{"id":161,"date":"2022-11-07T16:58:51","date_gmt":"2022-11-07T15:58:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/?page_id=161"},"modified":"2023-05-22T17:47:33","modified_gmt":"2023-05-22T15:47:33","slug":"scautismo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/scautismo\/","title":{"rendered":"Scautismo"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">SCAUTISMO ED EDUCAZIONE ALLA PCE<br>L&#8217;esperienza italiana dell&#8217;AGESCI<\/mark><\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:21px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"445\" src=\"http:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/SCAUTISMO01.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-457 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/SCAUTISMO01.jpg 500w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/SCAUTISMO01-300x267.jpg 300w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/SCAUTISMO01-337x300.jpg 337w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p><strong>relazione tenuta a in occasione del convegno nazionale sul tema<\/strong><br>Scautismo ed educazione alla pace (Verona 17-18 ottobre 1997)<\/p>\n\n\n\n<p>Raccontarsi: l&#8217;importanza della autobiografia<br>Io credo che ognuno di noi dovrebbe, quando interviene su temi come questo della educazione alla pace, fare ci\u00f2 che ha fatto spesso Baden Powell (l&#8217;ideatore del metodo educativo dello scautismo), scrivendo i suoi testi sullo scoutismo, fare cio\u00e9 autobiografia. In poche parole \u00e8 ci\u00f2 che cercher\u00f2 di fare anch&#8217;io\u2026 per trarre poi alcune riflessioni sulle esperienze di educazione alla pace nelle diverse branche.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:22px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>La mia esperienza scout inizia nel marzo del 1965 come lupetto.<br>Dal 68 al 72 sono negli esploratori: sono anni di grande rinnovamento.Nello scoutismo italiano si iniziano ad affrontare temi come la comunit\u00e0 capi, la collegialit\u00e0, la coeducazione, l&#8217;assistente ecclesiale come un capo fra i capi.<br>Dal 72 al 76 sono nella Comunit\u00e0 R\/S, che nel frattempo era divenuta da ASCI, AGESCI.<br>Nel 1980 c&#8217;\u00e8 l&#8217;incontro con i movimenti nonviolenti: Massafra e la comunit\u00e0 dell&#8217;Arca, il Movimento Nonviolento, il Movimento Internazionale di Riconciliazione, l&#8217;esperienza di Don Milani a Barbiana e naturalmente Lettera ad una professoressa.<br>Dal 1982 a tutt&#8217;oggi sono Obiettore di Coscienza alle Spese Militari. Mi laureo nell&#8217;84 in economia e commercio con una tesi di laurea col professore Carlo Doglio, ordinario di Organizzazione e Pianificazione Territoriale all&#8217;Universit\u00e0 di Bologna. Doglio \u00e8 un anarchico-nonviolento, lavora con Olivetti nell&#8217;esperienza di Comunit\u00e0 negli anni 50, va poi in Inghilterra dove conosce personalmente E.F.Schumacher di cui traduce Piccolo \u00e8 bello. Lavora poi con Danilo Dolci a Partinico\u2026 La mia tesi di Laurea \u00e8 sulle Tecnologie Appropriate nelle Ande peruviane. Per questo resto in Per\u00f9 per 6 mesi vicino ad alcuni amici capi scout che stavano facendo l&#8217;esperienza di volontariato internazionale nel MLAL, Movimento Laici America Latina.<br>A Cesena,all&#8217;inizio degli anni &#8217;80 (sono gli anni della base nucleare di Comiso) oltre a fare il capo scout nelle diverse branche, metto in piedi con alcuni amici il Centro di Informazione Nonviolenta. Una realt\u00e0 che ben presto si interroga su &#8220;quali violenze le donne e gli uomini romagnoli vivono nel quotidiano&#8221;. Ci si chiede che cos&#8217;\u00e9 violenza nel luogo in cui viviamo? Violenza che significa tumori,nitrati nell&#8217;acqua, pesticidi nella frutta e verdura, concimi chimici gettati nel terreni\u2026. Da qui \u00e8 nata l&#8217;idea e l&#8217;ipotesi dell Tecnologie Appropriate e di un centro che lavori su queste tematiche.<br>Dal 76 al 90 ho fatto servizio attivo con i ragazzi in tutte le Branche. Poi ho fatto l&#8217;esperienza per 6 anni, dal 90 al 96, come Capo Redattore di Giochiamo.<br>Professionalmente ho fatto per 17 anni &#8220;il maestro nella scuola materna&#8221;.e oggi sono direttore didattico a Moena, in Val di Fassa, zona di minoranza etnica e linguistica ladina. Devo con franchezza affermare che la mia esperienza di maestro e di Direttore Didattico deve molto alla mia &#8220;esperienza scout&#8221;. Ad esempio la formazione come capo-scaut mi \u00e8 servita tantissimo al mio fare il maestro e oggi il direttore. Attualmente sono incaricato nazionale del Settore Pace-Nonviolenza-Solidariet\u00e0 dell&#8217;AGESCI.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:auto 54%\"><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p><br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">Esperienze semplici ma concrete<\/mark><\/strong><br>A proposito della pace, dice Baden Powell (B.P.)<br>&#8220;Ricordiamoci che stiamo formando i nostri pi\u00f9 giovani cittadini in un modo nuovo, eppur urgentemente necessario per la pace nel mondo. La pace non pu\u00f2 essere assicurata interamente da interessi commerciali, alleanze militari, disarmo generale o trattati bilaterali, se lo spirito di pace non \u00e8 presente nella volont\u00e0 e nell&#8217;animo dei popoli. \u00c8 una questione di educazione.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">Quali sono le esperienze fatte in questi anni nelle tre branche dell&#8217;AGESCI?<\/mark><\/strong><br>Ecco qualche esempio:<br>Un Branco della Lombardia si impegna per capire che cos&#8217;\u00e8 il Piano Regolatore Generale (PRG). \u00c8 una esperienza di studio che porter\u00e0 a predisporre da parte del Branco un proprio Piano Regolatore, a misura di bimbe e bimbe.<br><br><\/p>\n<\/div><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"772\" src=\"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Scout-Gianfranco-1024x772.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1515 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Scout-Gianfranco-1024x772.jpg 1024w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Scout-Gianfranco-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Scout-Gianfranco-768x579.jpg 768w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Scout-Gianfranco-1536x1157.jpg 1536w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Scout-Gianfranco-2048x1543.jpg 2048w, https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Scout-Gianfranco-398x300.jpg 398w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">Pacchi per la pace<\/mark><\/strong><br>\u00c8 l&#8217;esperienza di raccolta e di invio di pacchi contenenti materiali didattici ai bambini profughi nei campi di rifugiati in Somalia.<br>Sempre in campi profughi delle popolazioni colpite dalla guerra nei Balcani, diverse alte squadriglie hanno svolto in questi anni attivit\u00e0 di animazione con i bambini. In alcuni periodi, poi, viene offerta l&#8217;ospitalit\u00e0 ai bambini profughi nei reparti e branchi<br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\"><br>Ogni anno centinaia di scout prestano servizio civile come obiettori di coscienza al servizio militare in molte strutture pubbliche e private. <\/mark><\/strong><br>Molti di questi svolgono il proprio servizio nelle strutture Caritas, l&#8217;ente che a livello nazionale ha la convenzione con il Ministero della Difesa per il maggior numero di obiettori. A S.Angelo dei Lombardi, in Irpinia, nel 1980, ci fu un terribile terremoto. E&#8217; in quell&#8217;occasione, dopo l&#8217;intervento delle squadre di protezione civile, che inizia l&#8217;esperienza di servizio civile degli obiettori di coscienza scout. \u00c8 anche questa una scelta per essere &#8220;buoni cittadini&#8221;.<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">L&#8217;esperienza degli obiettori di coscienza al servizio militare si concretizza anche nei vari centri operativi.<\/mark><\/strong><br>I Centri Operativi sono nati con l&#8217;obiettivo di far vivere una proposta significativa, ai capi che scelgono di fare servizio civile. Il primo centro storico \u00e8 quello di Firenze: il Centro Arcobaleno. Qui c&#8217;\u00e8 un vero e proprio centro di accoglienza per cosiddetti &#8220;senza fissa dimora&#8221;. Ma questo luogo \u00e8 stato anche &#8220;fucina&#8221;, &#8220;scuola&#8221; e &#8220;route&#8221; per molti capi che qui hanno svolto il loro servizio. Poi c&#8217;\u00e8 il Centro Azimut, ad Alessandria, che ha come indirizzo primario il servizio in comunit\u00e0 per minori. A Reggio Calabria \u00e8 attivo Il Gelsomino, un Centro di Documentazione sui temi della pace. La convenzione fra AGESCI e Ministero della Difesa prevede, a livello nazionale, l&#8217;impegno di servizio per 15 obiettori di coscienza.<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">&#8220;A light for hope&#8221;. <\/mark><\/strong><br>E&#8217; un progetto di educazione multiculturale che si concretizza in piccole azioni di pace, utili ad armonizzare il gesto con il pensiero. Il progetto mira a coinvolgere Lupetti e Coccinelle nel gesto simbolico di accendere una notte al mese una candela che rappresenta &#8220;una luce per la speranza&#8221;. \u00c8 la speranza e la preghiera per la pace, a partire da quei luoghi che pi\u00f9 di altri rappresentano il conflitto in atto: Sarayevo, Gerusalemme\u2026 \u00c8 anche un progetto per educare alla lettura in un orizzonte multiculturale con una attenzione al mondo religioso ebraico, cristiano e musulmano.<br><br><br>\u00c8 una proposta di pace, di giustizia e di solidariet\u00e0. Per un anno la persona si dedica completamente al servizio degli altri. Destinatari della proposta sono le ragazze di et\u00e0 superiore ai 18 anni. E&#8217; una delle tante maniere per &#8220;servire la patria&#8221;, in maniera nonviolenta. E&#8217; una scelta di cultura, che sposta l&#8217;attenzione dalla cultura del profitto a quella della gratuit\u00e0, dal consumismo alla sobriet\u00e0, dall&#8217;individualismo alla condivisione. Alcune ragazze, dopo l&#8217;esperienza della Comunit\u00e0 R\/S, hanno gi\u00e0 scelto di fare questa esperienza. Altre si preparano a farla.<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">Il muro della pace (educazione alla pace)<\/mark><\/strong>: gli scout presenti agli accordi di pace in Salvador<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">Caro Sindaco ti scrivo\u2026<\/mark><\/strong><br>\u00c8 l&#8217;esperienza di quasi 200 Lupetti e Coccinelle che scrivono ai loro futuri sindaci. Siamo nella primavera del &#8217;90 e quasi tutti i sindaci delle pi\u00f9 grandi citt\u00e0 d&#8217;Italia ricevono le lettere dei bambini e delle bambine, attraverso la redazione di Giochiam\u00f9o. <br>Quasi tutti i sindacoi rispondono personalmente all&#8217;iniziativa.<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">I progetti di solidariet\u00e0 internazionale in Bosnia, Croazia, Slovenia (Gabbiano Azzurro) e Albania. Con l&#8217;inizio della guerra e l&#8217;arrivo del primo grosso contingente di bambini profughi bosniaci in Croazia, inizia l&#8217;azione di solidariet\u00e0 degli scout, impegnati soprattutto nell&#8217;animazione.<\/mark><\/strong><br>La presenza di capi e di rover\/scolte si esprime in circa 20 campi profughi in Slovenia e Croazia, oltre che in Italia.<br>Dal &#8217;96 con alcuni capi marchigiani inizia anche la presenza a Sarajevo, in Bosnia e nell&#8217;estate del 97 sono iniziati i primi campi di lavoro nella stessa citt\u00e0.<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">L&#8217;orfanotrofio Skela a Valona.<\/mark><\/strong> <br>Il 15 febbraio 1997 l&#8217;AGESCI ha firmato col il Ministero dell&#8217;Assistenza sociale della Repubblica d&#8217;Albania un protocollo d&#8217;intesa. Dopo 5 anni dal nostro primo intervento, l&#8217;associazione \u00e8 ora coinvolta pienamente nell&#8217;Orfanotrofio Skela, a Valona, in Albania, dove vivono circa 30 bambini.<br>Il nostro intervento si basa essenzialmente in:<br>\u2022 un sostegno alimentare,<br>\u2022 la fornitura di materiali didattici,<br>\u2022 l&#8217;assistenza sanitaria,<br>\u2022 la formazione professionale.<br>Si effettuano anche campi di animazione in Albania, in collaborazione con le missioni albanesi e con la Caritas. In Albania l&#8217;Agesci \u00e8 anche impegnata insieme all&#8217;ufficio mondiale del guidismo in un progetto per lo sviluppo del guidismo\/scautismo. L&#8217;idea \u00e8 di creare una associazione che dia la possibilit\u00e0 a bambine\/bambini, ragazze\/ragazzi, e giovani di poter organizzare per loro e per altri iniziative che sviluppino le loro capacit\u00e0 fisiche, intellettuali&#8230;ed essere cos\u00ec &#8220;buoni cittadini di oggi e di domani&#8221;.<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">Cos&#8217;\u00e8 pace e che cos&#8217;\u00e8 educazione alla pace.<\/mark><\/strong><br>Che cos&#8217;\u00e8 pace? Che cos&#8217;\u00e8 assenza di pace? <br>In questi ultimi tempi si parla tanto di pace. Se ne parla nei trattati internazionali, si marcia per la pace, si festeggia per la pace, si chiede ai governi la pace. Chi, come noi, si interessa di problemi inerenti l\u2019educazione dei bambini, certamente ha avuto occasione pi\u00f9 di una volta di avere a che fare in maniera pi\u00f9 o meno diretto con situazioni che richiamano alla pace, o meglio alla parola pace. Tutti, in coscienza, ci siamo &#8211; comunque &#8211; trovati prima o poi a fare scelte che favorivano o meno il cammino della pace. Pensiamo solo per un attimo ad una situazione in ci due bambini hanno litigato fra di loro e noi interveniamo invitandoli a&#8230;&#8230;fare la pace&#8221;! Ma cosa si intende per educazione alla pace?<br><br>Aldo Capitini cos\u00ec si esprime a proposito dell&#8217;educazione:<br>&#8230; impegnare nella lotta per la pace quelle virt\u00f9 di eroismo, solidariet\u00e0, disinteresse, lealt\u00e0, dedizione, quel senso romantico dell&#8217;avventuroso e dell&#8217;inconsueto, che se trovano soddisfacimento nelle guerre di tipo cavalleresco, non \u00e8 affatto vero che possano pi\u00f9 essere considerate virt\u00f9 militari (se mai lo sono state e se esistono &#8220;virt\u00f9&#8221; specificatamente &#8220;militari).<br><br>Ettore Masina, circa 15 anni fa cos\u00ec definiva il termine pace:<br>&#8220;La condizione di un luogo, di un popolo, di un&#8217;epoca storica in cui non soltanto non vi \u00e9 guerra guerreggiata, ma non esistono violenza dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo, o di un gruppo su altri gruppi; anzi, tutti gli uomini e le donne si sentono corresponsabili del destino dei loro simili e cercano di aiutarli vicendevolmente a sviluppare le proprie potenzialit\u00e0 e raggiungere la felicit\u00e0&#8221;.<br><br>Provando a fare una sintesi di queste due definizioni provo a formulare una definizione. <br><strong>Educare alla pace vuol dire:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;impegnarsi per suscitare fin dai primi anni di vita di un uomo ed una donna quelle virt\u00f9 eroiche di solidariet\u00e0, altruismo, lealt\u00e0, senso di avventura e di inconsueto che permettano cos\u00ec ad un popolo di vivere in un luogo ed in un epoca storica sentendosi corresponsabile del proprio destino e del destino di altri popoli e cercando di aiutarsi vicendevolmente a sviluppare le proprie potenzialit\u00e0 per il conseguimento della felicit\u00e0 di tutti&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa significa questo nell&#8217;ottica scout. <br>Cosa vuol dire educare alla pace con bambini scout dagli 8 agli 11 anni, cio\u00e8 Lupetti eCoccinelle, oppure con ragazzi dai 12 ai 16 anni, cio\u00e8 Esploratori e Guide ed infine con giovani dai 16 ai 20 anni, cio\u00e8 Rover e Scolte.<\/p>\n\n\n\n<p>Indubbiamente, avendo come riferimento la definizione di pace usata poc&#8217;anzi, porsi nell&#8217;ottica di educare alla pace significa prima di tutto cercare di eliminare ogni tipo di violenza che ancora c&#8217;\u00e9 fra noi adulti e i ragazzi. Ma c&#8217;\u00e8 un secondo aspetto ugualmente fondamentale: \u00e8 il sentirsi corresponsabili del destino dei bambini e delle bambine, soprattutto per quel che riguarda lo sviluppo delle loro potenzialit\u00e0. E&#8217; evidente, a questo punto che per saper sviluppare le &#8220;potenzialit\u00e0&#8221; di bambini e bambine, la prima cosa da fare \u00e9 porsi in ascolto, cercare di capire i loro bisogni, le loro esigenze; le loro aspettative quotidiane. E&#8217; quello che intende B.P. quando dice &#8220;chiedetelo ai ragazzi!!&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco quindi un primo passo da compiere: prendere coscienza che ogni bambino e ogni bambina, nella sua originalit\u00e0, \u00e8 una persona che globalmente dovrebbe vivere (e nei migliori di casi vive) tantissime esperienze attraverso il proprio corpo, nell&#8217;incontro con gli altri, inserito in un ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivo qui, un po&#8217; per forza, ai fondamenti della proposta educativa dello scoutismo, proposto dagli scritti e dall&#8217;esperienza di Baden Powel e tradotti nelle unit\u00e0 Agesci:<\/p>\n\n\n\n<p>1. E&#8217; un metodo attivo, dell&#8217;imparare facendo &#8220;per prova ed errore&#8221;. E&#8217; il primato dell&#8217;esperienza, una esperienza fatta con l&#8217;uso di mezzi poveri, in un&#8217;ottica di semplicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>2. E&#8217; un metodo che vede i giovani veri soggetti della loro crescita, secondo il principio dell&#8217;autoeducazione, riconoscendo nei giovani valori, aspirazioni, difficolt\u00e0 e tensioni.<\/p>\n\n\n\n<p>3. Tiene conto della globalit\u00e0 della persona, dell&#8217;armonia con il creato e nel nostro caso in una visione cristiana della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>4. L&#8217;educazione scout ha posto come fondamento formativo i cosiddetti 4 punti di Baden Powell:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 la formazione del carattere<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 la salute e la forza fisica<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 l&#8217;abilit\u00e0 manuale<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 il servizio al prossimo<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa significa tutto questo? <br>Come si esprimono questo concetti nelle diverse &#8220;branche&#8221; in cui \u00e8 strutturato il lavoro scout? Ecco allora quelle che io considero, dal punto di vista del metodo scout, le &#8220;parole chiave&#8221; per capire lo scoutismo nell&#8217;ottica della educazione alla solidariet\u00e0. :<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>\u2022<strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\"> l&#8217;ambiente fantastico<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>l&#8217;ambiente fantastico \u00e8 la necessit\u00e0 di parlare e operare per una educazione alla pace e alla solidariet\u00e0 usando un canale comunicativo a presa diretta, a misura di bimbi e bimbe, cio\u00e8 immediatamente capibile da quella fascia di et\u00e0 che va dagli 8 agli 11 anni. Il linguaggio fantastico dell&#8217;ambientazione giungla o bosco, offre ai bambini lupetti e coccinelle un messaggio simbolico del possibile, della potenzialit\u00e0 pensata ma anche raggiungibile. Sapete quanto questo incide sulla personalit\u00e0 di una persona per quel che riguarda la possibilit\u00e0 di modificare, di pensare un mondo, una societ\u00e0 diversa.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\"><strong>\u2022 il gioco<\/strong><\/mark><\/p>\n\n\n\n<p>\u00e8 a mio parere uno dei punto principali dell&#8217;educazione scout, soprattutto nell&#8217;ottica di formare persone che abbiano coraggio e che sappiano non avere o superare ogni paura.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il gioco abitua al cambiamento a &#8220;lasciare il mondo migliore di quello che abbiamo trovato&#8221;.Fa s\u00ec che ci si senta davvero partecipi di un processo in cui poco prima si era perdenti e ora, anche grazie a quel 5% di buono che ciascuno di noi possiede, si diviene vincenti. Anche chi ci viene contro, l&#8217;avversario, il nemico ha il 5% di buono<\/p>\n\n\n\n<p>Giocarsi nella mischia senza aver paura! E&#8217; questo comunque l&#8217;aspetto fondamentale a cui abitua il gioco. E guardate che la paura \u00e8 all&#8217;origine di tutti i conflitti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">\u2022 la legge e la promessa<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>abituano i ragazzi ad un impegno etico profondo, preso prima di tutto con s\u00e9 stessi, all&#8217;interno della comunit\u00e0 in cui si \u00e8 inseriti, con uno spirito che ci lega a tutti i fratelli scout e a tutti gli uomini.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">\u2022 l&#8217;impresa e la squadriglia<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00e8 una vera e propria avventura &#8220;vivere insieme&#8221;. Una esperienza ideata, progettata realizzata, interpretata (nel bene o nel male) e gio\u00ecta con la fiesta finale. Ditemi se questa non \u00e8, in una prospettiva adulta quello che gli anarchici libertari e socialisti definivano &#8220;mutuo appoggio&#8221;, oppure nella centenaria esperienza solidaristica trentina &#8220;cooperazione&#8221; o come oggi qui affermiano: &#8220;solidariet\u00e0&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">\u2022 le abilit\u00e0 manuali<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>in una societ\u00e0 schizofrenica, dove gli uomini e le donne perdono spesso la globalit\u00e0 di un approccio all&#8217;intorno, dove la divisione delle mansioni lavorative ha creato squilibri psico-sociali, recuperare una interdipendenza fra pensiero e azione, fra il fare e il pensare, fra l&#8217;agire e il riflettere, permette di contribuire a ricucire una frattura profonda. E&#8217; in fondo anche quello che diceva Gandhi quando affermava che il lavoro manuale \u00e8 il dovere di ogni uomo per guadagnarsi da vivere. &#8220;Ogni uomo e ogni donna -diceva Gandhi-deve lavorare per vivere&#8230;. L&#8217;idea \u00e8 che ogni persona sana deve lavorare abbastanza da prodursi il proprio cibo, e le sue facolt\u00e0 intellettuali devono essere utilizzate non per trovare mezzi di sostentamento o per mettere da parte un capitale, ma solo al servizio dell&#8217;umanit\u00e0\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>I milioni di persone affamate chiedono una sola poesia: del cibo fortificante. Ma non gli pu\u00f2 essere dato, devono guadagnarselo. E possono farlo solo con il sudore della propria fronte. Il lavoro intellettuale \u00e8 importante ed ha un posto indubbio nel quadro della vita. Ma ci\u00f2 su cui insisto \u00e8 la necessit\u00e0 del lavoro fisico. Nessun uomo dovrebbe essere libero da questo obbligo. Dio cre\u00f2 l&#8217;uomo perch\u00e9 si guadagnasse il suo cibo e gli disse che quelli che mangiavano senza lavorare erano dei ladri&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">\u2022 la buona azione e il servizio<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La Buona.Azione. \u00e8 indubbiamente una delle caratteristiche dell&#8217;esperienza scout fin dalla esperienza di Lupetti e Coccinelle. A mio pare questa esperienza educa al senso del gratuito al fatto che possa esistere qualcosa di non monetizzabile\u2026 e poich\u00e8 le guerre nascono sempre e quasi esclusivamente per questioni economiche, pensare che &#8220;si possa fare esperienza di lavoro, di impegno e di fatica senza essere pagati&#8221; \u00e8 indubbiamente una molla fondamentale per l&#8217;educazione alla solidariet\u00e0. Pensiamo solo per un attimo a quello che oggi sono le esperienza delle &#8220;banche del tempo&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">\u2022 la progressione personale<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>estote parati, siate pronti. Ognuno \u00e8 protagonista della propria esperienza di &#8220;auto-educazione&#8221;. \u00c8 il senso della responsabilit\u00e0, del saper camminare con le proprie gambe, di &#8220;saper guidare la propria canoa&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">\u2022 la topografia<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; l&#8217;arte di saper leggere le carte e di sapersi orientare. Quante persone che non siano state scout e che di professione non facciano i geometri sanno leggere una cartina topografica? Storicamente questa competenza era appannaggio del principe &#8220;commerciante&#8221; o del principe &#8220;condottiero&#8221;. Quella del geografo era in sostanza una professione a servizio dei potenti, che dovevano saper conoscere e padroneggiare i luoghi in anticipo, per poterli o conquistare militarmente e poi sottometterli economicamente. Non a caso l&#8217;ultima grande rilevazione cartografica fatta sul territorio italiano \u00e9 stata realizzata alla fine degli anni trenta dall&#8217;Istituto Geografico Militare (I.G.M.). In quell&#8217;occasione \u00e8 stata fatta una mappatura dettagliata di tutto il territorio nazionale e sono state realizzate le cosiddette carte topografiche al 25.000. Quelle che poi usano gli scout. Questa esperienza \u00e8 fondamentale per sapersi orrizontare nel mondo e soprattutto nel proprio territorio. Anche questa \u00e8 educazione alla: pace.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">\u2022 la vita comunitaria<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; una esperienza educativa rivolta alla persona che vive insieme ad altri in una comunit\u00e0. Non ci si rivolge genericamente al gruppo, ma si ha fiducia nella persona e nelle sue potenzialit\u00e0 che esprime insieme in una piccola comunit\u00e0. E&#8217; quello che diceva Don Milani quando affermava che &#8220;aveva amato solo poche persone perch\u00e8 non si poteva amare l&#8217;umanit\u00e0 senza amare persone col loro nome&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">\u2022 l&#8217;ambiente naturale e la vita all&#8217;aperto<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 antropizzata\u2026\u00e8 sempre pi\u00f9 rara l&#8217;esperienza di un contatto con l&#8217;ambiente naturale. Quanto queste incide nella vita di ciascuno di noi. Vorrei solo per un attimo ricordare a tutti l&#8217;esperienza che ci ha lasciato una traccia indelebile: la famosa &#8220;austerity&#8221; del &#8217;73.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">\u2022 la veglia alle stelle<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>il senso del proprio limite. Una societ\u00e0 che non si pone limiti che non opta per una sostenibilit\u00e0 e una durata nel futuro \u00e8 uno societ\u00e0 egoista. Restare fermi, all&#8217;aperto, durante le ore notturne, in un luogo lontano dalle citt\u00e0. \u00c8 una esperienza che matura in noi il senso del &#8220;limite&#8221; che, in una societ\u00e0 come questa, \u00e8 sicuramente fondamentale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">\u2022 la dimensione etnica o bioregionalista<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>oggi non possiamo lasciare ad alcune forze politiche la prerogativa del &#8220;locale&#8221; e del &#8220;decentrato&#8221;. Lo scoutismo, cos\u00ec come \u00e8 organizzato, \u00e8 di fatto una associazione basata sul decentramento. Le Comunit\u00e0 dei Capi-Educatori sono nei quartieri, nelle Parrocchie\u2026sperimentando la forza del &#8220;piccolo \u00e8 bello&#8221;. \u00c8 quella che io definisco prospettiva bio-regionalista o etnica. \u00c8 nel locale che ci si educa alle proprie radici, alla propria &#8220;lingua madre&#8221; (non chiamiamola pi\u00f9 dialetto), alla conoscenza delle proprie tradizioni\u2026 per poter poi incontrare l'&#8221;altro&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">\u2022 il capitolo<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00e8 una modalit\u00e0 educativa si basa sull&#8217;itinerario veder &#8211; giudicare -agire. \u00c8 l&#8217;ottica con cui ci si muove con i ragazzi delle nostre unit\u00e0 R\/S, ma direi anche in quella esperienza finale che \u00e8 la partenza, cio\u00e8 l&#8217;uscita dall&#8217;esperienza educativa scout:<\/p>\n\n\n\n<p>* prendere coscienza dell&#8217;esistenza di vari conflitti un conflitto che pu\u00f2 viversi nel personale e nell&#8217;interpersonale (cio\u00e0 nel quotidiano, nelle piccole cose\u2026) ma pu\u00f2 essere anche un conflitto etnico, religioso, sociale, epocale (la nostra societ\u00e0 e quella dei nostri nipoti o pronipoti) continentale (nord-sud).<br>* informarsi, documentarsi, senza essere superficiali, ma andando alle radici del problema, per cercare di capirlo fino in fondo<br>* cambiare stile di vita, atteggiamento, modalit\u00e0 di approccio ai temi e ai problemi.<br>Questo ultimo aspetto, che si riferisce soprattutto all&#8217;ultima fase educativa scout cerca di far riflettere i ragazzi anche sulle loro prospettive professionali dove si punta a far capire l&#8217;importanza di &#8220;essere competenti&#8221; per meglio servire gli altri, non per &#8220;competere&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto quanto detto fino ad ora ha significato per i ragazzi avere un contatto e una conoscenza con realt\u00e0 che fino a pochi anni prima sembravano a lorolontane. Nel concreto di questi anni pensiamo in particolare alla problematica dei campi-profughi? Alle guerre dei Balcani. Constatare la problematica del conflitto interreligioso e interetnico \u00e8 un elemento per riflettere e per progettare quella che sar\u00e0 (e gi\u00e0 in parte lo \u00e8) la societ\u00e0 multiculturale e multireligiosa.<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">\u2022 il campo estivo, l&#8217;hike, il challenge, il deserto<\/mark><\/strong><br>Non mi posso qui che riferire all&#8217;idea che Gandhi prima e Schumacher poi definiscono come &#8220;tecnologie appropriate&#8221;<br>\u00c8 la scelta che politicamente opta per un modello di societ\u00e0 sostenibile.<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">\u2022 educare all&#8217;ambiente<\/mark><\/strong><br>la scelta di intervenire in operazioni di emergenza e protezione civile. Dal Vajont a Firenze, dal Friuli all&#8217;Irpinia e oggi in Umbria e nelle Marche. \u00c8 qui che \u00e8 nata la prima esperienza di Obiettori diCoscienza Scout. Educare alla difesa della propria patria, cio\u00e8 della terra dei padri, in sostanza alla difesa popolare civile<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">\u2022 fare strada insieme<\/mark><\/strong><br>\u00e8 l&#8217;esperienza del con-dividere, del camminare al ritmo del pi\u00f9 debole, del portare insieme pesi dell&#8217;altro, di colui che in quel momento \u00e8 in difficolt\u00e0.<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">Pace, nonviolenza e solidariet\u00e0: l&#8217;esperienza dell&#8217;AGESCI<\/mark><\/strong><br>Il settore pace, nonviolenza e solidariet\u00e0 \u00e8 nato nell&#8217;AGESCI:<br>\u2022 per informare e orientare gli associati verso scelte di pace, nonviolenza, obiezione di coscienza, servizio civile, volontariato sociale e solidariet\u00e0 internazionale<br>\u2022 per collaborare con gli incaricati al metodo, agli interventi formativi e alla formazione capi per realizzare iniziative educative e formative<br>\u2022 per curare le relazioni utili per una presenza significativa su questioni di pace, nonviolenza, solidariet\u00e0 e col Ministero della Difesa per la gestione del servizio civile<br>\u2022 per mantenere il collegamento con le regioni per coordinare, sostenere e divulgare esperienze particolarmente significative in questo settore (dal regolamento AGESCI)<br><br>Questo settore, quindi, oltre a dar voce alle iniziative di cui sopra abbiamo parlato, cerca di far emergere nuove attenzioni sulm tema generale della pace e della solidariet\u00e0. Ad esempio ci si interroga sul perch\u00e8 di una esperienza di solidariet\u00e0 internazionale<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 per attivarci in un percorso di educazione alla pace in un&#8217;ottica multiculturale<br>\u2022 per imparare ad entrare in relazione<br>\u2022 per imparare a conoscere meglio la nostra identit\u00e0 e l&#8217;identit\u00e0 dell&#8217;altro<br>\u2022 per imparare a scoprire affinit\u00e0 e differenze e valorizzarle come modalit\u00e0 di interazione<br>\u2022 per imparare a comunicare sia tra vicini che tra lontani<br>\u2022 per scoprire la vicinanza presente, rispetto ad altre vicinanze<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">COME DISPORCI a fare l&#8217;esperienza<\/mark><\/strong><br>\u2022 chiariamoci progressivamente l&#8217;esperienza che si andr\u00e0 a fare<br>\u2022 decidiamo le &#8220;cose&#8221; da fare affinch\u00e9 l&#8217;esperienza sia compiuta<br>\u2022 impariamo ad essere umili ed imparare quant&#8217;\u00e8 importante informarci per capire meglio<br>\u2022 chiediamoci cosa vogliamo fare di positivo per noi stessi<br>\u2022 interroghiamoci su che cosa sar\u00e0 cambiato in noi quando avremo fatto l&#8217;esperienza<br>\u2022 chiediamoci quanto dipende da noi e che cosa fare per raggiungere la nostra met\u00e0<br>\u2022 studiamo i modi per comunicare agli altri l&#8217;esperienza fatta<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">L&#8217;IMPORTANZA DI INTERPRETARE i cambiamenti suscitati in noi dall&#8217;esperienza<\/mark><\/strong><br>\u2022 quali atteggiamenti mentali ha messo in movimento l&#8217;esperienza ?<br>\u2022 quali nuove consapevolezze e atteggiamenti mentali sono maturati in noi?<br>\u2022 quali novit\u00e0 ha portato l&#8217;esperienza nel nostro sistema di convinzioni e di valori?<br>\u2022 quali gesti e azioni concrete ha suscitato in noi l&#8217;esperienza?<br>\u2022 cosa \u00e8 cambiato nel nostro stile di vita\u2026&#8221; (questa griglia \u00e8 stata utilizzata in occasione di incontri di formazione in preparazione ai campi di lavoro all&#8217;estero)<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">Si partecipa poi allaTavola della Pace \u00e8 un coordinamento di enti e associazioni che si occupano di pace, sviluppo e solidariet\u00e0. <\/mark><\/strong><br>Nato nel 1996 collega enti locali, istituzioni (ONU, UNDP, ecc.) all&#8217;associazionismo. L&#8217;idea \u00e8 quella di essere un luogo di discussione e confronto alla pari<br>Fra le tante iniziative che realizza c&#8217;\u00e8 la Marcia della Pace Perugia Assisi e i Forum internazionali.<br>Il contributo Agesci: portare la propria esperienza e proporre una costate attenzione agli aspetti e ai problemi educativi, oltre alla gestione delle comunicazioni (pagina web su Internet).<br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">C&#8217;\u00e8 poi l&#8217;obiezione di coscienza alle spese militari. <\/mark><\/strong><br>E&#8217; il 1849, negli Stati Uniti, Henry David Thoreau, ascoltando la sua coscienza, disobbedisce e non paga l&#8217;imposta federale per finanziare la guerra. Inizia cos\u00ec&#8217; la storia dell&#8217;obiezione di coscienza alle spese militari. Nel 1981, in Italia, l&#8217;idea dell&#8217;obiezione di coscienza alle spese militari si organizza e diviene una campagna nazionale promossa da diverse associazioni pacifiste.<br>Molti, fra gli obiettori fiscali, gli scout.<br>Un obiettore fiscale alle spese militari compie un gesto di &#8220;disobbedienza civile&#8221; che consiste nel rifiuto di pagare quella quota di imposte che si utilizzerebbe per le spese militari o per particolari scopi bellici che entrino in conflitto con la propria coscienza.Non \u00e8 evasione fiscale: la somma &#8220;sottratta&#8221; al fisco viene convogliata in un fondo consegnato poi al Presidente della Repubblica per scopi di pace.<br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\"><br>Reti telematiche per la pace. <\/mark><\/strong><br>Nel settore Pace-Nonviolenza-Solidariet\u00e0 si sta dando anche spazio alla comunicazione via telematica. Questo permette di entrare in rete con le associazioni di base che lavorano per la pace, la solidariet\u00e0, l&#8217;ambiente.<br>E&#8217; in preparazione una &#8220;mailing list&#8221; del settore e una pagina Web su scautismo, pace, nonviolenza e solidariet\u00e0. Sar\u00e0 cos\u00ec possibile accedere, in maniera decentrata, ad informazioni e documenti.<br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\"><br>Infine pace significa anche &#8220;far pace col pianeta terra&#8221;.<\/mark><\/strong><br>Nell&#8217;associazione sta crescendo l\u2019attenzione sui temi dell&#8217;economia. Oggi i termini nord e sud non sono solo un riferimento geografico ma economico e sociale.<br>Sono il paradigma della contrapposizione tra ricchezza e povert\u00e0 del mondo, tra benessere e miseria, tra lavoro dignitoso e lavoro in situazioni di sfruttamento.<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-2-color\">La sfida educativa per noi allora \u00e8 quella di preparare uomini e donne capaci di orientarsi in questo panorama. <\/mark><\/strong><br>Oggi \u00e8 fondamentale imparare a distinguere e scegliere le cose veramente essenziali\u201d. <br>La proposta educativa scout \u00e8 anche educazione all\u2019essenzialit\u00e0 e alla mondialit\u00e0, al consumo critico, all&#8217;uso etico dei soldi, ad una convivialit\u00e0 ecologica col pianeta terra. <br>Fra le esperienze che il settore sostiene, in questo ambito, c&#8217;\u00e8 quella di un &#8220;aula integrata all&#8217;aperto&#8221; che in questi anni si sta realizzando a Cesena.<\/p>\n\n\n\n<p>Gianfranco Zavalloni<br>Incaricato Nazionale del settore<br>Pace &#8211; Nonviolenza &#8211; Solidariet\u00e0 dell&#8217;AGESCI<br>(dal gennaio 1997 all&#8217;ottobre 1998)<\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SCAUTISMO ED EDUCAZIONE ALLA PCEL&#8217;esperienza italiana dell&#8217;AGESCI relazione tenuta a in occasione del convegno nazionale sul temaScautismo ed educazione alla pace (Verona 17-18 ottobre 1997) &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/161"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=161"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/161\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1522,"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/161\/revisions\/1522"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scuolacreativa.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=161"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}