forse dovremmo di ritornare ad usare alle penna stilografica?
o cannetta, pennino e calamaio? è aperto il dibattito!
Ciao Gianfranco.
Sono luciana di Reggio. Come sta la tua vita? Questa mattina ho scorrazzato
nel sito di "scuola creativa" e ho constatato che è, a dir poco, triplicato!
Complimenti per il gran lavoro che i fratelli Zavalloni stanno facendo: vi
auguro di cuore di essere "sale della terra". Ti scrivo in riferimento al ritorno o meno alla penna stilografica vorrei raccontarti quanto mi è successo in quest'ultimo anno scolastico.
Devi sapere che nel programma dei Corsi per adulti promossi da GRILLINBICI
2001/2002 avevo inserito due corsi di calligrafia: uno stile corsivo
inglese e uno base di gotico. Ho sempre avuto una mania per la scrittura a
pennino, forse perchè la amavo anche quando andavo a scuola; ho sempre
creduto che aiutasse bambini ed insegnanti ad andare "adagio", e quindi a
memorizzare meglio. E poi c'era la ricerca della bella calligrafia, c'era
il profumo dell'inchiostro, c'era l'ebilità del non sporcarsi, del non far
macchia, il rito del "pennino nuovo", ecc.
I corsi li ha tenuti una persona meravigliosa, un tipografo in pensione,
con la passione per la pittura, la serigrafia e la calligrafia. E' infatti
un autodidatta, ma in Italia è il miglior calligrafo di corsivo inglese.
A questi corsi ha partecipato una mia amica insegnante che mi ha chiesto
cosa ne pensassi di un "incontro ravvicinato" tra Ugo (è questo il nome del
nostro maestro di scrittura) e i bambini della sua classe. Le motivazioni
erano molteplici, ma due erano sicuramente fondamentali: 1) i bambini erano
i terza, era stato affrontato il tema della "scrittura", come da programmi
ministeriali; 2) la grande emozione provata da Sonia stessa (la maestra)
nel cimentarsi con penna e pennino. Naturalmente ho caldeggiato questo
incontro e il risultato è stato sorprendente. Ugo ha un dono naturale di
entrare in sintonia con i bambini, forse perchè è un nonno, ha incantato i
bambini con la sua calma, il suo parlare sottovoce, la sua pazienza e "la
magia" della sua scrittura. "La narrazione" della scrittura unita al
"segno" ha catalizzato l'attenzione dei bambini, in particolare "quelli che
in classe non sai mai come tenere..." (dalle parole delle maestre). Sono
stati fatti tre incontri e ogni volta era una festa. I bambini a casa
raccontavano di questa esperienza e qualche nonno o bisnonno ha rovistato
nei propri ricordi scolastici e ha cominciato a raccontare di sè...A poco a
poco ogni bambino ha cominciato a volore la penna, il pennino e il calamaio
e alcuni, in autonomia svolgeva i compiti con "l'antico sistema", per puro
piacere. Un bambino, addiruttura, uno di quelli che solitamente viene
considerato un "flagello", ha rinunciato a ore di TV per ricopiare dei
testi, o delle poesie.
A fine anno, alla cena di classe, i genitori ci hanno ringraziato per
l'esperienza e la gioia che i loro bambini hanno provato.
Quest' anno, nei programmi per la scuola di GRILLINBICI, abbiamo inserito
questi INCONTRI, per la grande richiesta che è nata da altre insegnanti.
Ho le foto, se ti interessano te le spedisco.
Un salutone. E aspetto tue nuove (possibilmente non fra sei mesi...)Buone vacanze
Luciana
Reggio Emilia, 8 agosto 2002