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Provincia
Autonoma di Bolzano DEL FARE E DEL CREARE una
riflessione (o relazione) aperta a partire |
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1.
LABORATORI E ANGOLI
LABORATORI E ANGOLI luoghi dell'apprendimento per eccellenza, in cui proviamo la gioia di imparare le cose attraverso azioni di cui siamo gli unici motori e facciamo qualche cosa che dipende solo da noi luoghi in cui proviamo la voglia di sperimentare senza interferenze degli adulti che vogliono a tutti i costi spiegarci cosa devi fare LABORATORI E ANGOLI luogo del rispetto dell'apprendere LABORATORI E ANGOLI luoghi del silenzio e della concentrazione che ci avvolgono la mente quando ci interessa veramente qualche cosa immersi in stimoli che toccano i sensi, circondati da materiali, suoni, colori che si possono toccare, manipolare, schiacciare, circondati da spiegazioni visive di tecniche che si possono facilmente realizzare LABORATORI E ANGOLI luoghi dove si assorbe la positività degli altri e si permette alla propria di affiorare senza troppi timori LABORATORI E ANGOLI luoghi della distensione, della non-passività dove abbandoni le paure mentali del non saper fare perché le si supera nel momento in cui si incomincia a fare LABORATORI E ANGOLI luoghi dove il tempo non ha fretta LABORATORI E ANGOLI luoghi paralleli alla scuola, ma molto diverso non si é bravi o non bravi, non ci sono voti non si raggiungono "obiettivicurricolari", ma si impara naturalmente, la competitività diventa collaborazione-apprendimento è un'azione creativa e non la fai per far piacere agli altri LABORATORI E ANGOLI luoghi dell'esperienza e della sorpresa, dove sperimentiamo come funzionano le cose, e c'e chi ci aiuta, senza imporci, ma scopriamo con le nostre capacità LABORATORI E ANGOLI luoghi dell'esperienza della fantasia, dove da un'idea ne nasce un'altra e la realizzazione concreta della prima lascia posto alla voglia di andare avanti nella seconda LABORATORI E ANGOLI luoghi della libertà di copiare dagli altri bambini con il permesso di tutti. 2. TEMATICHE SVILUPPATE NEL LAVORO DI GRUPPO Elenco laboratori e angoli - Problematiche poste e sviluppate |
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1. In quali spazi all'interno e all'esterno della scuola sono collocati? Scelta di non disturbarsi a vicenda Collocazione con forte caratterizzazione Uso di immagini e mobili specifici Scelta di un logo che caratterizzi ogni laboratorio e angolo 2. Quali sono le attrezzature e i materiali che si utilizzano? Vere, di qualità e non finte (es: stoviglie vere e non di plastica) Suddivisione molto chiara dei materiali Materiali che portano con loro odori, colori, consistenza, storia Qualità interne di materiali che stimolano sensorialità, interpretazioni, comunicazioni, narrazione, espressioni Materiali che stimolano il pensiero, il ricordo, le capacità comunicative Importanza di incontrare nuovi materiali, esplorarli, pasticciarli Nel gruppo i materiali, favoriscono l'incontro, allargano le reti relazionali (necessità di un numero limitato di bambini per volta) Vedere schema punto e Manifesto Tecnologie semplici 3. Quali sono le metodologie di lavoro? favorire l'esplorazione: pensando e predisponendo ambienti materiali e gruppi di lavoro, operare delle scelte, creare micro-contesti che favoriscano la partecipazione autonoma dei bambini esperienze educative come percorsi di ricerca più che attività (ricerca come percorso aperto nel tempo) formazione dei gruppi (rapporto grandi-piccoli) importanza dell'osservazione elaborazione di un percorso dal più semplice al più complesso proposte chiare con indicazioni concrete importanza del pasticciamento: durante il pasticciamento tutto può accadere. Mille piste si possono aprire: occorre lasciare spazio all'emergere dei problemi, permettere l'avventura della loro soluzione 4. Quale coinvolgimento delle famiglie per materiali di recupero per allestimento angoli per coinvolgimento in attività 5. Attenzione ai ritmi e gestione dei tempi l'esplorazione ha tempi lunghi, nessuna forzatura è proficua é importante lasciare i bambini e le bambine (soprattutto negli angoli) protagonisti dei tempi e delle tipologie esplorative individuali. 6. Quale rapporto con le realtà del territorio e l'ambiente Quali dubbi sono emersi, quali difficoltà si intravedono, quali domande Documentazione: importanza di un diario di bordo e di un quaderno per ogni singolo bambino in cui registrare le esperienze fatte 3. QUALE BAMBINO PER LABORATORI E ANGOLI Strategie minime per educare all'uso creativo di materiali L'impegno nelle scuole dell'infanzia, in questi anni, e stato rivolto alla costruzione di strategie didattiche per favorire le potenzialità espressivo-creative dei bambini e delle bambine. Tre i filoni fondamentali:
la creatività e I'esperienza scientifica la creatività e l'arte-gioco-lavoro la creatività e l'esperienza teatrale. Concretamente è importante dichiarare cosa significa, nel vivo delle attività didattiche laboratoriali, educare alla creatività. 1) Uso degli oggetti e dei giochi in modo creativo che significa utilizzare in modo impertinente gli oggetti, di sezione e non, costruendo e inventando giochi e giocattoli. 2) Presentazione responsabile delle proprie idee che implica la possibilità per i bambini di esprimere in maniera chiara e spontanea un proprio vissuto davanti a tutti. 3) Relazione spontanea con gli adulti e i compagni e capacità di aprirsi affettivamente al dialogo con un adulto (senza attendere da questi uno stimolo) o con altri compagni 4) Muoversi e orientarsi liberamente nei locali della scuola e la padronanza che i bambini hanno nel gestire con sicurezza gli spazi interni ed esterni alla scuola 5) Stimolare l'originale curiosità dei bambini attraverso l'esplorazione e la ricerca, il che significa incontro con nuove situazioni, problemi, formulazioni di ipotesi, elaborazione di schemi attivando tutta una serie di strategie del pensiero 6) Accettazione gioiosa della scuola che vuol dire essere felici e sereni nel tempo trascorso a scuola 7) Piacere della manipolazione e del disegno, cioè desiderio di utilizzare i materiali in modo gradevole, gioioso e creativo 8) Uso competente delle mani e capacita dei bambino di utilizzare al meglio le proprie abilità manuali 9) Piacere del gioco, dove per gioco si riconosce I'espressione privilegiata dei bambini che usano questa modalità per affrontare contemporaneamente il mondo reale ed il mondo fantastico 10) Uso del corpo in maniera espressiva e gestione del proprio corpo attraverso la mimica corporea, la drammatizzazione, la fantasia nel movimento, il coinvolgimento fisico ed affettivo in attività grafiche, pittoriche, manuali tali da permettere il superamento di inibizioni, paure, timori (travestirsi, sporcarsi, imbrattarsi...) 11) Capacita di invenzione: è la maniera di saper inventare storie fantastiche e/o concluderne altre in modo originale e creativo 12) Uso appropriato dell'italiano e delle lingue locali. E' importante usare in maniera giusta i termini della lingua italiana e le espressioni linguistiche locali 13) Utilizzo creativo dei termini linguistici, che significa usare in termini fantastici e non convenzionali (giochi, rime, similitudini...) le parole 14) Uso appropriato dei termini scientifici, il che significa capacita di attribuire ad ogni elemento e/o fenomeno I'esatta terminologia 15) Uso ludico e creativo degli spazi che vuol dire anche maturare la sicurezza giusta con cui rapportarsi alle esperienza realizzando, luoghi e situazioni nuove e originali 16) Capacita di relazionare creativamente che si intende la capacità di stabilire relazioni e collegamenti fra elementi di insiemi diversi sia del mondo reale che fantastico, valorizzando situazioni impreviste. E' il saper cogliere anche nei fatti ed elementi non programmati aspetti nuovi utilizzati positivamente.
4. TECNOLOGIE SEMPLICI Sulla importanza del loro uso nella scuola fin dalla materna
Luso di strumenti e di tecnologie semplici ci insegna tante cose. Ci aiuta a risolvere i piccoli e grandi problemi della quotidianità. Educa le nostre abilità manuali. Lintelligenza non è solo un fatto teorico, ma una esperienza concreta, per questo crediamo sia importante nella scuola imparare e saper usare: LA VANGA la zappa, il rastrello, la falce, le cesoie, il cavicchio strumenti che ci servono per scavare, rastrellare, piantare, raccogliere, tagliare. Sono gli strumenti di lavoro della terra. Saperli usare bene significa produrre cibo. LAGO E IL FILO le forbici, il metro, gli spilli, il ditale. Ci servono per cucire, tagliare, rammendare, puntare, attaccare bottoni, rattoppare. Sono gli strumenti di lavoro che servono al sarto o alla sarta., per i vestiti del nostro corpo. LA PENTOLA il mestolo, il coltello, il forchettone, lo scolapasta, il tegame, il matterello oggetti duso quotidiano della cucina. Ci aiutano a preparare con cura i cibi del nostro nutrimento. LA BICICLETTA la pompa, il mastice e la gomma, i ferri da riparare la camera daria. La bicicletta è lo strumento più ecologico ed efficace per spostarsi consumando il minimo di energia. E importante saperla riparare e tenerla in efficienza. LA SEGA il martello, le pinze, la raspa, il cacciavite, il succhiello, le chiavi, la lima sono gli strumenti del banco da lavoro delle botteghe artigiane: il falegname, il fabbro, lelettricista, il carpentiere, lidraulico. Ci aiutano a preparare con cura i cibi del nostro nutrimento. LA CAZZUOLA il badile, la coffa, lo sfratasso, la pennellessa, lo scalpello, il mazzuolo sono gli strumenti indispensabili per costruire e riparare le case. LA PENNA E LA MATITA il quaderno, la cannetta col pennino, i pastelli, i pennelli, la gomma, i colori, offrono a chi studia, crea o scrive, una infinità di opportunità. Ancora oggi sono gli strumenti più semplici e più efficaci del lavoro scolastico. LA CORDA lo spago, al filo di diverso materiale e lunghezza, sono oggetti d'uso che servono per legare, unire, agganciare, sollevare, appendere, sostenere, facendo e disfacendo nodi IL BINOCOLO a lente di ingrandimento, il cannocchiale, il microscopio, la macchina fotografica sono strumenti per lesplorazione, e la scoperta. Aiutano i nostri occhi a vedere più lontano, più vicino e con maggiore intensità. LA SCOPA la pattumeria, la paletta, lo straccio, la ramazza, la pala, lo strofinaccio, sono gli utensili per le pulizie e ligiene dellambiente in cui viviamo IL SAPONE la spugna, lo spazzolino, lasciugamano, il tagliaunghie, il pettine oggetti e strumenti semplici ed essenziali per la pulizia e ligiene quotidiana del nostro corpo. LA TROTTOLA laquilone, le bambole, gli elastici, la palla, il salterello, sono strumenti e giochi per il divertimento dei bambini e delle bambine. Sperimentiamo nel concreto e quindi impariamo regole, leggi scientifiche, trucchi, meccanismi altrimenti difficili da imparare. IL COLTELLINO E infine cè il coltellino, con i suoi mille usi. E lo strumento per una vita avventurosa e allaperto. Bisogna saperlo usare bene, con abilità e attenzione. 5. UN ELENCO DI OGGETTI, MATERIALI E LORO UTILIZZO a partire soprattutto da quelli di recupero
Il gioco con la sabbia
" Il gioco con la sabbia, che Dora M. Kalff ha elaborato secondo il principio della Lowenfeld, non è in fondo una scoperta della psicoterapia infantile - sono stati i bambini stessi a inventarlo, già in tempi molto antichi. "Nell'età che va all'incirca dai due ai quattro anni i bambini si dedicano con particolare entusiasmo all'attività del gioco con la sabbia. In realtà si tratta semplicemente della gioia di lavorare con una materia facilmente plasmabile; se questa è umida e si può impastare, darà una soddisfazione particolare." Noi conosciamo le deduzioni di Freud: il materiale primo e primariamente preferito sarebbe costituito, secondo la concezione psicanalitica, dai nostri stessi escrementi. Sotto l'influsso del divieto dei genitori, l'interesse viene deviato e trasferito su altre sostanze, e quindi anche sulla sabbia preparata nelle cassette. Man mano che il bambino matura, il gioco con la materia plastica si fa sempre più produttivo; esso sbocca da una parte nella gioia di modellare argilla e sostanze similari, dall'altra nei primi tentativi di arte culinaria secondo l'esempio della madre. Ma non vogliamo occuparci più oltre di queste deduzioni psicanalitiche. Stabiliamo semplicemente che "il gioco con materiale plastico, e quindi anche con la sabbia, rappresenta un "bisogno elementare"a una certa età. Alla gioia provata nella sensazione della sabbia umida, plasmabile dalla piccola mano, o della sabbia asciutta che scorre fra le dita, si aggiunge Il piacere di costruire strutture vere e proprie, in un primo tempo semplici palle e mucchietti a forma di torte, ma in seguito anche interi paesaggi con monti, valli e gallerie". Ora il gioco con le cassette di sabbia, che occupa un posto così importante nella terapia della signora Kalff, insieme a una grande quantità di strumenti accessori di gioco e di rappresentazione, concede al bambino una possibilità sempre più ricca e differenziata di realizzazione formale. Anche l'uomo adulto può provare ancora gioia in attività di questo tipo, ed eventualmente servirsene per scaricarsi psichicamente: si pensi per esempio a tutte le strutture di sabbia che sorgono sulla rive del mare. Abbiamo accennato al semplice piacere della sensazione tattile nel gioco con la sabbia, e poi alla gioia di creare delle forme. Bisognerebbe però anche ricordare l'atteggiamento giocoso concomitante. Esso certamente è proprio del bambino, ma non a lui solo possibile. Quando il bimbo piccolo avvolge un pezzo di legno in uno straccio e lo prende in braccio come se fosse una bambola, noi adulti siamo tentati di dire che "in un senso vero e proprio"si tratta di un pezzo di legno, e "solo simbolicamente"di un bambolotto. Ma è dubbio che questo punto di vista corrisponda all'esperienza del bambino che gioca, e che per lui la distinzione, essenziale per noi, fra "realtà"e "simbolismo"o "irrealtà"esista veramente a livello della sue esperienza di vita. Probabilmente sarebbe più esatto dire che ciò che serve da combustibile, quando viene introdotto nella stufa, ora appunto serve da bambolotto; e con ciò viene a cadere del tutto il quesito su quello che esso "in realtà"sia. L'attività che si esplica nel gioco di plasmare liberamente la sabbia agisce e influisce su chi gioca. Questa influenza consiste in primo luogo in una immersione nell'oblio di se proprio del gioco. Ma in seguito si generano anche caratteristici processi psichici, se ci è concesso di spiegare nel gioco la fantasia, e di vederla poi rappresentata davanti a noi sotto forma di un'immagine strutturata. Siamo qui costretti a rinunciare a esporre più minutamente quel che avviene in questo caso. Non c'è dubbio che Il gioco con la sabbia "come ogni attività formativa"possa essere sfruttato come test. Ciò presuppone che il terapeuta riesca a rendersi conto del significato dell'attività figurative del bambino. In realtà però il gioco con la sabbia e più che un test. La signora Kalff ha fatto l'esperienza che esso, nell'atmosfera permissiva della sua casa, può esercitare un'azione terapeutica. Nell'apprezzamento psicologico e contenutisto le immagini formate, siano esse concretamente vi sibili e palpabili come nel gioco con la sabbia, oppure si tratti di sogni e fantasie, è essenziale che l'osservatore tenga presente il significato dell'esperienza di vita della figure formata. Che cosa significa per il bambino "per fare solo un esempio"una mucca, della quale si è occupato con particolare intensità nel suo gioco con la sabbia? Da un punto di vista sobriamente razionale si potrebbe dire: "La mucca fornisce agli uomini carne e latte". Quando i funzionari dell'UNESCO in India chiesero alle autorità perchè non si ponesse riparo alla fame e alla iponutrizione protidica di cui soffriva la popolazione semplicemente allevando e macellando mucche, ricevettero la risposta: "Non potremo mai macellare le nostre madri!". Quindi nelle mucche gli indiani vedono delle madri, anzi le loro vere e proprie madri, di modo che per loro e del tutto esclusa la possibilità di considerare delle mucche come fornitrici di carne e trattarle come tali. È chiaro quindi che il significato di esperienza di vita che può avere una mucca esorbita ampiamente da quello che la nostra concezione di civiltà razionalistica, basata solo sulla convenienza e l'utilità, considera essenziale. Cosi è tutt'altro che assurdo chiedere a un bambino, che gioca a preferenza con le mucche, e a volte sogna o fantastica di mucche, quale sia per lui il significato di vita vissuta di questi animali, e anche quale sia il significato delle cose nella loro generalità e in un senso attuale per il momento presente. Ci sono diverse vie per arrivare a comprendere il significato di esperienza vissuta di una cosa determinata. Noi possiamo chiedere al bambino stesso che gioca, sogna, o fantastica, che cosa questa significhi per lui. Una risposta appropriata presuppone in ogni caso certe facoltà introspettive nell'interrogato. Noi possiamo però anche cercare di renderci conto delle reazioni che possono essersi presentate nel soggetto in questione al momento dell'incontro con tali cose: curiosità, paura, meraviglia, ripugnanza, sicurezza, inquietudine - a ogni incontro è possibile che si abbiano reazioni di molte specie - . Un altro approccio consiste nel chiedere a noi stessi che cosa una data cosa - diciamo una mucca significhi per noi - . Partiamo con ciò dal presupposto che esista un significato simbolico della mucca universalmente valido per l'umanità (e quindi per noi e per il soggetto osservato, in eguale misura). Un metodo per comprendere un tale significato di esperienza di vita consiste in ciò che C. G. Jung ha chiamato "amplificazione". Certo in questo concetto egli include anche tutte le possibili vie d'accesso che abbiamo già descritte, ma intende inoltre qualcosa d'altro: il confronto fra religione ed etnologia. Se ci basiamo sulla constatazione che dal carattere specifico umano hanno origine immagini psichiche (miti, favole, ecc.), di validità universale, di quello che incontriamo, anche affermazioni mitiche di popoli stranieri e di generazioni precedenti del nostro stesso popolo ci forniscono una spiegazione valida del pieno significato delle cose. La signora Kalff cerca di capire le figure formate con la sabbia, ma allo stesso tempo anche i sogni e le fantasie dei bambini a lei affidati, intuitivamente e con l'ausilio dell'amplificazione, nel loro significato di vita vissuta. Dall'interpretazione così acquisita le risultano nuove idee sulla situazione in cui il bambino si trova, e nuove vie per influire su di lui, che non si aprirebbero a un osservatore puramente sentimentale. La signora Kalff attribuisce un valore particolare a un fattore: a quello che, senza fissarmi a una particolare interpretazione, vorrei chiamare "rapporto con il centro". Spesso i bambini rappresentano nella cassetta di sabbia una scena in un cerchio, o delimitano un territorio quadrato, oppure formano una figura che ricorda un ovale o una spirale. Come la signora Kalff ha osservato, il rapporto con il centro prende forma nelle immagini plasmate nella sabbia in fasi decisive dello sviluppo psichico. È naturale mettere in relazione questo rapporto con il centro con figure che C. G. Jung, uniformandosi a un termine usato per certe immagini di culto orientali, ha chiamato "mandala". Quindi anche Il rapporto con il centro di certe figure formate con la sabbia viene interpretato dalla signora Kalff nel senso della psicologia di Jung. Questa opera descrive il gioco con la sabbia come un metodo di psicoterapia infantile. Dalle descrizioni risulta però anche un certo atteggiamento dell'Autrice verso i bambini a lei affidati: un atteggiamento permissivo e allo stesso tempo protettivo. In conclusione, per mezzo di quest'opera veniamo a conoscere le possibilità che la psicologia di Jung ci offre di capire, interpretare e sfruttare terapeuticamente le forme plasmate dai bambini "
dalla presentazione del dottor Leonhard Schlegel al libro sulla Sabbia 6. QUALCHE LIBRO CHE PUO' SERVIRE
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