Cara professoressa
Priscilla,
ti chiamerò così per non metterti in difficoltà,
poiché esisti sul serio. Non sei un personaggio né metaforico
né virtuale: sei carne ed ossa e insegni davvero disegno. Insegni
in una delle scuole medie di Cesena. Per rendere più verosimile
la cosa, diciamo che insegni alla scuola media n° 2 (quella del
Monte, per capirci). Poche settimane fa ho sentito parlare di te per
la prima volta. Dicono che tu riesca a far sì che alcuni bambini
(pardon ragazzi) della 1° media passino la domenica in ansia,
col terrore di tornare a scuola il lunedì e doverti reincontrare.
Alcuni genitori mi hanno detto che tu pretendi che i ragazzi imparino
il tuoi metodi per disegnare
e una volta imparato il sistema
tutto andrà benissimo.
Scusa, che maleducato! Non mi sono presentato. Mi chiamo Gianfranco
Zavalloni, faccio il preside nella scuola media di un comune della
Valmarecchia. Anzi, a dire il vero sono un Dirigente Scolastico in
un Istituto Comprensivo Statale.
Incontro quotidianamente bambini delle materne, delle elementari e
ragazzi delle medie. Ma ho a che fare con te non in quanto superiore.
Bensì in quanto maestro. Sono stato infatti per tanti anni
maestro di scuola materna e molti dei tuoi allievi sono stati anche
miei allievi, alcuni anni fa, nella scuola materna di Sorrivoli.
Mi dicono (sarà vero?) che davanti a loro hai strappato loro
produzioni artistiche (i loro disegni) perché non erano fatti
con il metodo che pretendi tu!
Ma tu lo sai che quei bambini (oggi ragazzi) hanno esposto i loro
disegni in una mostra pubblica insieme ai disegni e alle illustrazioni
di Nicoletta Costa, una delle più famose illustratrici per
ragazzi d'Italia e del mondo?
Ma ti sei mai chiesta quale lavoro abbiamo fatto a Saiano, insieme
alle insegnanti della scuola elementare, per valorizzare le potenzialità
pittoriche, plastiche e le altre produzioni artistiche? E poi, per
un anno intero, una ambientazione fantastica centrata su Topo Dalí
(il richiamo è al famoso Salvator) con la collaborazione e
la presenza di Vittorio Belli (il grande illustratore di Cesena) che
fece diverse lezioni pratiche ai ragazzi sia della materne che delle
elementari.
E poi la visita al laboratorio dello scultore Guidi di Cesena.
Per non dire del rapporto che fin dall'età di tre anni questi
ragazzi hanno avuto con gli artisti di fama nazionale passati a Sorrivoli,
in occasione del festival dei burattini.
Bene, cara Prisc
(non mi ricordo più come ti chiami!),
ti informo che ieri sera, uno dei tuoi allievi, vedendomi arrivare
con l'intenzione di ammirare uno dei suoi disegni, lo ha appallottolato
e poi distrutto, con la paura di farmelo vedere.
Sei così riuscita nel tuo intendo di "tarpare le ali"
a questi artisti. Ce l'hai fatta a creare quel clima
simile alla
scuola che hai frequentato tu, quando le maestre ti mettevano per
punizione in ginocchio? Ti stai forse vendicando del torto subito?
Se non lo hai già fatto, ti consigli di leggerti almeno l'introduzione
del libro di Fernando Savater "A mia madre mia prima maestra.
Il valore di educare" Ed. Laterza (dalle ultime 5 righe di pagina
XVIII alla fine del primo paragrafo di pagina XIX). E medita, per
favore, su quelle parole. Cerca di riflettere sul tuo vissuto di studentessa
e poi, parla coi ragazzi, e se ti va chiamami.
Ma se non farai niente di tutto questo, informati e augurati di non
avermi mai come preside. Lo dico anche a nome di tutto quei genitori
che troppo spesso, temendo ritorsioni nei confronti dei figli, non
osano dir niente agli insegnanti e alle professoresse che si comportano
nei confronti dei loro figli come te.
Buon cambiamento! Te lo dico col cuore sincero.
Pubblicata
sul numero 2 del 2001 della rivista La Natura e la Città