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DIVERSAMENTE
MARMOLADA
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la valorizzazione sostenibile della Regina Madona da la neif de ca Madona da la neif de la mi fen lé te tobià e i etres i là amò te pra (contìa ladina - leggenda della Marmolada)
Premessa Il 2003, Anno Internazionale dellAcqua, propone e sancisce a livello mondiale la dovuta e necessaria valorizzazione verso un bene naturale unico, esauribile, infinitamente prezioso. Tutti gli organi istituzionali e amministrativi pubblici e privati sono chiamati in prima persona a muoversi per proporre e decidere il miglior utilizzo della risorsa acqua, primo ed ultimo elemento irrinunciabile della Vita. La Provincia Autonoma di Trento, mediante gli Uffici e i Servizi competenti e lAssessorato allAmbiente in particolare, si farà promotrice di numerose iniziative e manifestazioni a carattere formativo e divulgativo ma soprattutto, investirà risorse umane e finanziarie per aiutare quanti da anni si stanno impegnando, lungo le vie del mondo, per alleviare il dramma di un miliardo e duecento milioni di persone prive di ogni accesso allacqua potabile. Interventi studiati e mirati dunque che considerino la risorsa acqua a livello locale e mondiale, in modo unitario, condividendo progetti e programmi di lavoro con quanti operano e si vogliono impegnare per una crescita universale delluomo e delle sue peculiari possibilità presenti e future.
Limpegno locale Una delle grandi riserve idriche della nostra Provincia, nel cuore delle Dolomiti, è senza dubbio il ghiacciaio della Marmolada. La Regina delle Dolomiti come viene spesso chiamata, è una riserva di ghiaccio e neve cristallina in forte pericolo. Negli ultimi anni il fronte del ghiacciaio stesso si è notevolmente ridotto, funivie, piste, elicotteri e rifiuti, hanno intaccato un ambiente naturale particolarmente sensibile e delicata. Ed oggi, lintero sistema Marmolada è vecchio e obsoleto, dimenticato e superato, facile preda di un nuovo sviluppo impiantistico e turistico che va programmato, contenuto, studiato e ripensato a fondo.
Luomo e il ghiacciaio Cera una volta una Regina che copriva con il suo bianco mantello la parete più alta, lunga e splendente delle Dolomiti. La soffice coltre di neve si estendeva dalla sommità rocciosa, giù fino ai ghiaioni sovrastanti un piccolo lago e un alpeggio verde disseminato di baite e leggende. Nel tempo, i lavori degli uomini legati alla terra e al territorio cambiarono e nuove attività si imposero come elementi di scoperta e promozione. Pastori e contadini lasciarono il passo a geologi e scienziati, escursionisti, guide alpine, portatori e turisti. Così, la Marmolada divenne meta di escursioni e visite estive ed invernali, sorsero rifugi ed alberghi, si costruirono impianti e piste da sci ed ebbe inizio la trasformazione culturale ed economica che in qualche decennio avrebbe fatto la fortuna di alcune valli, considerate fino ad allora, tra le più povere delle Alpi. La situazione Oggi il ghiacciaio si è ridotto ad un piccolo cappello di neve scura che sovrasta, molto in alto, il Lago di Fedaia, un bacino artificiale che fornisce dacqua alcune centrali idoelettriche. Lintera Marmolada, con i suoi impianti, sia sul versante bellunese che trentino, con le sue strutture alberghiere, con il suo impareggiabile valore ambientale, simbolico, culturale e geologico, sembra vivere oggi una lunga, inesorabile agonia. Un declino dovuto allisolamento e alla scarsa cura da parte di un certo tipo duomo, distratto, poco sensibile, impegnato altrove. Lassù, tutto sembra vecchio e dimenticato, sembra scaduto, grigio, superato. In realtà però, non è così. La natura e lattuale piccola Marmolada, giovane nipote di quella antica, sono sempre lì, così come le pareti calcaree assolate e splendide, il ghiaccio vivo-verde, la cupola bianca. E i ricordi della Grande Guerra nella roccia e nel ghiaccio, lenrosadira, la parlata ladina di casa lassù, come le impronte di scarponi o le scìe arcaiche dei primi uomini con i piedi volanti. Cè un mondo intero conservato in quellambiente himalayano dove la temperatura e laria dettano regole precise e inesorabili, le stagioni passano soffiando, lestate torna per un po, correndo veloce verso sud. E cè luomo lassù, quello che vive offrendo il ghiacciaio ad altri uomini. Cè la tecnologia con le sue leggi economiche fatte di entrate e uscite che devono tornare e durare un po di più, oltre lestate, oltre le stagioni fuggevoli ed effimere.
Lattualità Così oggi, nel 2003, Anno Internazionale dellAcqua, si affacciano allorizzonte idee ormai mature per cambiare, modificare, attualizzare, ancora una volta, laspetto e il ruolo della Marmolada nel circolo turistico ed economico locale e trentino. Per quanto piccolo, il ghiacciaio rappresenta ancora unimportante riserva dacqua e di energia. E considerato unico ed importante dal punto di vista geologico ed ambientale. E elevato a simbolo storico e culturale. E inserito nei SIC, i Siti di Importanza Comunitaria, luoghi soggetti a precise, rigide norme di tutela e di conservazione a carattere europeo. Nonostante questo, sulla sommità del ghiacciaio atterrano quotidianamente elicotteri con voli prettamente turistici, le piste da sci segnano un territorio fortemente devastato, spesso il ghiaccio viene prelevato dal ghiacciaio per ricostruire le piste, tonnellate di rifiuti sono state disseminate e nascoste in giro, nei seracchi e nei crepacci. Una marea di rifiuti di ogni tipo è stata buttata lungo il versante a sud del ghiacciaio, lungo una delle più importanti, belle e imponenti pareti rocciose del mondo, la Sud della Marmolada.
Ora, aldilà di tutto, da parte di chi amministra e gestisce le strutture esistenti, viene richiesta la possibilità di fare e di rifare, ancora, di più. Nuovi possibili impianti vengono proposti, vengono presentati in sordina, quasi sottovoce: Si sa e non si sa. Però se ne parla, si intravedono nuove possibilità. Nuove strutture che arriverebbero in cima, sia dal versante veneto che trentino, rifacimenti, impianti nuovi, un rilancio impiantistico in grande stile, moderno, apparentemente dinamico e vincente. Se ne parla, sono ipotesi. Ma intanto sono stati aggiornati i PUP (piani urbanistici provinciali), si sentono voci di tracciati vecchi e nuovi, si percorrono le piste, si valuta, si studia.
La proposta E nel dubbio, nellambiguo mondo del forse, si intende qui produrre una proposta seria e motivata per un rilancio davvero sostenibile e credibile della Marmolada. Si propone allattenzione di tutti un progetto la cui meta finale è la liberazione del ghiacciaio da impianti, piste, funi e artifici. La parte alta del ghiacciaio, raggiungibile a piedi o mediante il tunnel sotterraneo, permetterebbe poi la discesa interamente in fuori pista, come un tempo, come oggi per chi vuole e impara a farlo, abbandonando definitivamente, in quel tratto, la pista tracciata e battuta. Diverrebbe così credibile ed attuale la rinascita naturale del bianco mantello forte solo di se stesso, della propria storica fragilità, del proprio cauto delicato incanto, di quella solitudine che fa partire i passi e i sogni degli uomini, ritrovare la voglia di Vita e continuità.
Lesempio gardenese Nella vicina Val Gardena, è stato recentemente presentato un progetto denominato VAL GARDENA RONDA EXPRESS, il cui scopo finale è quello di collegare tutte le aree sciistiche gardenesi, anche come alternativa al famoso "Sella Ronda o Giro dei Quattro Passi". Il progetto prevede la costruzione di tunnel sotterranei dove troverà sede una funicolare classica su binari con due carrozze (andata/ritorno) e uno scambio a metà percorso. La lunghezza del tracciato ca. 1264,64 metri, sarà percorsa ad una velocità massima di 36 km/h, con una capienza di 140 persone per carrozza e il numero di 14,4 viaggi allora, saranno trasportate 2000 persone allora nelle due direzioni. La funicolare sarà azionata da motori elettrici e lafflusso in galleria di aria pulita sarà garantito dallareazione naturale dovuta alla differenza di quota tra la stazione a valle e la stazione a monte dellimpianto (effetto camino). Il progetto, sostenuto dalla Giunta Provinciale di Bolzano, ha richiesto una attenta indagine del territorio ed un monitoraggio del terreno particolarmente preciso. Alla fine, il progetto è stato approvato e presentato nei giorni scorsi. Per la costruzione dellopera sono previsti poco meno di due anni di lavoro ed una spesa che si aggira complessivamente attorno ai 13 milioni di Euro di cui 5.553.540 finanziati dalla Provincia Autonoma di Bolzano.
Il progetto diversamente Marmolada nasce da alcune semplici constatazioni e riflessioni. Di seguito vengono riportate nei disegni la situazione attuale, quella prevista e la proposta alternativa. E unipotesi per "mettere daccordo" tutti, veneti e trentini, imprenditori ed ambientalisti, chi in Marmolada ci va per poco e chi lassù ci rimane e ci vive. Lidea vuole minimizzare limpatto ambientale e proporre una soluzione tecnologica appropriata e compatibile. Il risultato finale sarebbe una sorta di Y rovesciata: due linee impiantistiche che da Fedaia, sia dal versante veneto che trentino, salgano fino a Cima Undici da dove, partirebbe poi, un tunnel sotterraneo per Punta Rocca, sede attuale della stazione darrivo dellomonima funivia.
Realizzando due impianti funicolari che dalla parte trentina e bellunese della Marmolada raggiungano Cima Undici a quota 2800 m., si potrà sciare lungo le piste esistenti, intervenendo solo lungo piccoli tratti per creare collegamenti, corridoi, piste di rientro ecc. Diversamente, la cima della Marmolada (Punta Rocca) verrebbe raggiunta a piedi e con le pelli di foca lungo la famosa, vecchia Via Lidia, o mediante un tunnel sotterraneo fornito di funicolare o cremagliera o ascensore, tapis roulant o altro. Qui, si potrebbe togliere lattuale impattante costruzione in metallo, stazione darrivo della funivia e realizzare un punto panoramico tipo geode di Swaroski come sul Gross Glockner, trasparente, moderno ed accattivante. Il percorso sotterraneo coprirebbe ca. 430 metri di dislivello con una lunghezza totale di 1150 metri e sarebbe realizzato interamente nella roccia. I costi, partendo dallesempio gardenese, potrebbero aggirarsi ipoteticamente sugli 8/10 milioni di euro. I due impianti a valle, con un dislivello di 750 m., avrebbero lunghezze attorno ai 2000 metri. Dalla stazione di Cima Undici percorrendo la base del ghiacciaio verso ponente, si potrebbero raggiungere senza difficoltà i rifugi di Pian dei Fiacconi e da qui salire, sempre a piedi, a Punta Penia. Tutto questo permetterebbe di smantellare numerose linee impiantistiche, la vecchia stazione a monte e parte delle piste che attualmente intaccano lintegrità ed il futuro del ghiacciaio. Inoltre, fatto importantissimo, tutto il ghiacciaio verrebbe liberato da infrastrutture e percorsi lavorati, tornando a proporsi in una veste pressoché originale, pulita e integra. Quasi come negli anni 30, quando furono scritte le prime, prestigiose pagine dello sci alpino dai vari Colò, Stegher, Wiesinger sulla mitica e gloriosa direttissima.
La proposta non è chiusa e viene presentata in forma puramente aperta: a modifiche, al dialogo, alla volontà di trovare, questa volta, la migliore, possibile soluzione. E un progetto comunque ALTERNATIVO, un modo DIVERSO di pensare e vedere lintero "Sistema Marmolada" racchiuso, a sua volta, nel più ampio e complesso "Sistema Dolomiti". E unidea per parlarne, per un confronto leale e costruttivo con tutti. Nasce dalla mente di chi in Marmolada ci abita e ci vive da tempo, da chi la sa guardare ed ascoltare, vedere, capire ed amare. Ora se ne può parlare apertamente, si può cambiare ancora, si può scegliere di partecipare o di guardare da fuori. Ma il mondo che stiamo guardando è il solo che abbiamo e sta a tutti noi, difenderne lanima e il calore, lacqua ed il fuoco. Lessenza e la verità.
ulache Marmolada col suo gran capot de neo (oh bel Fodom-canto ladino)
Fedaa/Fascia, mèrz 2003 Aurelio
Soraruf de Fanci
Didascalie:
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