LA SCUOLA CREATIVA


LETTERA DAL SUD SULLA SOBRIETÀ


Può uno stile di vita più sobrio renderci più liberi e felici? Siamo convinti che la sobrietà sia diventata una scelta necessaria. Le risorse della terra si esauriscono, le diseguaglianze aumentano, costringendo miliardi di persone a vivere nella povertà più assoluta. Qualcosa deve cambiare! Questa lettera aperta vuole essere un messaggio di speranza, un invito ad avviare - da subito - azioni personali, iniziative collettive, scelte politiche che portino ad un cambiamento di mentalità e di stili di vita per "vivere più semplicemente e permettere agli altri semplicemente di vivere". Infatti "la civiltà moderna è la moltiplicazione all¹infinito di necessità non necessarie".

CHI SIAMO E A CHI CI RIVOLGIAMO

A 40 anni dalla pubblicazione di "Lettera a una Professoressa" e dalla morte di don Lorenzo Milani, ci siamo confrontati con alcuni allievi della Scuola di Barbiana. Siamo cittadini che da anni partecipano alle settimane di formazione del Gruppo Educhiamoci alla Pace di Bari (GEP) che ricercano "stili di vita nonviolenti" e affrontano "sfide formative per il cambiamento di mentalità". Ci rivolgiamo a coloro che hanno responsabilità, ai politici, agli educatori, a tutte le persone, bambini e bambine, donne e uomini "semplici", che vivono vicino o lontano da noi.

COSA VOGLIAMO E COSA CI PROPONIAMO
Vivere è - per noi - come un grande viaggio sulle strade della terra. La terra è il "bene comune" di tutta l¹umanità. Quando prepariamo una valigia mettiamo dentro mille e mille cose che si pensa possano servire. Ci incamminiamo, ma durante il percorso siamo affaticati dal carico e ciascuno di noi si chiede: "Cosa posso lasciare per rendere il mio cammino più leggero??" Vivere in sobrietà per noi significa alleggerire questo bagaglio. In altri termini:

1. PICCOLO È BELLO

Per risolvere bisogni di ognuno di noi non servono grandi strutture e grandi numeri. E.F.Schumacher ci ricorda che "L'uomo è piccolo, e perciò piccolo è bello. Procedere verso il gigantismo significa procedere verso l¹autodistruzione."

2. PRODUZIONE LOCALE

Utilizzare prodotti locali vuol dire salvaguardare i mestieri e l¹economia del luogo in cui viviamo. Quando ci riferiamo al cibo abbiamo la garanzia di maggior freschezza, più gusto, minor spostamento di merci e quindi minor inquinamento. Coltiviamo semi antichi che si sono adattati al clima e al suolo di ogni singolo territorio.

3. MEGLIO E MENO

Abbiamo bisogno di strumenti e beni che durino a lungo. È meglio privilegiare la qualità e non la quantità, in contrapposizione alla logica dell¹usa e getta.

4. VIVERE I TEMPI NATURALI

C¹è una stagione per seminare e una stagione per raccogliere. Ritorniamo a rispettare i luoghi e i tempi della natura.

5. MANI ABILI

Le mani sono uno strumento importante dell¹uomo. La mano è l¹arto che caratterizza gli esseri umani da tutti gli altri esseri viventi. Riteniamo che soprattutto nella scuola, lavorare con le mani significa recuperare il rapporto con un rito, con una manualità, che contribuisce allo sviluppo armonico della persona.

6. CONVIVIALITÀ

Siamo parte di comunità: abbiamo a cuore (I CARE) il ben-vivere dell¹essere piuttosto che il benessere dell¹avere. La sobrietà è per noi strettamente legata allo "star bene", all¹autorealizzazione, alla consapevolezza, all¹apertura agli altri, alla pienezza delle relazioni interpersonali.

7. ECONOMIA DELLA SOLIDARIETÀ

L¹economia, per noi, è la via per favorire l¹aiuto reciproco fra le persone. Oggi abbiamo esempi concreti di economia di mutuo sostegno: gruppi collettivi di acquisto, banche del tempo, distretti di economia solidale, finanza critica, mercatini locali, forme di scambio e di baratto di beni autoprodotti. Esiste quindi l¹economia privata, l¹economia pubblica, ma anche l¹economia del "far da sé".

8. SEMPLICITÀ ED ESSENZIALITÀ

Un modello di sviluppo orientato esclusivamente alla "crescita quantitativa" e al "consumismo sfrenato" crea un conflitto mondiale permanente. Lo squilibrio fra Nord e Sud del mondo si può ridurre solo se ci impegniamo a soddisfare i "bisogni essenziali" di tutti.

9. USO E NON POSSESSO

Gli oggetti sono oggi usati quasi esclusivamente per "mostrare" e per creare "immagine". Diamo valore a beni e prodotti, quando vengono "usati" e non posseduti. Molti strumenti di uso quotidiano (energia, auto, lavatriceŠ) li possiamo condividere o acquistare collettivamente.

10. BIO-DIVERSITÀ

La biodiversità non si improvvisa. È il lavoro costante e incessante della natura e di generazioni di uomini e donne che, giorno dopo giorno, per "prove ed errori" sono arrivati a produrre la vita. Salvaguardiamo "colture" e "culture" diverse.

I partecipanti Campo AllegraŠmente 11° - "Dalla sobrietà necessaria alla sobrietà felice"
Gruppo Educhiamoci alla Pace di Bari

Gegè Scardaccione, Anna Tomasicchio, Francesco D'Alessandro, Edoardo Martinelli, Francuccio Gesualdi, Giuseppe Carbone, Piera Gornati, Michele Cecere, Mimma Visone, Lucrezia Carbonara, Ester Picchio, Luca Tomagnone, Marilù Galiani, Andrea Stella, Lucrezia Stella, Milly Paparella, Rosalina Ammaturo, Anna Rosa Romano, Ester Loredana Ranito, Gianfranco Zavalloni, Nica Franco, Francesco Scardaccione, Heli Becker, Fatima Vilardi, Giovanni Caramia, Sofia Sciardò, Sabina Di Michele, Gianpaolo Petrucci, Elena Musci, Anna Chinni, Gianfranco Juliano.

Per contatti e adesioni:
Gruppo Educhiamoci alla Pace di Bari - mareug@libero.it
Centro Nuovo Modello di Sviluppo - www.cnms.it
Centro di Documentazione Scuola di Barbiana - www.barbiana.it
Ecoistituto di Cesena - www.scuolacreativa.it

Villa della Speranza - Ostuni (BR) - 21 luglio 2007





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