"Quel che accade nel villaggio, accade nel mondo e quel che accade
nel mondo, accade nel villaggio. Per questo sono un provinciale convinto
e credo che si diventi cosmopolita solo attraverso la provincia...".
E una espressione di G.Meier e W.Morlang, tratta da Das dunkle
Fest des lebens, (Basel, Bruckner und Thünker, Köln,1995),
in cui mi riconosco pienamente e che da il senso dellapproccio
locale, provinciale o regionale alle tematiche della globalizzazione.
Ogni villaggio, ogni realtà locale, ha tradizioni, riti, espressioni
artistiche, modi di costruire le case, produzioni culturali, ricette
tipiche in cucina con pietanze e sapori legati a quella terra specifica,
maniere di vestirsi e costumi propri, una parlata (cioè una
lingua non un dialetto), usata dai viventi e tramandata di generazione
in generazione.
Le arti creative di un territorio: poesie, romanzi, pittura
e musica
Sono poi convinto che - come afferma Gary Lawless - ogni territorio
del nostro pianeta ha bisogno di un poeta
che ne apprenda il linguaggio, i ritmi, i cicli e sappia dar voce
all'esperienza, affinchè quel luogo possa parlare tramite la
poesia". Ma la poesia è solo una delle tante espressioni
artistiche e intellettuali. Come sarebbe possibile un romanzo senza
una collocazione spaziale o comunque una contestualizzazione. Gianni
Rodari ci ricordava anni fa, che comunque sia, la creatività
è, di fatto, la combinazione di più elementi o esperienze
vissute. Cioè, per esemplificare, anche un animale fantastico
che nasca nella nostra memoria o si sviluppi in un quadro è
linsieme di tante componenti (occhi, bocca, zampe, coda, corna
)
provenienti da altrettanti animali. Animali che vivono in luoghi precisi.
Riusciamo ad immaginare certi olii di Vincent Van Gogh senza i paesaggi
veri della Provenza, nel sud della Francia? E che ne sarebbe poi di
Kafka senza Praga?
Poi ci sono gli elementi naturali che hanno educato alla musica l'uomo
e il suo orecchio. Gli uccelli, con i gorgheggi dell'usignolo, i solfeggi
degli allocchi, del gufo, del chiù, il richiamo dell'upupa,
lo sfregolio delle cavallette e delle cicale, i barriti dei capriolo,
l'ululato dei cani o il canto delle rane e delle raganelle negli stagni.
È chiaro quindi che ogni ambiente, ogni luogo (io le chiamo
bio-regioni), offre effetti musicali propri: dalle spiagge del mare
alle cime delle montagne, passando per le caverne e le foreste.
6000 Lingue locali: un esempio di biodiversità
E stato calcolato che nel mondo esistano circa 6000 lingue.
Una lingua, come afferma Silvia Carrel, è una specie di DNA,
il codice genetico di un popolo. E' l'essenza, la struttura stessa
di una cultura. Una lingua è molto più di un insieme
di suoni, di caratteri, di parole e di grammatica. Essa contiene la
memoria collettiva di una comunità ed è spesso associata
alle varie sfaccettature delle relazioni sociali, dei valori morali,
dei punti di vista politici e delle tradizioni. Altro che inglese
come unica lingua internazionale. La lingua parlata da una comunità
è sicuramente uno degli strumenti primari per porre in profondità
le proprie radici. Come sarebbero possibili certe espressioni linguistiche
locali in inglese? Di fatto, poi, queste espressioni sono intraducibili.
Scelte concrete per una economia locale
Dal punto di vista economico in estrema sintesi - la penso
esattamente come Wendell Berry, l'ex professore universitario americano
che ha scelto di vivere da agricoltore ed ha poi redatto il famoso
manifesto del contadino impazzito". Wendell consiglia tutti
noi in questa maniera: fate la spesa vicino a casa, comprate in un
negozio piuttosto che in un ipermercato, non comprate niente di cui
non abbiate bisogno, fate tutto quello che potete da soli, se non
potete farlo da soli, vedete se un vicino può farlo per voi,
comprate prodotti alimentari coltivati nella zona, coltivate qualcosa
per il vostro consumo personale, andate in vacanza vicino a casa vostra.
In poche parole un programma concreto, capibile da chiunque, di economia
in antitesi alla globalizzazione.
Musei etnografici luoghi di memoria e di identità
Potrei continuare trattando di abbigliamenti, di costumi, di copricapi
, di decorazioni, ma anche di teatro, musica e strumenti musicali
danze e canti, di agricoltura, di riti religiosi, di feste, ricorrenze
e celebrazioni, di strutture organizzative, di attrezzi da lavoro,
di forme di proprietà collettiva, di artigianato. Sono tematiche
che spesso ritroviamo molto ben esemplificate nei cosiddetti musei
etnografici, di cui, per fortuna, i nostri territori si stanno dotando.
"Il museo è lo specchio in cui una comunità può
riconoscersi, leggendo la propria origine, la propria identità,
la propria cultura, ed è lo strumento con cui essa può
comprendere i problemi del suo avvenire" (Rivière Georges).