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LIBRI
DI STORIA: QUESTA VOLTA LHANNO COMBINATA GROSSA. Molte associazioni professionali dei docenti e i sindacati della scuola, di diversa ispirazione, vivamente preoccupati per lapprovazione (l11-12-2002) da parte della Commissione Cultura della Camera della risoluzione proposta dallon. Garagnani sui libri di testo di storia, hanno sottoscritto un appello al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi affinché sia tutela la libertà di insegnamento. Al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi Signor Presidente della Repubblica, ci rivolgiamo a Lei in quanto garante dell'osservanza dei principi costituzionali, esprimendoLe forte preoccupazione per la risoluzione dell'on. Garagnani, che impegna il governo a vigilare sull'oggettività dei libri di testo di storia. Non siamo i soli a leggervi un attacco alla libertà della cultura e alla libertà di insegnamento e di apprendimento. La risoluzione 7-00163 approvata dalla VII Commissione della Camera l'11 dicembre scorso è contraria all'art. 33 della Costituzione ("L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento") e all' articolo del TU delle norme vigenti in materia di istruzione, che garantisce "ai docenti la libertà di insegnamento, intesa come autonomia didattica e come libera espressione culturale del docente", al fine di "promuovere, attraverso un confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione della personalità degli alunni" (dpr 16.4.1994, n.297). Il principio costituzionale e la norma che lo interpreta rendono impossibile il ritorno a forme di controllo sui libri di testo e di censure di Stato, che appartengono ad altre epoche della nostra storia. Tocca da un lato al dibattito storiografico, dall'altro alla ricerca didattica e in ultima analisi alla libertà degli autori, degli editori, dei docenti di storia e dei rispettivi collegi assumere responsabilmente decisioni circa la stesura, la stampa e l'adozione dei libri di testo, di storia come di tutte le altre discipline. La scuola ha il compito, e la capacità, di presentare opzioni culturali differenziate e diversi punti di vista, per permettere la crescita di un pensiero autonomo e critico. Noi ricordiamo quanto da Lei è stato più volte messo in evidenza, e quanto ha ribadito con grande forza all'apertura dell'anno scolastico, sottolineando la funzione pubblica e il ruolo nazionale della scuola, luogo dove si costruisce la cittadinanza italiana, europea e mondiale e si forma nel confronto fra opinioni, storie e culture la coscienza democratica, collettiva e identitaria del Paese. La ringraziamo per l'attenzione con cui sta seguendo la vita della scuola, convinti che, attraverso la libertà dei docenti e dei dirigenti, si difenda il diritto di tutti i giovani a un'informazione e a una formazione plurale e libera, premessa e garanzia dello sviluppo della democrazia nel nostro Paese. Roma, 23 dicembre 2002 AIMC (associazione italiana maestri cattolici), AND (associazione nazionale docenti), ANDIS (associazione nazionale dirigenti scolastici), ANP(associazione nazionale presidi), CIDI (centro di iniziativa democratica degli insegnanti), CIRCOLO "Gianni Bosio", CLIO '92, FNISM (federazione nazionale italiana scuola media), GISCEL (gruppo di intervento e studio nel campo dell'educazione linguistica), INSMLI (istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia), IRSIFAR (istituto romano per la storia d'Italia dal fascismo alla Resistenza), LANDIS (laboratorio nazionale per la didattica della storia), LEND (lingua e nuova didattica), LEGAMBIENTE scuola e formazione, MCE (movimento di cooperazione educativa), UCIIM (unione cattolica italiana insegnanti medi), CGIL scuola, CISL scuola, UIL scuola, SNALS, GILDA degli insegnanti. |