Per semplificare bisogna togliere,<br>e per togliere<br>bisogna sapere che cosa togliere,<br>come fa lo scultore quando<br>a colpi di scalpello toglie dal masso di pietra<br>tutto quel materiale che c'\u00e8 in pi\u00f9.<br>Teoricamente ogni masso di pietra<br>pu\u00f2 avere al suo interno una scultura bellissima,<br>come si fa a sapere dove ci si deve fermare nel togliere,<br>senza rovinare la scultura?<br>Togliere invece che aggiungere<br>vuol dire riconoscere l'essenza delle cose<br>e comunicarle nella loro essenzialit\u00e0.<br>Questo processo<br>porta fuori dal tempo e dalle mode....<br>La semplificazione \u00e8 il segno dell'intelligenza,<br>un antico detto cinese dice:<br>quello che non si pu\u00f2 dire in poche parole<br>non si pu\u00f2 dirlo neanche in molte.<\/pre>\n\n\n\n<p>L\u2019idea di una scuola semplice \u00e8 l\u2019idea di una scuola che, ad esempio, usa il gioco. Qui mi viene da citare il caso di un consiglio di classe dove alcuni anni fa un\u2019insegnante, per dire di un ragazzo che secondo Lei era immaturo, se ne usci con questa affermazione: \u2013 Pensate, gioca tutto il giorno!<br>Allora io che vengo da una scuola che dice che per imparare bisogna giocare, dentro di me pensavo: \u201cma allora se gioca, apprende moltissimo\u201d. Invece l\u2019idea era che la scuola deve essere un qualcosa di complicato, di difficile, mentre al contrario giocare \u00e8 l\u2019alternativa. Io credo che una scuola semplice sia la scuola del gioco, sia la scuola del piacere e del divertimento. Stamattina si parlava della risata, dell\u2019importanza della risata a scuola; oggi nelle nostre scuole si ride troppo poco e invece \u00e8 estremamente terapeutica la risata. Come terapeutico \u00e8 l\u2019uso del giocattolo semplice: cio\u00e8, voglio dire che spesso i nostri ragazzi giocano con strumenti complicatissimi, come pu\u00f2 essere un computer o come pu\u00f2 essere un telefonino, e non sanno usare i giochi pi\u00f9 banali. Vi garantisco che se prendiamo cento ragazzi di una nostra scuola e li mettiamo di fronte all\u2019arco e alle frecce, la quasi totalit\u00e0 non sa nemmeno come ci si posiziona. Non vi dico poi tirare. Ne parlo a ragion veduta visto che questa esperienza l\u2019ho fatta anche recentemente. Ma penso anche alle biglie, alle trottole, alla fionda.<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">La sobriet\u00e0. <\/mark><\/strong><br>La quinta parola chiave \u00e8 sobriet\u00e0. Una scuola creativa \u00e8 una scuola che sa fare molto con poco, cio\u00e8 una scuola che non necessariamente ha bisogno di grandi finanziamenti. Io sono stato a fare il Direttore Didattico in Trentino, dove c\u2019\u00e8 l\u2019autonomia della Provincia, dove di soldi ce ne sono a palate. Vi garantisco che le nostre scuole povere sono molto pi\u00f9 creative delle scuole che spesso usufruiscono di enormi. Allora, averne pochi \u00e8 sicuramente negativo, ma averne anche troppi pu\u00f2 essere altrettanto negativo. Credo che dovremmo andare a capire, l\u00e0 dove ci sono certe esperienze, cosa ci d\u00e0 il poco. Io penso all\u2019esperienza di \u201cRE Mida\u201d, a Reggio Emilia, dove il Comune con Reggio Children ha organizzato il riciclo tutto quello che \u00e8 avanzo di produzione industriale e artigianale e lo mette a disposizione delle scuole. E con quei materiali ci fanno sopra i laboratori creativi\u2026 ecco che ritorniamo alla creativit\u00e0 di Rodari. Tra l\u2019altro la Grammatica della fantasia nasce da un corso fatto a Reggio Emilia, ed io credo che buona parte dell\u2019esperienza delle scuole di Reggio \u00e8 stata sicuramente contaminata da questi corsi di formazione condotti da Gianni Rodari. Penso all\u2019esperienza (io ho cercato anche nelle mie scuole di introdurla il pi\u00f9 possibile!) dei laboratori manuali. Attrezzare un laboratorio di ceramica, un laboratorio di falegnameria costa quanto un computer. Pensate alle nostre scuole, di computer ne abbiamo tanti, e di soldi ne buttiamo via. Eppure le nostre scuole sono poverissime di questi laboratori. Forse anche perch\u00e9 non siamo abituati ad usarli: perch\u00e9 \u00e8 difficile comunque usare le mani. Ho fatto l\u2019anno scorso, d\u2019estate, l\u2019esperienza di insegnare a dei bambini di scuola elementare e di scuola media, ad usare il coltellino. Abbiamo usato coltellini affilati; \u00e8 una cosa difficilissima da insegnare, o meglio, i bambini la apprendono subito, per\u00f2 la maggior parte non l\u2019ha mai fatta come esperienza, cio\u00e8 non hanno mai, nell\u2019arco della loro infanzia, usato un coltellino. Questa \u00e8 una cosa che mi fa pensare, perch\u00e9 i nostri ragazzi stanno perdendo la manualit\u00e0. Trenta coltellini ad una scuola costano 300 euro, coltellini buoni, che tagliano bene; e guardate che se tagliano bene i bambini si tagliano di meno, \u00e8 pi\u00f9 facile tagliarsi con un coltellino non affilato che con un coltellino affilato.<br>Quindi, vi dicevo prima, sobriet\u00e0 vuol dire anche povert\u00e0, gratuit\u00e0, inutilit\u00e0: fare cose che apparentemente non sono, dal punto di vista economico, valorizzate perch\u00e9 gratuite.<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">Il locale. <\/mark><\/strong><br>Ultima parola chiave: una scuola creativa \u00e8, a mio parere, una scuola locale. Locale vuol dire una scuola che punta molto a far capire, a far scoprire ai ragazzi il luogo in cui vivono. Ieri l\u2019altro una mamma mi raccontava della propria figlia, che frequenta una delle scuole elementari di Cesenatico. \u201c\u00c8 tornata entusiasta da una gita che aveva come tragitto Cesenatico-Cervia &#8211; riferiva la mamma &#8211; e sono tornati a casa stanchissimi, ma ricchissimi. Hanno perso il treno e per questo si sono dovuti riorganizzare da soli\u201d. Questa per me \u00e8 una cosa stupenda andare da Cesenatico a Cervia. La prossima settimana andr\u00f2 con una classe in Francia. Voglio farvi riflettere un attimo sul fatto che i nostri ragazzi girano l\u2019Europa, poi per\u00f2 non conoscono il proprio territorio, i propri luoghi.<br>Nelle mie scuole ci sono delle classi da noi (ha iniziato San Mauro l\u2019anno scorso e quest\u2019anno lo sta facendo Svignano) che in bicicletta percorrono la centuriazione romana, cosa che molti di Savignano e di San Mauro non conoscono. Quanto \u00e8 importante conoscere la propria bioregione, cio\u00e8 il luogo in cui si vive!<br>Credo che questo poi dia il senso dell\u2019importanza del vero rispetto al virtuale. Spesso i nostri ragazzi fanno viaggi virtuali, pensate a tutta la scoperta anche della geografia attraverso i Cd (Compact Disc) e non attraverso la conoscenza diretta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">E per concludere: un po\u2019 di poesia<\/mark><\/strong><br>Io mi fermo qui, per\u00f2 prima di concludere vi vorrei dare due cose: la prima, visto che ho parlato del piccolo, \u00e8 un piccolo libricino. Un micro-libro che ogni anno io e Fabio Molari, un maestro di scuola elementare, facciamo: lui fa le poesie, ed io faccio i disegni. In periodo natalizio li usiamo al posto dei regali. Siccome, particolarmente quest\u2019anno, ho trovato che i suoi interventi siano molto rodariani, vi leggo due di queste poesie: La prima \u00e8:<\/p>\n\n\n\n<p>Incros<br>\u201cD\u2019in so, d\u2019in zo, par tot al stredi la zenta la viaza<br>e quand l\u2019as trova t\u2019un incros la guerda ad qua, la guerda ad l\u00e0 e p\u00f2 la va.<\/p>\n\n\n\n<p>Incrocio<br>Su e gi\u00f9 per le strade la gente viaggia<br>E quando si trova ad un incrocio guarda di qua, guarda di l\u00e0 e poi va\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda \u00e8:<br>Michele:<br>\u201cA sc\u00f2la Michele e sta so da la scarana e u\u2019m dis:<br>\u2013 L\u2019\u00e8 da stamat\u00e8na che t\u2019scriv a la lavagna, ta ne s\u00e9 che e\u2019 zes un\u2019s p\u00f2 strus\u00ec?<\/p>\n\n\n\n<p>Michele<br>A scuola Michele sta su dalla sedia e mi dice:<br>\u2013 \u00c8 da stamattina che scrivi alla lavagna, non sai che il gesso non si pu\u00f2 sciupare?\u201d.<br><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>EDUCARE ALLA CREATIVITA\u2019 SEMPLICEMENTE E NATURAL-MENTE CREATIVIUn bimbo e una bimba sono capaci di giocare per ore con pochi fili d\u2019erba, con un po\u2019 di &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/198"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=198"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/198\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1627,"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/198\/revisions\/1627"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=198"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}