|
Il sole
sta tramontando sulle colline e gli ultimi raggi illuminano, ancora
per pochi minuti, le tegole dei tetti i grossi sassi dei muri, i portali
di legno, le fioriere di terracotta, le vecchie sedie impagliate e i
visi della gente.
Da quegli sguardi il sole fa brillare la magia dei pensieri che, come
un volo d'uccello, si concretizzano nell'aria rossa e spessa.
In quell'istante a Montetiffi Leone Reali, tegliaio da generazioni,
sta guardando la valle e pensando a quello che dovrà fare all'indomani
quando un'anziana signora entra nel suo laboratorio e trafelata gli
rivolge questa domanda:
"Snor Reali avì una tegia?" La tegia vecia l'am
sè spachèda e me a oh ancora da fe la pieda par e mi fiol
che e ven a trouvem da Cisena".
"Signor Reali avete una teglia? La teglia vecchia mi si è
rotta e io non ho ancora fatto la piadina per mio figlio che viene a
trovarmi da Cesena."
Leo consegna una delle sue teglie e poi chiude la bottega; un gesto
che compie da più di 60 anni.
Leone Reali e gli artigiani che lo hanno preceduto nella produzione
delle teglie rappresentano una delle tante pagine su cui è scritto
il passato e la storia di tutti i giorni, allo stesso tempo i loro gesti
e racconti sono la chiave di lettura di tutti i legami esistenti tra
i materiali e gli oggetti, tra la nostra giornata a quella degli altri
uomini, tra la tradizione e l'alimentazione, tra l'autostima e il rispetto
per quello che ci circonda.
Il diario che contiene le pagine magiche che servono ad animare gli
oggetti e rendere l'uomo, al pari dell'acqua e della terra, un elemento
essenziale al territorio è scritto con le formule magiche conosciute
da tutti gli uomini come Leone Reali.
La formula magica custodita per più di 500 anni dai tegliai
della valle dell'Uso
Prema u
s'fa é pianel,
pu dop u s'fa l'arvel',
pu dop u s'fa l'avrecia ...
Ech fat la tegia!"
"Prima si fà il piano,
dopo si fa il bordo
e poi l'orecchia.
Ecco fatta la teglia.
Se leggendo
questo articolo vi è rimasto un pizzico di curiosità fate
una visita al borgo di Montetiffi, in quel di Sogliano sul Rubicone,
e al tramonto del sole tutto sarà chiaro e concreto come la teglia
fatta da Leone Reali.
Fabio
Molari
Il vocabolario:
Piadina: pane tradizionale romagnolo a base di farina, acqua
e lievito simile al chapati indiano o ai diversi tipi di pani asiatici
a base di farina di grano.
Teglia: disco di terracotta utilizzato per la cottura della piadina
e realizzato con un amalgama di polvere quarzosa, terra rossa e altri
elementi contenuti in argille bluastre.
Tegliai: artigiani che da epoca rinascimentale si tramandano
il segreto della fabbricazione delle teglie, il mestiere è purtroppo
ormai dimenticato.
|