{"id":164,"date":"2022-11-07T16:59:40","date_gmt":"2022-11-07T15:59:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/?page_id=164"},"modified":"2022-11-08T17:47:28","modified_gmt":"2022-11-08T16:47:28","slug":"paesaggi-educativi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/paesaggi-educativi\/","title":{"rendered":"Paesaggi Educativi"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\u201cHo sempre pensato che in pedagogia tutto si gioca sulla didattica, non tanto alla teoria o alle filosofie a cui ti rifai, ma quello che fai con i bambini\u201d<\/h4>\n<cite>Gianfranco Zavalloni 2004<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\">Verso l&#8217;arcipelago delle didattiche<br><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">una riflessione sulla pedagogia e la didattica<\/mark><br>in una ottica di rete tra le scuole<\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>\u00c8 ormai innegabile: nel mondo della scuola si stanno contrapponendo due modi di far pedagogia. <br>Da una parte abbiamo i professori universitari, i pedagogisti che potremmo definire ufficiali. <br>Sono coloro che hanno fatto del lavoro accademico il loro impegno unico e primario. <br>Per sapere chi sono \u00e8 sufficiente aprire le guide alle facolt\u00e0 universitarie di quelle che un tempo erano facolt\u00e0 di magistero, poi divenuti scienze dell&#8217;educazione, a cui si \u00e8 aggiunta ora la cosiddetta\u201cformazione\u201d. <br>Oggi, per prepararsi ad essere insegnanti (i futuri maestri e le future maestre, nonch\u00e9 professori e professoresse) della scuola, \u00e8 stato istitutito il Corso di Laurea in Scienza dell&#8217;Educazione e della Formazione. <br>In queste guide trovate le discipline, i professori e poi i libri di testo per affrontare le prove d\u2019esame. <br>Sono i libri che in questi mesi la maggior parte dei concorrenti ai concorsi ordinari o riservati (quelli per i precari) hanno dovuto consumare. Un businnes da miliardi. <br>Oggi una collega di scuola materna mi diceva che nel settore-scuola delle librerie di Rimini non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 alcun libro. <br>Pochi si azzardano infatti a portare, nelle cosiddette bibligrafie per il concorso, i materiali vivi, le esperienze vissute e semmai documentate con opuscoli o librettini sponsorizzati da qualche azienda o banca locale e stampati nelle piccole tipografie del posto.<br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\"><br>Non pi\u00f9 dall&#8217;alto verso il basso, ma dal basso verso l&#8217;alto<\/mark><\/strong><br>Io credo sia giunto il tempo di far salire sulle cattedre universitarie delle facolt\u00e0 di scienze dell\u2019educazione gli insegnanti che lavorano sul campo, coloro che tutti i giorni si sperimentano nel rapporto educativo con gli allievi: bimbi, bimbe, ragazzi e ragazze. \u00c8 giunto poi il tempo di pensare ad una pedagogia \u201cinduttiva\u201d, ad una riflessione educativa che tragga i fondamenti dal fare, dall\u2019esperienza educativa. In questo caso si operer\u00e0 in controtendenza alla concezione, tutt\u2019ora in gran parte presente, di scuole di pensiero filosofico-pedagogiche che elaborano, e conseguentmente impongono, modelli culturali e soprattuto didattico-normativi da \u201csomministare\u201d poi nella scuola. \u00c8 il caso di constatare e affermare che \u00e8 praticamente impossibile avere \u201cscuole che adottano metodi e strategie didattiche\u201d che fanno riferim\u00f9ento a scuole di pensiero pedagogiche. Come \u00e8 possibile ricreare le condizioni che sono state vissute fra la fine degli anni \u201850 e i primi degli anni \u201860, ad esempio, a Barbiana. I volti di quei ragazzi e il volto di don Lorenzo Milani restano unici e irripetibili. Sono i volti di migliaia di insegnanti che in questi decenni e che ancor oggi fanno la scuola italiana con picchi interessantissimi di eccellenze. Purtroppo sono i luoghi e i volti che spesso non hanno mai trovato l\u2019opportunit\u00e0 di salire le cattedre universitarie, ne mai sono stati invitati o citati nei volumi universitari. Scopro ad esempio in questi giorni il grande valore di un maestro (oggi ultraottantenne) di Santarcangelo che ha operato nella scuola elementare della frazione di Bornaccino dagli anni \u201850 agli anni \u201870. Di lui c\u2019\u00e8 per fortuna traccia nel libro oggi introvabile dal titolo \u201cArte per gioco\u201d (la prima edizione che ebbe poco successo si titolava \u201cArte per nulla\u201d). Questo maestro, il maesto Moroni, che una Universit\u00e0 statunitense avrebbe voluto, come docente, quando mai \u00e8 stato citato nelle storie della pedagogia? O nei volumi della didattica?<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">I volti dell&#8217;arcipelago delle didattiche:persone, luoghi, tempi<\/mark><\/strong><br>Sembra giunto il tempo di cambiare questa impostazione elitaria. Oggi anche nel mondo accademico, grazie soprattutto all\u2019impegno dell\u2019amico professor Paolo Perticari e all\u2019instancabile lavoro del \u201cfratello\u201d professor Giovanni Catti, si affrontano le tematiche del cosiddetto Arcipelago delle didattiche. A questo mondo accademico, sensibile e spesso coinvolto nell\u2019esperienza didattica, si uniscono le energie che salgono dal basso che che stanno portando a quella che viene definita l\u2019autoriforma gentile (cio\u00e8 soft, dolce..). Possiamo trovare un bell\u2019esempio di ci\u00f2 nel bel libro curato, fra i tanti, dal professore bolognese Guido Armellini: \u201cBuone Notizie dalla scuola\u201d Pratiche Editrice. Questo della didattica \u00e8 sicuramente oggi un punto centrale della qualit\u00e0 della scuola. E coloro che operano nella scuola l\u2019hanno capito perfettamente: non \u00e8 tanto il cosa si insegna in italiano, ma \u00e8 il come, \u00e8 il clima che si viene a creare in quella precisa classe, con quei precisi ragazzi, in quel precismo momento. Per citare &#8211; a memoria &#8211; nuovamente Lorenzo Milani, \u201c&#8230;non \u00e8 tanto il latino da conoscere, quanto conoscere bene Pierino&#8230;\u201d. Il lavoro che cercheremo di fare anche dalle pagine di Cem Mondialit\u00e0, in questo prossima annata, sar\u00e0 quello di dare un volto alle tante isole dell\u2019arcipelago delle didattiche. Capire dove sono queste isole, capire chi ci vive e cosa si sta facendo\u2026 e capire come queste isole non debbano rimanere distaccate dale altre dell\u2019arcipelago. Spesso sono isole decentrate sul territorio, arroccate nelle valli delle nostre montagne, ma sono isole ricche di esperienza, di umanit\u00e0, di cultura.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimini 2000<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-center\">Cos&#8217;\u00e8 una scuola?<br>\u00c8 il luogo dove<br>tutti i giorni\u00a0<br>per imparare ad imparare<br>ciascuno di noi ha\u00a0<br>una lavagna per copiare\u00a0<br>un libro per conoscere\u00a0<br>una penna per scrivere\u00a0<br>un quaderno per documentare\u00a0<br>una matita per disegnare\u00a0<br>un pennello per colorare\u00a0<br>una cartella per contenere\u00a0<br>un banco per sedere\u00a0<br>una domanda per cercare\u00a0<br>un argomento per parlare\u00a0<br>uno strumento per suonare\u00a0<br>un cerchio per danzare\u00a0<br>una palestra per correre\u00a0<br>un cortile per giocare\u00a0<br>un laboratorio per creare\u00a0<br>una biblioteca per leggere\u00a0<br>un computer per inventare\u00a0<br>un pallottoliere per contare\u00a0<br>un alfabetiere per sillabare\u00a0<br>un racconto per ascoltare\u00a0<br>una mensa per mangiare\u00a0<br>un giardino per giocare\u00a0<br>un bagno per evacuare\u00a0<br>un pulmino per viaggiare\u00a0<br>un teatro per sorridere\u00a0<br>una canzone per cantare\u00a0<br>una fiaba per fantasticare\u00a0<br>una storia per ricordare\u00a0<br>una mappa per orientare\u00a0<br>una pausa per riflettere\u00a0<br>una poesia per immaginare\u00a0<br>una storia per ricordare\u00a0<br>una musica per riposare\u00a0<br>un vocabolario per scoprire\u00a0<br>una canzone per cantare\u00a0<br>un bidello per pulire\u00a0<br>un insegnante per pensare\u00a0<br>un compagno da aiutare\u00a0<br>tanti amici da incontrare<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cHo sempre pensato che in pedagogia tutto si gioca sulla didattica, non tanto alla teoria o alle filosofie a cui ti rifai, ma quello che &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/164"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=164"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/164\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":556,"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/164\/revisions\/556"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=164"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}