{"id":179,"date":"2022-11-07T17:06:48","date_gmt":"2022-11-07T16:06:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/?page_id=179"},"modified":"2023-05-24T12:17:51","modified_gmt":"2023-05-24T10:17:51","slug":"lingue-locali","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/lingue-locali\/","title":{"rendered":"Lingue Locali"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">LINGUE BIO-REGIONALI<\/mark><\/h2>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>&#8220;Apprendere un&#8217;altra lingua significa<br>riguardare in modo diverso il nostro mondo&#8221;<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">LA VERGOGNA DI PARLARE &#8220;DIALETTO<\/mark><\/strong><br>&#8221; Siamo in un epoca di passaggio, una fase storica in cui si rischia di perdere completamente le tradizioni linguistiche delle comunit\u00e0 locali. <br>E&#8217; quel retroterra che oggi scientificamente possiamo definire patrimonio etno-linguistico. <br>Andare verso una societ\u00e0 multietnica e multiculturale senza radici profonde nel proprio contesto \u00e8 estremamente pericoloso. <br>La lingua parlata da una comunit\u00e0 \u00e8 sicuramente uno degli strumenti primari per porre in profondit\u00e0 queste radici. <br>E&#8217; chiaro che con questo non intendo dare valore unicamente alla madre-lingua. Ma \u00e8 bene chiarire che cosa intendo quando uso termini come lingua, dialetto, comunit\u00e0 linguistica. <br>La lingua nazionale (per noi l&#8217;italiano) \u00e8 la lingua con cui siamo abituati normalmente a comunicare e che fin da piccoli assorbiamo in maniera spontanea dal contesto socio-culturale e dai mass media. C&#8217;\u00e8 poi la lingua locale. E&#8217; in genere quella che chiamiamo dialetto, e per molti parlanti \u00e8 la madre-lingua. <br>Il dialetto \u00e8 una lingua e ci\u00f2 significa che dal punto di vista linguistico non \u00e8 il &#8220;sottoprodotto&#8221; della lingua nazionale o di altre parlate. <br>E&#8217; un sistema di comunicazione autonomo e compiuto, anche se conta un numero limitato, o anche limitatissimo, di parlanti. <br>La lingua nazionale \u00e8 un dialetto. Prendiamo come esempio il francese attuale: esso non \u00e8 altro che il dialetto di Parigi il quale, in virt\u00f9 della forza centrifuga dispiegata dalla capitale, \u00e8 andato gradatamente estendendosi su tutta la Francia. In che cosa consiste dunque la diversit\u00e0 fra dialetto e lingua? <br>Nel fatto che il dialetto conosce un uso limitato nello spazio e costituisce la voce di un mondo, di una cultura circoscritti: alla famiglia, al paese, alla provincia. (Cfr G.Freddi Progetto ITALS &#8211; Italiano come lingua straniera, Brescia CLADIL, 1974) Nelle nostre realt\u00e0 la lingua-madre dialetto \u00e8 parlata in famiglia soprattutto dai nonni e in buona parte dai genitori. In genere \u00e8 una lingua parlata dagli adulti dai 30-35 anni in s\u00f9, cap\u00edta da chi ha meno di 30 anni ma non parlata, generalmente, da quest&#8217;ultimi. <br>Un individuo, che nel proprio repertorio linguistico conti solo sulla lingua locale, ha un&#8217;autonomia comunicativa assai limitata. Il suo raggio di socializzazione o acculturazione difficilmente superer\u00e0 i confini della provincia. Se noi riconosciamo gli aspetti positivi dell\u00b9insegnamento dell\u00b9italiano nei quasi 150 anni dello Stato unitario italiano non possiamo per\u00f2 dimenticare che milioni di ragazzi sono stati educati nell\u00b9ignoranza di loro stessi e delle loro origini. <br>Si \u00e8 creato un clima culturale e sociale in cui ci si vergognava di parlare il \u00b3dialetto\u00b2 dei loro genitori e si arrossiva delle proprie origini popolari, contadine, montanare. Ci si sentiva stranieri nella propria terra. Un siffatto imbarazzo psicologico ha intralciato il progresso intellettuale e ritardato la promozione sociale cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">REINTRODURRE LE LINGUE BIOREGIONALI A SCUOLA<\/mark><\/strong><br>Tavo Burat, esponente storico dei movimenti di difesa delle minoranze etno-linguistiche sostiene giustamente che &#8220;con una doverosa introduzione nella scuola della cultura e della parlata regionale, si porrebbe termine ad un\u00b9alienazione ingiusta e crudele. <br>Si restituirebbero ai giovani la fiducia nella propria comunit\u00e0 e la fierezza delle proprie origini sociali. <br>Attraverso la conoscenza della letteratura regionale (anche di quella di tradizione orale: canti, leggende, ecc.) gli allievi scoprirebbero le pagine e le espressioni pi\u00f9 preziose di coloro che scrivono nel linguaggio familiare, quello di tutti i giorni: della casa, dall\u00b9amicizia e del lavoro. <br>Vedrebbero che l\u00b9accademismo non \u00e8 necessariamente il criterio di una cultura superiore. I figli degli immigrati, lungi dal sentirsi imbarazzati dall\u00b9incontro scolastico con la cultura locale, avranno un valido strumento per meglio inserirsi nella comunit\u00e0 che li ospita. Insegnare la lingua locale a scuola, \u00e8 come offrire, sulla mano aperta, la chiave di casa. E\u00b9 quindi un atto di apertura, e non di \u00b3chiusura\u00b2, come invece alcuni \u00b3glottofagi\u00b2 vanno cianciando. <br>Del resto \u00e8 frequente il caso, specie in provincia, di ragazzi figli di immigrati i quali parlano la lingua locale con pi\u00f9 slancio e sicurezza di quelli del posto (tipico \u00e8 l\u00b9esempio, dei patoisants calabresi in valle d\u00b9Aosta!). Se la lingua locale entra nella scuola, si introduce la preparazione costante con l\u00b9italiano, la ginnastica intellettuale del passaggio da un codice linguistico all\u00b9altro. Si invoca l\u00b9insegnamento del latino per dare all\u00b9allievo l\u00b9esperienza di una struttura grammaticale differente dalla nostra: la stessa funzione \u00e8 esercitata, su una base molto pi\u00f9 larga non (ancora!) a livello meramente archeologico, dal \u00b3dialetto\u00b2. Si far\u00e0 nascere cos\u00ec nell\u00b9allievo un vero \u00b3fiuto\u00b2 linguistico, una pi\u00f9 precisa percezione dei fatti grammaticali. Ammorbidiremo il suo spirito, strappandolo al monolitismo di una sola grammatica e di una norma dogmatica.&#8221; (manoscritto inedito diTavo Burat ) <br>Non v\u00b9\u00e8 affatto incompatibilit\u00e0 di principio tra lo studio delle nostre parlate bioregionali, veicolo di una civilt\u00e0 ad un tempo intima ed umanista, e quello delle lingue delle relazioni internazionali. E siamo cos\u00ec alla terza componente linguistica: la lingua straniera.<br>Conoscere un lingua straniera \u00e8, in questo senso, una modalit\u00e0 per superare il nostro etnocentrismo. Avere la possibilit\u00e0 di comunicare con lo straniero nella sua lingua o in una lingua che entrambi conosciamo permette il superamento di un potenziale condizionamento al colonialismo culturale. <br>L&#8217;esperienza di una lingua artificiale come l&#8217;esperanto, che pure poteva assolvere a questo compito di evitare la colonizzazione di una lingua sulle altre, ha dimostrato che una lingua \u00e8 tale se riesce a trasmettere i sentimenti e tutti quei particolari &#8220;stili di vita&#8221; di un popolo. Cresciuti con la conoscenza del proprio ambiente umano, come gi\u00e0 del resto prevedono i programmi scolastici, gli scolari apriranno il loro cuore alla visione del mondo a partire dal proprio paese. <br>Ne trarr\u00e0 vantaggio l\u00b9universalit\u00e0 della cultura, poich\u00e9 questo allievo, a proprio agio nelle tradizioni locali, naturalmente rinnovate e modernizzate, affronter\u00e0 senza squilibri psichici le grandi trasformazioni sociali del nostro tempo: buona parte dello smarrimento che minaccia la giovent\u00f9 moderna troverebbe un valido rimedio in questo umanesimo nostrano, di cui auspichiamo l\u00b9ingresso nella scuola. (manoscritto inedito diTavo Burat )<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">PER UN LINGUISMO BIOREGIONALE<\/mark><\/strong><br>Noi vogliamo: &#8211; rinnovare il contatto tra la cultura popolare e la scuola; &#8211; restituire il bambino al suo ambiente, grazie ad una pedagogia veramente innovatrice; &#8211; dare al bambino un\u00b9idea pi\u00f9 democratica, pi\u00f9 giusta, non razzista della cultura; &#8211; portarlo a conoscenza delle migliori produzioni orali e scritte nella sua lingua bioregionale; &#8211; nutrire l\u00b9insegnamento della lingua italiana mediante la comparazione costante con la parlata familiare; &#8211; rendere percettibili tutti i rapporti esistenti tra cultura in italiano con la cultura (bio)regionale, convinti che essi determinino il volto vero, bench\u00e9 misconosciuto, della vita intellettuale della penisola italiana; &#8211; difendere e valorizzare, anche nell\u00b9interesse del patrimonio spirituale dell\u00b9Italia e dell\u00b9Europa, culture oggi ancora (malgrado tutto!) vitali, ma che rischiano tra poco di estinguersi; &#8211; evidenziare come il patrimonio delle \u00b3mille culture\u00b2 italiane, non sia meno prezioso di quello costituito dai monumenti, dalla fauna e dalla flora, dal paesaggio. <br>Di conseguenza, noi domandiamo: &#8211; che gli insegnanti siano formati con metodo all\u00b9insegnamento della civilt\u00e0 e della cultura popolari bioregionali; &#8211; che tutti gli allievi nella Repubblica Italiana abbiano le fondamentali nozioni della loro civilt\u00e0 originaria; &#8211; che, sin dalla scuola materna e comunque dal primo ciclo, si eviti di sradicare il fanciullo dal suo ambiente naturale e che si rinsaldino, invece, le radici umane che lo legano alla sua comunit\u00e0 ed alla sua terra; &#8211; che lo si inizi, in seguito e progressivamente, alla conoscenza della sua cultura originaria inserita nella cultura e nella lingua locale e queste nel pi\u00f9 grande ambito macroregionale e statale; per le minoranze di comunit\u00e0 linguistiche parte di comunit\u00e0 linguistiche comprese in altri Stati, che esse possano, nel contempo, accedere alla cultura cui si riferisce la loro parlata locale (albanese, croata, francese, greca,occitana, slovena, croata); &#8211; che, quando si affrontano i problemi della cultura, si insegnino tutte le forme di questa cultura, nel quadro storico e geografico che le sono proprie, in prospettiva, appunto, bioregionale; &#8211; che questo insegnamento sia integrato nei programmi e negli orari anche per iniziativa dell\u00b9amministrazione regionale e che se ne tenga conto agli esami di licenza e di maturit\u00e0; &#8211; che l\u00b9insegnamento superiore formi una classe dirigente regionale istruita nella propria cultura ed in grado di inserire quest\u00b9ultima nel pi\u00f9 vasto quadro europeo.<br><br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">10 IDEE PER UN CURRICULUM LOCALE<\/mark><br>in versione &#8220;romagnola&#8221;<\/strong><br><\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"445\" src=\"http:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/lingue01.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-698 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/lingue01.jpg 500w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/lingue01-300x267.jpg 300w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/lingue01-337x300.jpg 337w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p>Ho spesso trattato dell&#8217;importanza &#8211; a scuola &#8211; del <strong>come<\/strong> rispetto al <strong>cosa<\/strong>. Ho sostenuto cio\u00e9 che non \u00e8 importante tanto l&#8217;argomento che viene trattato, giorno dopo giorno a scuola, ma &#8220;quello che conta \u00e8 il come viene trattato, cio\u00e8 la <strong>didattica<\/strong>&#8220;. Vorrei per\u00f2 ora, ad inizio di un nuovo anno scolastico, porre l&#8217;attenzione su quell&#8217;aspetto della cosiddetta autoomia scolastica che va sotto il nome di &#8220;curriculum locale&#8221;.<br>Le normative scolastiche di questi ultimi anni hanno introdotto la novit\u00e0 di una percentuale del 15-20 % di programmi didattici da gestire in piena autonomia. <br>Da parte cio\u00e8 di ciascun istituto scolastico. <br><br><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p>In termini concreti &#8220;curriculum locale&#8221; potrebbe voler dire:<\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>per una giornata di 5 ore, 1 ora;<br><\/li>\n\n\n\n<li>per una settimana di 5 giorni, 1 giorno;<br><\/li>\n\n\n\n<li>per un mese di 5 settimane, 1 settimana<br><\/li>\n\n\n\n<li>e per un anno di 10 mesi, 2 mesi.<br><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Didatticamente parlando potrebbe essere l&#8217;occasione, questa, per introdurre in una scuola molto spesso centrata sulla testa, l&#8217;idea dell&#8217;ora quotidiana di &#8220;attivit\u00e0 manuali&#8221; o il &#8220;mese d attivit\u00e0 all&#8217;aperto&#8221;. Ho provato a pensare in termini locali, ad alcuni temi da suggerire alle scuole per questa percentuale di curriculum. E siccome vivo in terra di Romagna, ho pensato a temi tipicamente romagnoli. Ne \u00e8 uscito fuori un elenco che sottopongo ai lettori di Cem Mondialit\u00e0 e che potrebbe comunque essere la base di partenza per farne poi, per ciascuno di noi, uno proprio, legato alle proprie origine, radicato cio\u00e9, nel proprio ambiente di vita.<br>1. <strong>Gli stampatori a ruggine.<\/strong> E&#8217; una tradizione artigianale tipicamente romagnola, che va conosciuta e difesa nella sua originalit\u00e0. Esistono circa una decina di botteghe che, alcune con tradizione centenaria, ancor oggi praticano &#8211; a mano &#8211; la stampa di tele di cotone, lino o canapa, utilizzando stampi scolpiti in legno e colore estratto dalla lavorazione della ruggine.<br>2. <strong>La piadina romagnola e i crescioni. <\/strong>E&#8217; il pane quotidiano delle nostre case. Quanti esempi di questi tipi di pane (a volte sono il vero primo &#8220;fast food&#8221;) esistono in Italia!?<br>3. <strong>La lingua <a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/DUOTONE\/Desktop\/SCUOLACREATIVA.IT\/html\/romagnolo.html\">romagnola<\/a><\/strong>. Quello che molti ancora chiamano dialetto. Non dovremmo perderlo: \u00e8 un patrimonio orale (e oggi anche scritto) tipico di ogni luogo della terra. Dovrebbe essere introdotta nei programmi come lingua madre, una lingua che viene prima della lingua europea. Ma c&#8217;\u00e8 anche il napoletano, il veneto, il bergamasco, il bolognese, il genovese&#8230; ogni terra ha la prorpia lingua madre, o regionale.<br>4. <strong>Le teglie e i <a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/DUOTONE\/Desktop\/SCUOLACREATIVA.IT\/html\/tegliaio.html\">tegliai<\/a> di Montetiffi.<\/strong> Cosa sarebbe la piadina senza le teglie di Montetiffi. Oggi, per fortuna, due artigiani giovani hanno ripreso a farle, recuperando una tradizione e una storia che andava scomparendo. La teglia \u00e8 un testo costruito a mano con terre argillose e roccie dure, per poi cuocere col fuoco vivo la piadina.<br>5. <strong>La centuriazione romana<\/strong>. Vista dall&#8217;alto la Romagna \u00e8 suddivisa in rettangoli di terra. L&#8217;origine di tale divisione \u00e8 nell&#8217;antico impero romano. Quanti ragazzi oggi sanno tutto questo? Quale ruolo hanno giocato per secoli i fossi della centuriazione?<br>6.<strong> E savour<\/strong>. Una marmellata saporitissama che vien fatta con tutti i frutti di fine estate. Cos\u00ec si chiama in romagnolo, ma so per certo che \u00e8 un tipico prodotto che si fa in tante parti d&#8217;Italia, con frutti locali e con nomi che cambiano di zona in zona.<br>7. <strong>Le madonne e le cellette<\/strong>. I crocicchi delle strade di Romagna sono marcati da centinaia di cellette e madonne. Religiosit\u00e0 popolare, saluto e preghiera per il viandante. La via dei Romei, le strade dei pellegrini d&#8217;Europa sono punteggiate di cellette.<br>8. <strong>Le saline di Cervia<\/strong>.Un patrimonio unico in Italia. Centinaia di ettari dedicati a quel prodotto che proprio perch\u00e8 un tempo di gran valore, veniva usato come moneta di pagamento. Da qui la parola &#8220;salario&#8221;.<br>9. <strong>Pasta, vini, frutti e verdure, formaggi.<\/strong> Quando si \u00e8 fuori Italia e fuori dalla nostra regione, spesso &#8211; quando ci sediamo a tavola &#8211; rimpiangiamo la buona cucina romagnola e italiana. Scopriamo paste fatte in casa, tipiche di ogni zona. E cos\u00ec i formaggi, i prodotti dell&#8217;orto, i vini.<br>10.<strong> La <a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/DUOTONE\/Desktop\/SCUOLACREATIVA.IT\/html\/bicicletta.html\">bicicletta<\/a>.<\/strong> E&#8217; certamente il mezzo di spostamento pi\u00f9 comune ai romagnoli, in un territorio che orograficamente la favorisce. Per le scuole pu\u00f2 anche essere uno dei mezzi da utilizzare per spostamenti brevi o per la gita scolastica. Ma non solo in Romagna.<br><br>Aspetto ora i vostri suggerimenti. Scrivetemi.<br>Potremmo fare un archivio di questi curriculum &#8220;tipicamente locali&#8221;.<br><br>Zavalloni Gianfranco<br>via Prov. Diolaguardia 3660<br>47020 Sorrivoli di Roncofreddo<br>Forl\u00ec-Cesena (Italia)<br><br><br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\"><strong>IL LOCALE NELL&#8217;ERA DEL GLOBALE<\/strong><\/mark><br>a proposito di curriculum locale\u2026<\/strong><br><br><\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\"><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p>&#8220;Quel che accade nel villaggio, accade nel mondo e quel che accade nel mondo, accade nel villaggio. Per questo sono un provinciale convinto e credo che si diventi cosmopolita solo attraverso la provincia&#8230;&#8221;. E\u2019 una espressione di G.Meier e W.Morlang, tratta da Das dunkle Fest des lebens, (Basel, Bruckner und Th\u00fcnker, K\u00f6ln,1995), in cui mi riconosco pienamente e che da il senso dell\u2019approccio locale, provinciale o regionale alle tematiche della globalizzazione.<br><br>Ogni villaggio, ogni realt\u00e0 locale, ha tradizioni, riti, espressioni artistiche, modi di costruire le case, produzioni culturali, ricette tipiche in cucina con pietanze e sapori legati a quella terra specifica, maniere di vestirsi e costumi propri, una parlata (cio\u00e8 una lingua non un dialetto), usata dai viventi e tramandata di generazione in generazione.<br><br><\/p>\n<\/div><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"445\" src=\"http:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/lingue03.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-708 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/lingue03.jpg 500w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/lingue03-300x267.jpg 300w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/lingue03-337x300.jpg 337w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Le arti creative di un territorio: poesie, romanzi, pittura e musica<\/strong><br>Sono poi convinto che &#8211; come afferma Gary Lawless &#8211; ogni territorio del nostro pianeta ha bisogno di un poeta che ne apprenda il linguaggio, i ritmi, i cicli e sappia dar voce all&#8217;esperienza, affinch\u00e8 quel luogo possa parlare tramite la poesia&#8221;. Ma la poesia \u00e8 solo una delle tante espressioni artistiche e intellettuali. Come sarebbe possibile un romanzo senza una collocazione spaziale o comunque una contestualizzazione. Gianni Rodari ci ricordava anni fa, che comunque sia, la creativit\u00e0 \u00e8, di fatto, la combinazione di pi\u00f9 elementi o esperienze vissute. Cio\u00e8, per esemplificare, anche un animale fantastico che nasca nella nostra memoria o si sviluppi in un quadro \u00e8 l\u2019insieme di tante componenti (occhi, bocca, zampe, coda, corna\u2026) provenienti da altrettanti animali. Animali che vivono in luoghi precisi. Riusciamo ad immaginare certi olii di Vincent Van Gogh senza i paesaggi veri della Provenza, nel sud della Francia? E che ne sarebbe poi di Kafka senza Praga?<br>Poi ci sono gli elementi naturali che hanno educato alla musica l&#8217;uomo e il suo orecchio. Gli uccelli, con i gorgheggi dell&#8217;usignolo, i solfeggi degli allocchi, del gufo, del chi\u00f9, il richiamo dell&#8217;upupa, lo sfregolio delle cavallette e delle cicale, i barriti dei capriolo, l&#8217;ululato dei cani o il canto delle rane e delle raganelle negli stagni. \u00c8 chiaro quindi che ogni ambiente, ogni luogo (io le chiamo bio-regioni), offre effetti musicali propri: dalle spiagge del mare alle cime delle montagne, passando per le caverne e le foreste.<br><br><strong>6000 Lingue locali: un esempio di biodiversit\u00e0<\/strong><br>E\u2019 stato calcolato che nel mondo esistano circa 6000 lingue. <br>Una lingua, come afferma Silvia Carrel, \u00e8 una specie di DNA, il codice genetico di un popolo. E&#8217; l&#8217;essenza, la struttura stessa di una cultura. Una lingua \u00e8 molto pi\u00f9 di un insieme di suoni, di caratteri, di parole e di grammatica. Essa contiene la memoria collettiva di una comunit\u00e0 ed \u00e8 spesso associata alle varie sfaccettature delle relazioni sociali, dei valori morali, dei punti di vista politici e delle tradizioni. Altro che inglese come unica lingua internazionale. La lingua parlata da una comunit\u00e0 \u00e8 sicuramente uno degli strumenti primari per porre in profondit\u00e0 le proprie radici. Come sarebbero possibili certe espressioni linguistiche locali in inglese? Di fatto, poi, queste espressioni sono intraducibili.<br><br><strong>Scelte concrete per una economia locale<\/strong><br>Dal punto di vista economico \u2013 in estrema sintesi &#8211; la penso esattamente come Wendell Berry, l&#8217;ex professore universitario americano che ha scelto di vivere da agricoltore ed ha poi redatto il famoso \u201cmanifesto del contadino impazzito&#8221;. Wendell consiglia tutti noi in questa maniera: fate la spesa vicino a casa, comprate in un negozio piuttosto che in un ipermercato, non comprate niente di cui non abbiate bisogno, fate tutto quello che potete da soli, se non potete farlo da soli, vedete se un vicino pu\u00f2 farlo per voi, comprate prodotti alimentari coltivati nella zona, coltivate qualcosa per il vostro consumo personale, andate in vacanza vicino a casa vostra. In poche parole un programma concreto, capibile da chiunque, di economia in antitesi alla globalizzazione.<br><br><strong>Musei etnografici luoghi di memoria e di identit\u00e0<\/strong><br>Potrei continuare trattando di abbigliamenti, di costumi, di copricapi , di decorazioni, ma anche di teatro, musica e strumenti musicali danze e canti, di agricoltura, di riti religiosi, di feste, ricorrenze e celebrazioni, di strutture organizzative, di attrezzi da lavoro, di forme di propriet\u00e0 collettiva, di artigianato. Sono tematiche che spesso ritroviamo molto ben esemplificate nei cosiddetti musei etnografici, di cui, per fortuna, i nostri territori si stanno dotando. &#8220;Il museo \u00e8 lo specchio in cui una comunit\u00e0 pu\u00f2 riconoscersi, leggendo la propria origine, la propria identit\u00e0, la propria cultura, ed \u00e8 lo strumento con cui essa pu\u00f2 comprendere i problemi del suo avvenire&#8221; (Rivi\u00e8re Georges).<br><br><br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\"><strong>10 PROPOSTE DIDATTICHE SULLA LINGUA ROMAGNOLA<\/strong><\/mark><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"445\" src=\"http:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/lingue02-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-720 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/lingue02-1.jpg 500w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/lingue02-1-300x267.jpg 300w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/lingue02-1-337x300.jpg 337w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>&#8220;&#8230;recupero delle capacit\u00e0 di espressione in dialetto non come alternativa,<br>ma come completamento alla crescita delle generali capacit\u00e0 espressive,<br>non come anti-italiano o come cultura alternativa e simili,<br>ma come componente di un movimento di riappropriazione<br>dell`intero patrimonio espressivo e culturale tradizionale&#8230;&#8221;<strong><br><\/strong><\/em><strong>Tullio De Mauro<\/strong><em>Ministro della Pubblica Istruzione &#8211; anno 2000<\/em><strong><br><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p>In occasione del corso sulla lingua romagnola, tenutosi a Rimini nell`aprile-maggio 2000, sono emerse 10 proposte che verranno portate avanti da una commissione di studio sulla didattica della lingua romagnola. Tale commissione unir\u00e0 le risorse di insegnanti, studiosi, scrittori e ricercatori ponendosi come obiettivo la ricerca di strumenti e di possibili itinerari didattici sulla lingua romagnola inserita in un curricolo locale<br><br><strong>1. alfabetiere in romagnolo<\/strong> | sullo stile degli Alfabetieri usati in 1\u00b0 elementare, ma in romagnolo<br><br><strong>2. carta geografica della Romagna<\/strong> | indicando le varie &#8220;parlate&#8221; in romagnolo, con i toponimi romagnoli tradizionali<br><br><strong>3. carte in romagnolo<\/strong> (sullo stile delle funzioni di Propp) | per attivit\u00e0 di elaborazione-creazione di storie, fiabe, racconti<br><br><strong>4. gite nei posti caratteristici<\/strong>, per conoscere meglio il nostro territorio<br>\u00c8 importante farsi una &#8220;mappa della bioregione Romagna&#8221; per conoscere le nostre radici e trovare fin da piccolo &#8220;il senso di appartenenza al luogo in cui si vive&#8221;:<br>&#8211; la posizione del nord<br>&#8211; il sorgere e il calare del sole e della luna<br>&#8211; i venti e le piogge dominanti<br>&#8211; il fiume e la valli<br>&#8211; le colline e le montagne,<br>&#8211; i coltivi, i tipi di suoli e di formazioni geologiche,<br>&#8211; il nostro quartiere, la citt\u00e0, o il paese<br>&#8211; le piante, sia isolate o raggruppate in boschi<br>&#8211; le presenze degli animali<\/p>\n\n\n\n<p>In seguito si possono ricercare particolari riguardanti<\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>i luoghi naturali<\/li>\n\n\n\n<li>le informazioni storico-archeologiche<\/li>\n\n\n\n<li>le storie orali<\/li>\n\n\n\n<li>le tradizioni religiose e laiche<\/li>\n\n\n\n<li>le canzoni<\/li>\n\n\n\n<li>l&#8217;uso nella medicina popolare delle erbe selvatiche<\/li>\n\n\n\n<li>i proverbi e le filastrocche:<\/li>\n\n\n\n<li>rocce di forma particolare<\/li>\n\n\n\n<li>sorgenti, fontane, pozzi, ponti<\/li>\n\n\n\n<li>antiche chiese<\/li>\n\n\n\n<li>castelli<\/li>\n\n\n\n<li>casali<\/li>\n\n\n\n<li>rovine<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Ci sono poi i toponimi particolari.<br>Ad esempio localit\u00e0 come &#8220;il faggeto&#8221; ricorda che una volta forse c&#8217;era un bosco. Sono tutti elementi che possono narrarci la storia del luogo e che si possono riportare in una mappa per iscritto, con disegni vicino ai luoghi di riferimento, nome in romagnolo e traduzione in italiano.<br>Anche riguardo all&#8217;uso del territorio si possono ricercare:<br>i tipi di colture<\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>variet\u00e0 di piante da orto o da frutto locali<\/li>\n\n\n\n<li>i tempi di aratura, di semina e di raccolta (mietitura, vendemmia) sia per le specie coltivate che per quelle selvatiche (erbe e bacche).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Per la vegetazione si tratta di individuare quali sono:<\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>le piante native (alberi, arbusti, erbe)<\/li>\n\n\n\n<li>i loro cicli (periodi di fioritura e di fruttificazione)<\/li>\n\n\n\n<li>l&#8217;uso tradizionale che ne \u00cb stato fatto nei secoli (artigianato, medicina popolare)<\/li>\n\n\n\n<li>la composizione dei boschi e delle siepi.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Per gli animali si tratta di individuare<br>i mammiferi<br>gli uccelli<br>i rettili<br>gli anfibi<br>gli insetti (utili per l \u0019impollinazione delle piante)<br>i loro habitat, i loro cicli vitali (accoppiamenti, nascite, periodo del letargo),<br>l&#8217;arrivo degli uccelli migratori.<br>Infine, qualcosa che ci lega intimamente e in maniera unica al nostro territorio.<br>I colori degli alberi da frutto e del bosco nelle varie stagioni, i suoi ricorrenti (il vento tra gli alberi del bosco vicino alla nostra casa, la pioggia, il canto dei vari tipi di uccelli) e gli odori particolari (per esempio le fioriture degli alberi da frutto).<br>In tutto questo ci sta la grande risorsa del cibo e dell cucina che da soli offrono un mare di opportunit\u00fd, soprattutto perch\u00cb legati alla quotidianit\u00fd.<br>(vedi G.Quondamatteo, L.Pasquini, M.Camminiti &#8211; Mangiari di romagna, Grafiche Galeati Imola, 1975)<br><br><strong>5. poesie in lingua romagnola<\/strong> | per saper usare in maniera originale e artistica le parole della lingua madre<br><br><strong>6. guida didattica alle opportunit\u00e0 romagnole:<\/strong><br>&#8211; localit\u00e0 particolari (contrade, borghi &amp;)<br>&#8211; chiese storiche<br>&#8211; monumenti tradizionali<br>&#8211; immagini sacre (tipo Crocifissi, Madonne..)<br>&#8211; laboratori di artisti<br>&#8211; opere d`arte<br>&#8211; botteghe storiche di artigiani (tegliaio, stampatori di tele a ruggine, ecc&#8230;)<br>&#8211; musei e biblioteche<br>&#8211; i nonni con certe esperienze<br><strong><br>7. sussidiario romagnolo<\/strong><br>facendo una ricerca soprattutto nelle riviste, nei giornali e nei libri si potrebbe realizzare un vero e proprio sussidiario in romagnolo con:<br>&#8211; poesie<br>&#8211; ritagli di giornali<br>&#8211; racconti tipici della Romagna<br>&#8211; descrizione di personaggi<br>&#8211; autori romagnoli<br>&#8211; storie locali<br>&#8211; aneddoti<br>&#8211; filastrocche<br>&#8211; feste<br><strong><br>8. censimento dei materiali gi\u00e0 realizzati nelle scuole.<\/strong><br>si dovrebbe innanzitutto recuperare i materiali di documentazione di esperienze fatte in questi anni nelle scuole. \u00bb importante, a partire dall&#8217;esperienza di chi questo lo ha gi\u00e0 fatto, capire &#8220;cosa e come documentare&#8221; le esperienze realizzate. Si tratta di acquisire la capacit\u00e0 di raccogliere e catalogare (per una possibile futura fruizione) le esperienze gi\u00e0 fatte.<br><br><strong>9. vocabolari e grammatiche<\/strong> | per partire, materiali minimi ma di grande valore:<br>Vocabolario Romagnolo Italiano di Adelmo Masotti Zanichelli, Bologna 1996<br>Dizionario Romagnolo (ragionato) I e II volume Gianni Quondamatteo Tipo Lito &#8220;La Pieve&#8221;, Verucchio 1982<br>A vuria zcar in dialet (vorrei parlare in dialetto) Amos Piccini Ed. Giusti, Rimini 1996<br>Grammatica del dialetto romagnolo Ferdinando Pelliciardi Longo Editore, Ravenna 1977<br><br><strong>10. indirizzi, biblioteche, editori, riviste<\/strong> | indirizzi dei relatori del corso da contattare eventualmente per un lavoro nelle scuole<br>Biblioteche Gambalunga (a cura di Ar emni)<br>Biblioteca Malatestiana a Cesena<br>Biblioteca Comunale di Savignano<br>Accademia dei Filopatridi a Savignano<br>Biblioteca Comunale di Sant`Arcangelo<br>Museo Etnografico Territoriale di Santarcangelo<br>Accademia Rubiconia dei Filopatridi a Savignano sul Rubicone<br><br>Ci sono poi le librerie con un loro settore romagnolo di vendita<br><br>Infine le case editrici locali<br><br>Fra le riviste:<br><strong>La Ludla<\/strong>, bollettino dell`Istituto &#8220;Friedrich Schurr&#8221;<br><strong>Confini<\/strong>, Arte, letteratura, storia e cultura della Romagna contemporanea<br><strong>La Pi\u00e9<\/strong><br><br><strong>Ufficio Europeo per le Lingue Meno diffuse<\/strong><br>Brussels Information Centre<br>Sint-Jooststraat &#8211; Rue Saint-Josse 49 B &#8211;<br>1210 Brussel &#8211; Bruxelles<br>Tel (+32 2) 218 25 90 Fax (+32 2) 218 19 74<br>E-mail: eblul@eblul.org<br>Sito internet: http:\/\/www.eblul.org\/<br><br><br><br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><br><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LINGUE BIO-REGIONALI &#8220;Apprendere un&#8217;altra lingua significariguardare in modo diverso il nostro mondo&#8221; LA VERGOGNA DI PARLARE &#8220;DIALETTO&#8221; Siamo in un epoca di passaggio, una fase &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/179"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=179"}],"version-history":[{"count":22,"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/179\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1537,"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/179\/revisions\/1537"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}