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I BURATTINI A SORRIVOLI

Alto era il luogo dove verso sera
salivamo per vedere i colori
del cielo e delle nubi mentre il sole
scendeva dietro i monti lentamente.

Era tempo di andare a prender posto
fin sotto la baracca risonante di canzoni,
e accese eran le luci;
giacevano in silenzio i burattini.

Con labbra e,occhi intagliati nel legno,
animati dall'arte del maestro,
salivate per dire alla ribalta
il segreto anche per noi segreto

del nostro riso e del nostro pianto;
pareva che la storia fosse eguale
ad altre nostre storie d'ogni giorno,
ma veniva il momento della prova

con mostri e fate, paure e bastoni,
violenze d'armi, magie di parole,
lumini accesi a fatica nel buio
maledetto, e poi aurore ed albe.

Interveniva a volte il temporale,
e si lasciava vuoto il posto amato
per scendere in un luogo riparato
come nel caldo del grembo materno.

Pareva che nell'ombra ritornasse
un giullare, oppure un cavaliere
con la figlia chiamata Roverella,
a darci il gusto di provar paura

mentre piccoli rivi all'improvviso
inumidivano il colle assetato
e galoppavano le nostre fantasie
coi burattini, in Sorrivoli, la sera.

GIOVANNI CATTI

Bologna/Cesenatico 3 giugno 2000








“Ecco cosa si vede dal castello di Sorrivoli...”















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