MUSICA: LINGUAGGIO UNIVERSALE di Maddalena PatellaAlcuni pensano che la musica sia un linguaggio universale.
Con la musica, è vero, si può favorire la comunicazione, laggregazione e lintegrazione fra le persone, ma questo è possibile solo valorizzando le identità e le differenze.
Ogni cultura possiede un linguaggio musicale proprio e specifico, fatto di organizzazione di suoni, ritmi, armonie, sonorità, strumenti, forme.
Questi, a loro volta, riflettono modi di pensiero, ideologie, credenze, usanze, caratteristiche ambientali ecc.
La musica quindi come fatto sociale ha senso solo se legata a contesti di rapporti e pratiche che la rendono espressione di culture particolari e
diverse.
Ogni popolo, inoltre, quando parla o canta usa una propria lingua che possiede già, essa stessa, risonanza e musicalità uniche ed originali.
La musica connota civiltà differenti e lontane e delinea momenti storici precisi, ma ha anche scandito la vita di generazioni di uomini e donne segnandone le tappe essenziali dellesistenza (nascita, gioco, lavoro, ciclo delle stagioni, feste, riti religiosi, guerra, protesta, malattia, morte ).
La musica segue levoluzione della società nel suo continuo e dinamico trasformarsi.
Riconosciamo e rispettiamo la ricchezza e la particolarità di ogni espressione musicale senza preclusioni di generi, tempi e contesti.
Navighiamo nella varietà e nella molteplicità per provare lo stupore o cogliere la provocazione della diversità.
Favoriamo lincontro, la contaminazione, il cambiamento.
Superiamo individualismi e particolarismi.