Ho
spesso trattato dell'importanza - a scuola - del come rispetto
al cosa. Ho sostenuto cioé che non è importante
tanto l'argomento che viene trattato, giorno dopo giorno a scuola,
ma "quello che conta è il come viene trattato, cioè
la didattica". Vorrei però ora, ad inizio di un
nuovo anno scolastico, porre l'attenzione su quell'aspetto della cosiddetta
autoomia scolastica che va sotto il nome di "curriculum locale".
Le normative scolastiche di questi ultimi anni hanno introdotto la
novità di una percentuale del 15-20 % di programmi didattici
da gestire in piena autonomia. Da parte cioè di ciascun istituto
scolastico. In termini concreti "curriculum locale" potrebbe
voler dire:
- per
una giornata di 5 ore, 1 ora;
- per
una settimana di 5 giorni, 1 giorno;
- per
un mese di 5 settimane, 1 settimana
- e
per un anno di 10 mesi, 2 mesi.
Didatticamente
parlando potrebbe essere l'occasione, questa, per introdurre in una
scuola molto spesso centrata sulla testa, l'idea dell'ora quotidiana
di "attività manuali" o il "mese d attività
all'aperto". Ho provato a pensare in termini locali, ad alcuni
temi da suggerire alle scuole per questa percentuale di curriculum.
E siccome vivo in terra di Romagna, ho pensato a temi tipicamente
romagnoli. Ne è uscito fuori un elenco che sottopongo ai lettori
di Cem Mondialità e che potrebbe comunque essere la base di
partenza per farne poi, per ciascuno di noi, uno proprio, legato alle
proprie origine, radicato cioé, nel proprio ambiente di vita
1. Gli stampatori a ruggine. E' una tradizione artigianale
tipicamente romagnola, che va conosciuta e difesa nella sua originalità.
Esistono circa una decina di botteghe che, alcune con tradizione centenaria,
ancor oggi praticano - a mano - la stampa di tele di cotone, lino
o canapa, utilizzando stampi scolpiti in legno e colore estratto dalla
lavorazione della ruggine.
2. La piadina romagnola e i crescioni. E' il pane quotidiano
delle nostre case. Quanti esempi di questi tipi di pane (a volte sono
il vero primo "fast food") esistono in Italia!?
3. La lingua romagnola. Quello
che molti ancora chiamano dialetto. Non dovremmo perderlo: è
un patrimonio orale (e oggi anche scritto) tipico di ogni luogo della
terra. Dovrebbe essere introdotta nei programmi come lingua madre,
una lingua che viene prima della lingua europea. Ma c'è anche
il napoletano, il veneto, il bergamasco, il bolognese, il genovese...
ogni terra ha la prorpia lingua madre, o regionale.
4. Le teglie e i tegliai di Montetiffi.
Cosa sarebbe la piadina senza le teglie di Montetiffi. Oggi, per fortuna,
due artigiani giovani hanno ripreso a farle, recuperando una tradizione
e una storia che andava scomparendo. La teglia è un testo costruito
a mano con terre argillose e roccie dure, per poi cuocere col fuoco
vivo la piadina.
5. La centuriazione romana. Vista dall'alto la Romagna è
suddivisa in rettangoli di terra. L'origine di tale divisione è
nell'antico impero romano. Quanti ragazzi oggi sanno tutto questo?
Quale ruolo hanno giocato per secoli i fossi della centuriazione?
6. E savour. Una marmellata saporitissama che vien fatta con
tutti i frutti di fine estate. Così si chiama in romagnolo,
ma so per certo che è un tipico prodotto che si fa in tante
parti d'Italia, con frutti locali e con nomi che cambiano di zona
in zona.
7. Le madonne e le cellette. I crocicchi delle strade di Romagna
sono marcati da centinaia di cellette e madonne. Religiosità
popolare, saluto e preghiera per il viandante. La via dei Romei, le
strade dei pellegrini d'Europa sono punteggiate di cellette.
8. Le saline di Cervia. Un patrimonio unico in Italia.
Centinaia di ettari dedicati a quel prodotto che proprio perchè
un tempo di gran valore, veniva usato come moneta di pagamento. Da
qui la parola "salario".
9. Pasta, vini, frutti e verdure, formaggi. Quando si è
fuori Italia e fuori dalla nostra regione, spesso - quando ci sediamo
a tavola - rimpiangiamo la buona cucina romagnola e italiana. Scopriamo
paste fatte in casa, tipiche di ogni zona. E così i formaggi,
i prodotti dell'orto, i vini.
10. La bicicletta. E' certamente
il mezzo di spostamento più comune ai romagnoli, in un territorio
che orograficamente la favorisce. Per le scuole può anche essere
uno dei mezzi da utilizzare per spostamenti brevi o per la gita scolastica.
Ma non solo in Romagna.
Aspetto ora i vostri suggerimenti. Scrivetemi.
Potremmo fare un archivio di questi curriculum "tipicamente locali".
Zavalloni Gianfranco
via Prov. Diolaguardia 3660
47020 Sorrivoli di Roncofreddo
Forlì-Cesena (Italia)
email: burattini@libero.it
vado
ad un'altra riflessione su locale e globale