Le voci dei bambini
Cosa ne pensano i protagonisti
a cura di Dulcini Ornella




Ci proponiamo con questa rubrica di dare spazio ai bambini, alle loro idee, proposte, osservazioni, che ci guidano lungo le strade di nuovi paesaggi educativi. CosÏ rafforzano le nostre ricerche che trovano significati Nella quotidianitý delle esperienze didattiche. Iniziamo con un' intervista.

Come ti senti quando vieni ascuola?

CosÏ risponde una bambina di scuola materna: "male, non vorrei venire, vorrei restare a casa a giocare con la Mia sorella e a fare i compitiÖ ma poi va tutto bene, gioco con le mie amiche, gioco a truccarmi e a travestirmi, mi faccio fare le coccole dalle maestre".
Un altro bambino di cinque anni, al contrario, va volentieri a scuola:
"io sto bene, perchÈ mi diverto, vado fuori a giocare in giardino, mangio le caramelle delle maestre, coloro con i pennarelli, guardo le videocassette."

Sono invece sempre pi˜ frequenti i casi di bambini che rifiutano totalmente la scuola, a partire dal ciclo elementare. In classe prima "semplici voci di disaggio":
"non mi piace scrivere, voglio venire a scuola per giocare".
Proseguendo nei vari ordini di scuola, il vissuto dell' esperienza scolastica si delinea con pi˜ chiarezza. A undici anni, in prima media:
"Mi sento un po' triste pensndo al letto e un po' felice pensando agli amici e allo stidio". "Mi sento normaleÖ solo con l' ansia chemi interrogano". "Mi sento stanco e assonnato,normalmente"ma "pronto e scattante per le uscite".




Che cosa ti fa star bene a scuola?
Una bambina, insieme ai suoi compagni della scuola materna rispondono cosÏ:
"quando lavoro e gioco con i miei amici".
In prima elementare lo scenario cambia:
"
non vedo l' ora che suoni il campanello dell' intervallo, sono stanca!"
"quando la maestra Ë vicino a me".
"Ö.ho il quadernone nuovo con la copertina."

Al temine della scuola elementare si evidenzia la differenza fra "il piacere" e il "disagio".
"mi fa star bene l' intervallo, le lettere d' amore spedite dalla mia fidanzata e i bei voti".
A distanza di un anno, in prima media:
"quando gli insegnanti mi danno un bel voto nelle verifiche o quando mi lodano per qualche cosa che ho detto, inoltr e gli amici mi aiutano molto e sono contenta quando facciamo i lavori di gruppo."

Altri pareri:
"le ore buche"
"i miei compagniÖ per un rapporto di amicizia." "l' educazione fisica, ti fa usare il corpo ed il cervello."
"i buonivo
ti con le congraturazioni dei miei genitori."

Quale scuola o meglio quali scuole per i nostri ragazzi?
Sentirsi aproprio agio per i bambini significa avere un tempo, uno spazio, una relazione.
" i bambini e gli studenti vogliono essere riconosciuti nella legittimitý della loro originalitý.
"
Il bambino-insegnante Ë disponibile ad entrare in sÈ, nell' altro, nella sua storia. In atteggiamento imitativo strumentalizza il contesto educativo per trasmettere il sapere. Come insegnante ci comunica il compito dell' educazione e ci invita a "cercare attraverso i balbettii di ogniuno le parole, proprio perchÈ in questa ricerca c¥Ë tutto qello che serve all' insegnante e all' apprendimento.

* Da " attesi imprevisti" di P. Perticari, 1996 ibide

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